BAL Lazio

Aree tematiche

Efficacia degli interventi brevi per uso di alcol in popolazioni che si rivolgono agli ambulatori di base

Pubblicato venerdì 3 agosto 2018

Kaner EFS, Beyer FR, Muirhead C, Campbell F, Pienaar ED, Bertholet N, Daeppen JB, Saunders JB, Burnand B. Effectiveness of brief alcohol interventions in primary care populations. Cochrane Database of Systematic Reviews 2018, Issue 2. Art. No.: CD004148.DOI: 10.1002/14651858.CD004148.pub4.

Background
Il consumo eccessivo di alcol è, in molti paesi, una significativa causa di mortalità, morbilità e problematicità sociale. Gli interventi brevi mirano a ridurre il consumo di alcol e il danno relativo nei consumatori a rischio o in consumatori patologici, che non sono attualmente in trattamento o alla ricerca di aiuto per problemi di alcol.

Gli interventi di solito si caratterizzano come un colloquio con un operatore sanitario e possono includere dei feedback sul consumo di alcol, informazioni sui potenziali danni e benefici derivanti da una minor assunzione e consigli su come ridurre i consumi. Il colloquio fornisce elementi la definizione di un piano individualizzato per aiutare a ridurre i consumi. Gli interventi brevi possono anche prevedere interventi di counselling mirati al cambiamento nel comportamento o cambiamento motivazionale.

Questa revisione è un aggiornamento di una Cochrane Review pubblicata nel 2007.

Obiettivi
Valutare gli effetti degli interventi di screening e di interventi brevi somministrati nell’ambito di ambulatori di medicina generale o di pronto soccorso nel ridurre l’uso eccessivo di alcol, in consumatori a rischio o patologici.

Strategia di ricerca
Registro Cochrane dei trial controllati (CENTRAL), MEDLINE, e altri 12 database bibliografici fino a Settembre 2017. È stato utilizzato Alcohol and Alcohol Problems Science Database (tutti fino a Dicembre 2003 dopo di che è stato dismesso), registri di trial e siti web. Sono stati utilizzati i riferimenti bibliografici degli articoli.

Criteri di selezione degli studi
Sono stati inclusi studi randomizzati controllati (RCT) di interventi brevi volti a ridurre il consumo di alcol patologico o a rischio nelle persone che si rivolgono ad ambulatori di medicina generale, ai pronto soccorso, o altri servizi sanitari di base per motivi diversi dal richiedere un trattamento per il consumo di alcol. Le persone che non hanno ricevuto alcun trattamento o un trattamento minimo hanno costituito il gruppo di confronto, per i quali è stata riportata una misura del consumo di alcol. L’“intervento breve” è stato definito come un colloquio comprendente cinque sessioni o meno di brevi consigli o counselling breve sullo stile di vita e per una durata totale inferiore a 60 minuti. Qualsiasi altro intervento è stato considerato un intervento esteso. Gli interventi digitali non sono stati inclusi in questa revisione.

Raccolta ed analisi dei dati
È stata utilizzata la metodologia standard prevista dalla collaborazione Cochrane. Sono state effettuate analisi di sottogruppi laddove possibile per indagare sull’impatto di fattori quali genere, età, setting di cura (ambulatori di medicina generale v/s pronto soccorso), esposizione al trattamento e consumo al momento baseline.

Risultati
Sono stati inclusi 69 studi che hanno randomizzato un totale di 33.642 partecipanti. Di questi, 42 studi sono stati aggiunti per questo aggiornamento della revisione (24.057 partecipanti). La maggior parte degli interventi sono stati erogati in ambulatori di medicina generale (38 studi, 55%) o presso i pronto soccorso (27 studi, 39%). La maggior parte degli studi (61 studi, 88%) ha confrontato un intervento breve con un intervento minimo o nessun intervento. Gli interventi estesi sono stati confrontati con quelli brevi (4 studi, 6%), interventi minimi o nessun intervento (7 studi, 10%). Gli studi mirati a particolari fasce di età, quali adolescenti o giovani adulti (6 studi, 9%) e anziani (4 studi, 6%), sono stati numericamente pochi. Negli studi che hanno riportato il dato, il consumo medio di alcol è stato di 244 gr/settimana (30,5 unità alcoliche britanniche). Le principali fonti di bias sono state le persone perse al follow up e la mancanza di allocazione in cieco dei partecipanti.

La meta-analisi primaria ha compreso 34 studi (15.197 partecipanti) e ha fornito prove di qualità moderata secondo cui, a distanza di un anno, i partecipanti che hanno ricevuto un intervento breve hanno consumato meno alcol rispetto ai partecipanti all’intervento minimo o nullo (differenza media (MD)-20 gr/settimana, intervallo di confidenza 95% (CI) da -28 a -12). È stata rilevata una sostanziale eterogeneità tra gli studi (I² = 73%). Una sottoanalisi per genere ha dimostrato che sia gli uomini che le donne hanno ridotto il consumo di alcol dopo aver ricevuto un intervento breve.

Sono state trovate prove di qualità moderata che gli interventi brevi sull’alcol hanno un impatto limitato sulla frequenza di giorni settimanali con binge drinking (MD -0.08, CI 95% da -0,14 a -0,02; 15 studi, 6946 partecipanti); giorni di consumo di alcol per settimana (MD -0,13, 95% CI da -0,23 a -0,04, 11 studi, 5469 partecipanti); o intensità del consumo di alcol (-0,2 gr /giorni di consumo, 95% CI da -3,1 a 2,7, 10 studi, 3128 partecipanti).

Prove di qualità moderata hanno indicato che vi sia una minima differenza nella quantità di alcol consumato confrontando gli interventi estesi con gli interventi minimi o nulli (-14 gr/settimana, 95% CI -37 a 9, 6 studi, 1296 partecipanti). Vi è poca differenza nei binge per settimana (-0,08, 95% CI da -0,28 a 0,12; 2 studi, 456 partecipanti; evidenza di qualità moderata) o nei giorni di consumo di alcol per settimana (-0,45, 95% CI -0,81 a -0,09; 2 studi, 319 partecipanti; evidenza di qualità moderata). L’intervento esteso rispetto a nessun intervento o intervento minimo ha un impatto limitato sull’intensità del consumo di alcol (9 gr/giorno di consumo, CI 95% da -26 a 9, 1 studio, 158 partecipanti, prova di bassa qualità).

L’intervento esteso non ha avuto un impatto maggiore di quello breve sul consumo di alcol, sebbene i risultati siano imprecisi (MD 2 g/settimana, 95% CI -42 a 45; 3 studi, 552 partecipanti; prove di bassa qualità). Non sono stati riportati numeri di binge drinking per questo confronto, ma uno studio ha suggerito un possibile calo dei giorni di consumo di alcol a settimana (-0,5, CI 95% -1,2 a 0,2, 147 partecipanti, prove di bassa qualità). I risultati di questo studio hanno anche suggerito un impatto minimo sull’intensità del consumo di alcol (-1,7 g/giorno di consumo, CI 95% -18,9-15,5, 147 partecipanti; prova di qualità molto bassa).

Solo cinque studi hanno riportato gli effetti avversi (prove di qualità molto bassa). In due studi, nessun paziente ha riferito effetti avversi; uno studio ha riportato che l’intervento abbia aumentato il consumo di alcol per le donne e due studi hanno riportato eventi avversi correlati alla guida di veicoli, ma hanno concluso che erano equivalenti in entrambi i bracci di studio.

In 67 studi (87%) sono state segnalate le fonti di finanziamento. Con due eccezioni, gli studi sono stati finanziati da istituti governativi, enti di ricerca o fondazioni benefiche. Uno studio è stato in parte finanziato da una società farmaceutica e da un’associazione di produttori di birra, un altro da un’azienda che sviluppa attrezzature per test diagnostici.

Conclusioni degli autori
Sono state trovate prove di qualità moderata indicanti che gli interventi brevi, rispetto agli interventi minimi o a nessun intervento, possono ridurre il consumo di alcool in consumatori patologici o a rischio. La maggiore durata del counselling ha probabilmente un piccolo effetto aggiuntivo. Gli studi futuri dovrebbero concentrarsi sull’individuazione delle componenti degli interventi più strettamente associate all’efficacia.

Archiviato in ,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Accedi agli articoli

Adjuvant chemotherapy guided by a 21-gene expression assay in breast cancer
Sparano AJ et al.
The New England Journal of Medicine

Prophylactic vaccination against human papillomaviruses to prevent cervical cancer and its precursors
Arbyn M et al.
Cochrane Database of Systematic Reviews

Population-based cohort study on comparative effectiveness and safety of biologics in inflammatory bowel disease
Di Domenicantonio et al.
Clinical Epidemiology

Aspirin or Rivaroxaban for VTE prophylaxis after hip or knee arthroplasty
Anderson DR et al.
The New England Journal of Medicine

Incremental effects of antihypertensive drugs: instrumental variable analysis
Markovitz AA et al.
BMJ

Upright versus lying down position in second stage of labour in nulliparous women with low dose epidural: BUMPES randomised controlled trial
The Epidural and Position Trial Collaborative Group
BMJ

What evidence affects clinical practice? An analysis of Evidence-Based Medicine commentaries
Coombs C et al.
Evidence-Based Medicine

Gastric microbial community profiling reveals a dysbiotic cancer-associated microbiota
Ferreira RM et al.
Gut

Hormone Therapy for the Primary Prevention of Chronic Conditions in Postmenopausal WomenUS Preventive Services Task Force Recommendation Statement
US Preventive Services Task Force
JAMA

Effect of treatment delay on the effectiveness and safety of antifibrinolytics in acute severe haemorrhage: a meta-analysis of individual patient-level data from 40 138 bleeding patients.
Antifibrinolytic Trials Collaboration
Lancet

Prevalence of asthma-like symptoms with ageing
Jarvis D et al.
Thorax

Una finestra sull’open access

  • BMC Family Practice
  • BMC Medical Education
  • BMC Nursing
  • BMJ Open
  • PLOS Medicine

Reset della password

Per favore inserisci la tua email. Riceverai una nuova password via email.