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Campagne mediatiche per prevenire l’uso di droghe illecite tra i giovani

Pubblicato mercoledì 30 agosto 2017

Ferri M, Allara E, Bo A, Gasparrini A, Faggiano F. Media campaigns for the prevention of illicit drug use in young people. Cochrane Database of Systematic Reviews 2013, Issue 6. Art. No.: CD009287. DOI: 10.1002/14651858.CD009287.pub2.

Background
Le campagne specifiche per la prevenzione dell’uso di sostanze rivolte ai giovani e svolte attraverso i mass media sono ampiamente utilizzate. Esse mirano a ridurre l’uso di sostanze illecite e ad aumentare la consapevolezza del problema.

Obiettivi
Valutare l’efficacia delle campagne che utilizzano i mass media per prevenire o ridurre l’uso o l’intenzione di utilizzare droghe illecite tra i giovani.

Strategia di ricerca
Sono stati ricercati il Cochrane Central Register of Controlled Trials (CENTRAL, The Cochrane Library 2013, Issue 1), che include il registro Specializzato del Gruppo Cochrane Droghe e Alcol; MEDLINE via PubMed (dal 1966 al 29 gennaio 2013); EMBASE (dal 1974 al 30 gennaio 2013) and ProQuest Dissertations & Theses A&I (dal 1861 al 3 febbraio 2013).

Criteri di selezione degli studi
Studi controllati randomizzati a cluster, studi di coorte prospettici e retrospettivi, serie interrotte di casi e studi controllati prima e dopo che valutavano l’efficacia delle campagne mediatiche per influenzare l’atteggiamento dei giovani sotto i 26 anni circa l’uso di droghe e l’intenzione di utilizzarle.

Raccolta e analisi dei dati
È stata utilizzata la metodologia standard Cochrane.

Risultati principali
Abbiamo incluso 23 studi che coinvolgevano 188.934 giovani. Gli studi sono stati condotti negli Stati Uniti, in Canada e in Australia tra il 1991 e il 2012. Dodici studi erano studi controllati randomizzati (RCT), due studi di coorte prospettici (PCS), uno studio era sia RCT che PCS, sei studi erano serie temporali interrotte, due erano studi controllati prima dopo (CBA). Gli RCT erano in generale a basso rischio di bias, così come gli ITS (se si esclude la dimensione “’formal test of trend”), anche i PCS erano di buona qualità, escludendo la descrizione dei persi al follow-up.

Il consumo illegale di droga autoriportato o valutato da biomarcatori è stato misurato con una serie di scale pubblicate e non che rendono difficili i confronti. I risultati sintetizzati statisticamente di cinque RCT (N = 5470) non mostrano alcun effetto dell’intervento con campagna mediatica: SMD -0,02 (95% IC da -0,15 a 0,12).

È stata fatta una meta-analisi anche dei risultati di cinque studi ITS (N = 26,405) che si focalizzavano principalmente sull’uso di amfetamine. Su quattro stime aggregate (due endpoint misurati in due gruppi di età), si è verificata una riduzione solo nella prevalenza dell’utilizzo di metanfetamine da 12 a 17 anni.

Altri cinque studi (disegni = un RCT con PCS, due PCS, due ITS, una CBA, N = 151,508), i cui risultati non è stato possibile inserire nelle meta-analisi, valutavano l’esito uso di droghe e avevano risultati contrastanti incluso un chiaro effetto iatrogeno in un caso e una riduzione dell’uso in un altro.

Conclusioni degli autori
Nel complesso, le prove disponibili non consentono di trarre conclusioni circa l’effetto delle campagne mediatiche sull’uso illegale di droga tra i giovani. Concludiamo che sono necessari ulteriori studi.

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