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Acido gamma-idrossibutirrico (GHB) per il trattamento dell’astinenza da alcol e la prevenzione delle ricadute

Pubblicato lunedì 9 gennaio 2017

Leone MA, Vigna-Taglianti F, Avanzi G, Brambilla R, Faggiano F. Gamma-hydroxybutyrate (GHB) for treatment of alcohol withdrawal and prevention of relapses. Cochrane Database of Systematic Reviews 2010, Issue 2. Art. No.: CD006266. DOI: 10.1002/14651858.CD006266.pub2.

Background
Il consumo cronico ed eccessivo di alcol può portare alla dipendenza e alla sindrome da astinenza da alcol (AWS) in caso di brusca interruzione dell’assunzione dell’alcol stesso. L’acido gamma-idrossibutirrico (GHB) può prevenire e sopprimere i sintomi astinenziali e migliorare i tassi di astinenza a medio termine. Tuttavia, non è ancora stata fatta una stima chiara dei suoi effetti positivi e negativi.

Obiettivi
Valutare l’efficacia e la tollerabilità del trattamento con GHB per la sindrome di astinenza da alcol e per prevenire le ricadute.

Strategia di ricerca
Sono state ricercate le seguenti banche dati elettroniche fino a ottobre 2008: Il registro specializzato del Gruppo Cochrane Droghe e Alcol, PubMed, EMBASE, CINHAL e EconLIT (dal 1969 fino a febbraio 2008). Per reperire ulteriori studi sono stati ricercati i riferimenti bibliografici degli articoli reperiti attraverso le strategie di ricerca.

Criteri di selezione degli studi
Studi controllati randomizzati (RCT) e studi di coorte prospettici che valutavano l’efficacia e la sicurezza del GHB nel confronto col placebo o con altri trattamenti farmacologici.

Raccolta e analisi dei dati
Tre autori hanno in modo indipendente estratto i dati e valutato la qualità degli studi.

Risultati principali
Tredici studi controllati randomizzati, 648 partecipanti, hanno soddisfatto tutti i criteri necessari per essere inclusi nella revisione. Undici di questi studi sono stati condotti in Italia.

Rispetto al trattamento della sindrome astinenziale, nel confronto tra GHB 50 mg e il placebo, i risultati di un solo studio, con 23 partecipanti, sono in favore del GHB per quanto attiene ai sintomi astinenziali: MD -12.1 (95% IC da -15.9 a -8.29), ma gli effetti collaterali non gravi erano più frequenti nel gruppo trattato con GHB: 7/11 partecipanti del gruppo GHB accusavano vertigini rispetto a 0/12 del gruppo placebo, RR 16.2 (95% IC da 1.04 a 254.9).

Nel confronto tra GHB 50 mg e clormetiazolo (anticonvulsivo), i risultati di un solo studio, con 21 partecipanti, sono favorevoli al GHB per i sintomi astinenziali: MD -3.40 (95% IC da -5.09 a -1.71), per quanto attiene agli effetti collaterali, i risultati di un altro studio con 98 partecipanti sono in favore del clormetiazolo: RR 1.84 (95% IC da 1.19 a 2.85).

Rispetto ai risultati a medio termine, nel confronto tra GHB 50 mg e il placebo, uno studio, 71 partecipanti, è in favore del GHB per il tasso di astinenti: RR 5.35 (95% IC da 1.28 a 22.4), il controllo dell’assunzione di alcol: RR 2.13 (95% IC da 1.07 a 5.54), le ricadute: RR 0.36 95% (IC da 0.21 a 0.63) e il numero di bevande alcoliche assunte quotidianamente: MD -4.60 (95% IC da -6.18 a -3.02).

Per quanto attiene al numero di astinenti, il GHB è risultato più efficace del naltrexone a tre mesi, 2 studi, 64 partecipanti: RR 2.59 (95% IC da 1.35 a 4.98), mentre nel confronto col disulfiram a 12 mesi, il risultato non raggiunge la significatività statistica pur mostrando un trend in favore del GHB: RR 1.66 (95% IC da 0.99 a 2.80).

L’associazione di GHB più escitalopram era più efficace dell’escitalopram da solo per il numero di persone astinenti, 1 studio, 23 partecipanti, a 3 mesi RR 2.02 (IC da 1.03 a 3.94) e a 6 mesi RR 4.58 (IC da 1.28 a 16.5). Per quanto attiene al craving, misurato con l’Alcohol Craving Scale, i risultati erano in favore del GHB a 3 mesi rispetto al placebo, 1 studio, 71 partecipanti, MD -4.50 (IC da -5.81 a -3.19) e a 12 mesi rispetto al disulfiram, 1 studio, 41 partecipanti MD -1.40 (IC da -1.86 a -0.94).

L’ associazione GHB più naltrexone (NTX) risulta più efficace del NTX da solo per l’astinenza a tre mesi in uno studio con 35 partecipanti: RR 12.3 (95% IC da 1.79 a 83.9). L’associazione di GHB più escitalopram era più efficace dell’escitalopram da solo per il numero di persone astinenti, 1 studio, 23 partecipanti, a 3 mesi RR 2.02 (95% IC da 1.03 a 3.94) e a 6 mesi RR 4.58, (95% IC da 1.28 a 16.5).

Per quanto attiene al craving, misurato con l’Alcohol Craving Scale, i risultati erano in favore del GHB a 3 mesi rispetto al placebo, 1 studio, 71 partecipanti, MD -4.50 (95% IC da -5.81 a -3.19) e a 12 mesi rispetto al disulfiram, 1 studio, 41 partecipanti MD -1.40 (95% IC da -1.86 a -0.94).

Tutti gli altri confronti non davano risultati statisticamente significativi per nessuno degli esiti considerati.

Conclusioni degli autori
I risultati da studi controllati randomizzati sono insufficienti per dimostrare una differenza tra il GHB e il placebo in termini di efficacia e sicurezza o per valutare l’efficacia relativa del GHB rispetto ad altri trattamenti farmacologici per il trattamento dell’astinenza e la prevenzione delle ricadute. Le poche prove disponibili suggeriscono che il GHB 50 mg potrebbe essere più efficace del placebo per il trattamento dell’astinenza e per prevenire, al follow up di tre mesi, le ricadute e il craving in persone già disintossicate. I risultati della revisione non offrono prove in favore o contro l’uso del GHB rispetto alle benzodiazepine e al clormetiazolo per il trattamento della sindrome astinenziale. Comunque il GHB sembra essere meglio del naltrexone e del disulfiram nel prevenire il carving e le ricadute a medio termine (da 3 a 12 mesi). Gli eventi avversi non sono diversi da quelli sperimentati con benzodiazepine, naltrexone o disulfiram. Questi risultati vanno considerati anche tenendo conto delle preoccupazioni esistenti circa il rischio di diventare dipendenti da GHB o di farne un uso improprio o abuso, soprattutto per le persone dipendenti da più sostanze, e pertanto si suggerisce di utilizzare il GHB solo sotto stretta sorveglianza medica.

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