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Antagonisti degli oppiacei somministrati sotto sedazione profonda o anestesia per l’astinenza da oppiacei

Pubblicato giovedì 19 gennaio 2017

Gowing L, Ali R, White JM. Opioid antagonists under heavy sedation or anaesthesia for opioid withdrawal. Cochrane Database of Systematic Reviews 2010, Issue 1. Art. No.: CD002022. DOI: 10.1002/14651858.CD002022.pub3.

Background
Il trattamento della sindrome astinenziale è un passo necessario prima di un trattamento “drug free” o come punto finale di una terapia sostitutiva a lungo termine.

Obiettivi
Valutare l’efficacia del trattamento con antagonisti degli oppiacei sotto sedazione profonda o anestesia, nell’indurre l’astinenza da oppiacei. I principali esiti considerati sono l’intensità della sindrome astinenziale, il completamento del trattamento e gli effetti collaterali.

Strategia di ricerca
Sono state ricercate le seguenti banche dati: Il Registro Cochrane dei trial controllati (The Cochrane Library, Issue 3, 2009), MEDLINE (da gennaio 1966 a agosto 2009), EMBASE (da gennaio 1985 alla 32 settimana del 2009), PsycINFO (dal 1967 a luglio 2009) e i riferimenti bibliografici degli articoli reperiti attraverso le strategie di ricerca.

Criteri di selezione degli studi
Studi controllati che utilizzavano antagonisti degli oppiacei sotto sedazione profonda o anestesia in persone dipendenti da oppioidi confrontati con altri approcci o differenti regimi di utilizzo della somministrazione di antagonisti sotto anestesia.

Raccolta e analisi dei dati
Un autore ha valutato gli studi per l’inclusione, la loro qualità metodologica e ha estratto i dati. Le decisioni relative all’inclusione e tutto il processo sono stati poi confermati con la consultazione di tutti gli autori.

Risultati principali
Nove studi, 1109 partecipanti, hanno soddisfatto i criteri necessari per essere inclusi nella revisione. La disintossicazione indotta dagli antagonisti era più intensa, ma di durata minore rispetto al trattamento con dosi scalari di metadone e il dosaggio di naltrexone utile per bloccare gli effetti degli oppiacei poteva essere stabilito più facilmente rispetto al trattamento con clonidina associata a farmaci sintomatici.  Il livello di sedazione non influenzava la durata e l’intensità della sindrome astinenziale, sebbene la durata dell’anestesia possa influenzare la severità di tale sindrome.

Il rischio di eventi avversi è significativamente maggiore con la sedazione profonda in confronto alla sedazione leggera: RR 3.21 (95% IC da 1.13 a 9.12) e probabilmente in confronto con altre forme di disintossicazione.

Conclusioni degli autori
Rispetto alla sedazione lieve, la sedazione profonda non sembra fornire vantaggi ulteriori in termini di minore severità della sindrome astinenziale e maggior numero di persone che iniziano un trattamento con naltrexone. Data la possibile occorrenza di effetti collaterali pericolosi per la vita, questo trattamento non dovrebbe essere appoggiato. Gli alti costi e le poche risorse disponibili suggeriscono di non implementare quest’intervento nella pratica clinica.

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