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Analgesici oppioidi in gravidanza e rischio di sindrome da astinenza neonatale

Pubblicato venerdì 29 maggio 2015

Un ampio studio di coorte statunitense, pubblicato sul BMJ, indica che il rischio di sindrome da astinenza neonatale (SAN) è superiore nelle donne che usano oppioidi come analgesici per lunghi periodi, in presenza di fattori di rischio aggiuntivi, tra i quali una storia di abuso o di dipendenza da oppiacei, di abuso di alcol o di altri farmaci, in caso di esposizione a farmaci psicotropi non oppiacei durante una fase avanzata della gravidanza, e se la donna fuma. In confronto, l’uso per brevi periodi di oppioidi durante la gravidanza è associato a un rischio inferiore di partorire bambini con SAN, in assenza di fattori di rischio aggiuntivi.

Lo studio ha identificato 290 605 donne che hanno fatto uso di oppioidi come analgesici durante la gravidanza; in questo gruppo sono stati identificati 1705 casi di SAN, corrispondenti a un rischio assoluto di 5.9 per 1000 parti. Rischio assoluto di SAN legato all’uso di oppiacei per un periodo lungo ( ≥30 giorni) / breve (<30 giorni), per 1000 parti: 220.2/192.0 in caso di abuso di oppiacei; 30.8 / 7.0 in caso di abuso di alcol o di altri farmaci non oppiacei; 13.1/2.0 in caso di esposizione ad altri farmaci psicotropi; 6.6 /1.5 in caso di fumo; 4.2/0.7 in assenza di tali fattori di rischio.

Gli autori dello studio evidenziano che esiste una relazione dose-risposta tra uso di oppioidi come analgesici durante la gravidanza e rischio di SAN. L’uso per lunghi periodi e in una fase avanzata della gravidanza comporta più rischi rispetto all’uso per brevi periodi e nella fase iniziale della gravidanza. In assenza di fattori di rischio, l’uso di oppioidi è associato ad un basso rischio di SAN. Sempre secondo gli autori dell’articolo, una strategia ragionevole per minimizzare i rischi potrebbe essere di ridurre al minimo la prescrizione di oppioidi nell’ultimo trimestre di gravidanza.

Per approfondire

Sul sito curato dall’AIFA www.farmaciegravidanza.gov.it sono disponibili informazioni sull’uso degli analgesici in gravidanza. “L’analgesico comunemente impiegato in gravidanza è il paracetamolo”, si legge in una notizia AIFA, “che non va somministrato in associazione con pseudoefedrina, aspirina o altri FANS. Acido acetilsalicilico, Ibuprofene e Indometacina (FANS) sono farmaci di seconda scelta da utilizzare, per brevi periodi e al dosaggio minimo efficace, in caso di resistenza alla terapia con paracetamolo; da evitare nel terzo trimestre di gravidanza per gli effetti sulla circolazione fetale.” Per i profili di beneficio/rischio dei medicinali oppioidi definiti alla luce delle più recenti evidenze scientifiche, indirizziamo alle schede su codeina e morfina, realizzate dal Comitato Scientifico della Campagna “Farmaci e gravidanza”.

AIFA: Aumenta il consumo di antidolorifici oppiodi. Il trattamento del dolore in gravidanza, 30/01/2015

Fonti:
Desai RJ, Huybrechts KF, Hernandez-Diaz S, Mogun H, Patorno E, Kaltenbach K, Kerzner LS, Bateman BT. Exposure to prescription opioid analgesics in utero and risk of neonatal abstinence syndrome: population based cohort study. BMJ 2015;350:h2102

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