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Agonisti alfa2 adrenergici per la gestione dell’astinenza da oppiacei

Pubblicato giovedì 19 gennaio 2017

Gowing L, Farrell M, Ali R, White JM. Alpha2-adrenergic agonists for the management of opioid withdrawal. Cochrane Database of Systematic Reviews 2016, Issue 5. Art. No.: CD002024. DOI: 10.1002/14651858.CD002024.pub5.

Background
Il trattamento della sindrome astinenziale è un passo necessario prima di un trattamento “drug free” o come punto finale di una terapia sostitutiva a lungo termine.

Obiettivi
Valutare l’efficacia degli interventi che utilizzano gli agonisti alfa2 adrenergici confrontati con placebo, dosi scalari di metadone, farmaci sintomatici o differenti trattamenti disintossicanti con agonisti alfa2 adrenergici, per il trattamento della fase acuta dell’astinenza da oppiacei. Gli esiti da considerare includevano la gravità della sindrome astinenziale sperimentata dai partecipanti, durata del trattamento, occorrenza di eventi avversi e completamento del trattamento.

Strategia di ricerca
Sono state ricercate le seguenti banche dati: Il Registro Cochrane dei trial controllati (CENTRAL), MEDLINE (dal 1946 a novembre 2015), EMBASE (da gennaio 1985 a novembre 2015), PsycINFO (dal 1806 a novembre 2015), Web of Science e i riferimenti bibliografici degli articoli reperiti attraverso le strategie di ricerca.

Criteri di selezione degli studi
Studi controllati randomizzati che confrontavano gli agonisti alfa2 adrenergici (clonidina, lofexidina, guanfacina e tizanidina) con dosi scalari di metadone, farmaci sintomatici o placebo o differenti trattamenti disintossicanti con agonisti alfa2 adrenergici per modificare i segni ed i sintomi della sindrome astinenziale in partecipanti che erano dipendenti da oppiacei.

Raccolta e analisi dei dati
È stata utilizzata la metodologia standard Cochrane.

Risultati principali
26 studi, 1728 partecipanti, hanno soddisfatto tutti i criteri necessari per essere inseriti nella revisione. Sei studi confrontavano un agonista alfa2 adrenergico con dosi scalari di metadone, quattro con farmaci sintomatici e cinque confrontavano differenti modalità di somministrazione degli agonisti alfa2 adrenergici.

10 studi avevano un alto rischio di distorsione in almeno uno dei domini considerati. Prove di qualità moderata dimostrano che gli agonisti alfa2 adrenergici sono più efficaci del placebo nel migliorare i sintomi astinenziali in termini di probabilità di crisi astinenziale grave, 3 studi, 148 partecipanti: RR 0.32 (95% IC da 0.18 a 0.57). Prove di qualità moderata dimostrano che le probabilità di completare il trattamento erano significativamente maggiori con gli agonisti alfa2 adrenergici che con il placebo, 3 studi, 148 partecipanti: RR 1.95 (95% IC da 1.34 a 2.84).

Il picco della severità dell’astinenza può essere maggiore con gli agonisti alfa2 adrenergici che con il metadone a dosi scalari, misurata come probabilità di crisi astinenziale grave, 5 studi, 340 partecipanti: RR 1.18 (95% IC da 0.81 a 1.73), bassa qualità delle prove e punteggi relativi al picco dei sintomi astinenziali, 2 studi,  263 partecipanti: SMD 0.22 (95% IC da -0.02 a 0.46), qualità delle prove moderata, tuttavia queste differenze non raggiungono la significatività statistica e non vi è alcuna differenza statisticamente significativa circa la severità, se si considera l’intera durata della sindrome d’astinenza, 3 studi, 119 partecipanti: SMD 0.13 (95 IC da -0.24 a 0.49), prove di qualità moderata. I segni e i sintomi astinenziali si risolvono più precocemente con gli agonisti alfa2 adrenergici. La durata del trattamento era significativamente più lunga per i pazienti trattati con dosi scalari di metadone, 3 studi, 310 partecipanti: SMD -1.07 (95% IC da -1.31 a -0.83), qualità delle prove bassa. L’ipotensione e altri eventi avversi erano significativamente più frequenti nel gruppo trattato con gli agonisti alfa2 adrenergici, 6 studi, 464 partecipanti: RR 1.92 (95% IC da 1.19 a 3.10), qualità delle prove bassa, ma non vi erano differenze significative riguardo il completamento del trattamento disintossicante, 9 studi, 659 partecipanti: RR 0.85 (95% IC da 0.69 a 1.05), qualità delle prove bassa.

Per il confronto tra differenti agonisti alfa2 adrenergici, i dati erano insufficienti per poter fare sintesi quantitative dei risultati. I dati disponibili suggeriscono che la lofexidina ha effetti ipotensivi minori rispetto alla clonidina, mentre per gli altri parametri i due principi sono simili.

Conclusioni degli autori
La clonidina e la lofexidina sono più efficaci del placebo per il trattamento della sindrome d’astinenza da eroina o da metadone. Non sono state evidenziate differenze significative tra i trattamenti che utilizzano la clonidina o la lofexidina e quelli che utilizzano dosi scalari di metadone per un periodo di circa 10 giorni, ma il metadone, rispetto alla clonidina, era associato a un minor numero di eventi avversi e la lofexidina aveva un profilo di sicurezza migliore rispetto alla clonidina.

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