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Antagonisti degli oppiacei associati a farmaci che inducono un lieve effetto sedativo per la gestione dell’astinenza da oppiacei

Pubblicato giovedì 19 gennaio 2017

Gowing L, Ali R, White JM. Opioid antagonists with minimal sedation for opioid withdrawal. Cochrane Database of Systematic Reviews 2009, Issue 4. Art. No.: CD002021. DOI: 10.1002/14651858.CD002021.pub3.

Background
Il trattamento della sindrome astinenziale è un passo necessario prima di un trattamento “drug free” o come punto finale di una terapia sostitutiva a lungo termine.

Obiettivi
Valutare l’efficacia degli interventi che utilizzano gli antagonisti degli oppiacei per indurre l’astinenza associati a farmaci in grado di controllare i sintomi astinenziali inducendo un lieve effetto sedativo per il trattamento della dipendenza da oppiacei.

Strategia di ricerca
Sono state ricercate le seguenti banche dati: Il Registro Cochrane dei trial controllati (The Cochrane Library, Issue 3, 2008), MEDLINE (da gennaio 1966 a Luglio 2008), EMBASE (da gennaio 1985 alla 31a settimana del 2008), PsycINFO (dal 1967 a agosto 2008) e i riferimenti bibliografici degli articoli reperiti attraverso le strategie di ricerca.

Criteri di selezione degli studi
Studi controllati di interventi che utilizzano gli antagonisti degli oppiacei per indurre l’astinenza associati a farmaci in grado di controllare i sintomi astinenziali inducendo un lieve effetto sedativo per il trattamento della dipendenza da oppiacei confrontati con altri approcci o trattamenti con differenti antagonisti degli oppiacei.

Raccolta ed analisi dei dati
Un autore ha valutato gli studi per l’inclusione, la loro qualità metodologica e ha estratto i dati. Le decisioni relative all’inclusione e tutto il processo è stato poi confermato con la consultazione di tutti gli autori.

Risultati principali
Nove studi (sei studi controllati randomizzati), 837 partecipanti, hanno soddisfatto tutti i criteri necessari per essere inclusi nella revisione. La qualità delle prove è bassa, ma suggerisce che l’astinenza indotta dagli antagonisti degli oppiacei associata agli agonisti alfa2 adrenergici è più intensa di quella trattata con clonidina o lofexidina da sole, ma la severità è inferiore. Dopo la somministrazione della prima dose di antagonisti degli oppiacei, particolarmente ad alte dosi (> 25mg di naltrexone), alcuni pazienti possono presentare episodi di delirio. In alcuni casi col trattamento associato sono stati osservati tassi più alti di completamento del trattamento nel confronto con gli agonisti alfa2 adrenergici. Comunque questo effetto non è stato osservato stabilmente e l’ampiezza del beneficio è fortemente incerta.

Conclusioni degli autori
L’associazione antagonista degli oppiacei e agonisti alfa2 adrenergici è uno dei possibili trattamenti per la gestione dell’astinenza da oppiacei. In ogni caso non è chiaro se questo tipo di approccio riduca la durata della sindrome astinenziale e/o favorisca il trasferimento a trattamenti con naltrexone di più e meglio del trattamento con soli agonisti alfa2 adrenergici. Nelle prime ore dopo la somministrazione dell’antagonista degli oppiacei, è consigliabile un alto livello di monitoraggio e di supporto a causa della possibilità di insorgenza di vomito, diarrea e delirio. Per confermare l’efficacia relativa di questo intervento sono necessarie ulteriori ricerche, che dovrebbero investigare anche altre variabili che influenzano la disintossicazione quali i possibili effetti collaterali, i dosaggi più efficaci dei farmaci antagonisti e gli approcci capaci di aumentare la ritenzione in trattamento e quindi facilitare l’inizio di trattamenti di mantenimento con naltrexone.

 

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