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Buprenorfina per la gestione dell’astinenza da oppiacei

Pubblicato giovedì 19 gennaio 2017

Gowing L, Ali R, White JM. Buprenorphine for the management of opioid withdrawal. Cochrane Database of Systematic Reviews 2009, Issue 3. Art. No.: CD002025. DOI: 10.1002/14651858.CD002025.pub4.

Background
Il trattamento della sindrome astinenziale è un passo necessario prima di un trattamento “drug free” o come punto finale di una terapia sostitutiva a lungo termine.

Obiettivi
Valutare l’efficacia degli interventi che utilizzano trattamenti disintossicanti con buprenorfina rispetto alla sindrome astinenziale, al completamento del trattamento e agli effetti collaterali.

Strategia di ricerca
Sono state ricercate le seguenti banche dati: Il Registro Cochrane dei trial controllati (The Cochrane Library, Issue 3, 2008), MEDLINE (da gennaio 1966 a luglio 2008), EMBASE (da gennaio 1985 alla 31° settimana del 2008), PsycINFO (dal 1967 al 7 agosto 2008), i riferimenti bibliografici degli articoli reperiti attraverso le strategie di ricerca.

Criteri di selezione degli studi
Studi controllati randomizzati che utilizzavano la buprenorfina per modificare i segni e i sintomi della sindrome astinenziale in partecipanti che erano dipendenti da oppiacei (droga primaria). Gli interventi di controllo includevano dosi scalari di metadone, alfa2 adrenergici, farmaci sintomatici, placebo o differenti regimi di somministrazione della buprenorfina.

Raccolta e analisi dei dati
Un autore ha valutato gli studi per l’inclusione e la loro qualità metodologica e ha estratto i dati. Le decisioni relative all’inclusione e tutto il processo è stato poi confermato con la consultazione di tutti gli autori.

Risultati principali
22 studi, 1736 partecipanti, hanno soddisfatto tutti i criteri necessari per essere inseriti nella revisione.

I principali confronti studiati erano con metadone (5 studi) e clonidina o lofexidina (12 studi); inoltre altri 5 studi confrontavano differenti modalità di scalaggio delle dosi di buprenorfina.

Nel confronto col metadone, la severità della sindrome astinenziale era simile, ma con la buprenorfina i sintomi si risolvevano più rapidamente; il numero di persone che completavano il trattamento era lievemente maggior nel gruppo buprenorfina: RR 1.18 (95% IC da 0.93 a 1.49, P = 0.18), ma sono necessari ulteriori studi per confermare questo risultato.

Nel confronto con clonidina e lofexidina, la buprenorfina si è rivelata più efficace nel migliorare i sintomi dell’astinenza, i pazienti trattati con buprenorfina rimanevano in trattamento per più tempo: SMD 0.92 (95% IC da 0.57 a 1.27, P<0.001) e nel maggior numero di persone che completavano il trattamento: RR 1.64 (95% IC da 1.31 a 2.06, P<0.0001). Non vi erano differenze significative per l’incidenza di eventi avversi, ma gli abbandoni dovuti a eventi avversi possono essere più probabili nel gruppo trattato con clonidina.

Conclusioni degli autori
I risultati degli studi inclusi nella revisione suggeriscono che la buprenorfina è più efficace della clonidina e della lofexidina per il trattamento dell’astinenza da oppiacei. Rispetto al metadone, la buprenorfina ha caratteristiche simili per quanto riguarda la sindrome astinenziale.

La buprenorfina potrebbe offrire alcuni vantaggi rispetto metadone, almeno in regime di ricovero ospedaliero, in termini di più rapida risoluzione dei sintomi di astinenza e tassi forse un po’ più alti di completamento della disintossicazione.

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