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Farmaci antipsicotici per la dipendenza da cocaina

Pubblicato mercoledì 18 gennaio 2017

Indave BI, Minozzi S, Pani PP, Amato L. Antipsychotic medications for cocaine dependence. Cochrane Database of Systematic Reviews 2016, Issue 3. Art. No. : CD006306. DOI: 10.1002/14651858.CD006306.pub3.

Background
La dipendenza da cocaina è un grave problema di salute pubblica caratterizzato da recidive e da una serie di complicazioni mediche e psicosociali. La dipendenza da cocaina continua a essere una patologia per cui non esiste alcun trattamento farmacologico di provata efficacia.

Obiettivi
Valutare l’efficacia e l’accettabilità dei farmaci antipsicotici per la dipendenza da cocaina.

Strategia di ricerca
Questa revisione è un aggiornamento della precedente versione pubblicata nel 2007. Sono stati ricercati fino al 15 luglio 2015: il registro specializzato del Gruppo Cochrane Droghe e Alcol (in CRSLive); la Cochrane Library (incluso il Registro Cochrane dei trial controllati (CENTRAL); il database degli abstract delle revisioni di efficacia (DARE); PubMed; EMBASE; CINAHL e Web of Science. Tutte le ricerche hanno incluso anche articoli non scritti in Inglese.

Criteri di selezione degli studi
Tutti gli studi controllati randomizzati e gli studi clinici controllati focalizzati sull’uso di qualsiasi farmaco antipsicotico per il trattamento della dipendenza da cocaina.

Raccolta ed analisi dei dati
È stata utilizzata la metodologia standard Cochrane.

Risultati principali
14 studi, 719 partecipanti, hanno soddisfatto tutti i criteri necessari per essere inclusi nella revisione. I farmaci antipsicotici considerati negli studi erano risperidone, olanzapina, quetiapina, lamotrigina, aripiprazolo, aloperidolo e reserpina.

Confrontando qualsiasi farmaco antipsicotico con il placebo, è stato trovato che gli antipsicotici riducono il numero di persone che abbandonano precocemente il trattamento, 8 studi, 397 partecipanti: RR 0.75 (95% IC da 0.57 a 0.97), qualità delle prove moderata. Non sono state evidenziate differenze significative per nessuno degli altri esiti principali considerati: numero di partecipanti che hanno assunto cocaina durante il trattamento, 2 studi, 91 partecipanti: RR 1.02 (95% IC da 0.65 a 1.62); astinenza continuativa, 3 studi 291 partecipanti: RR 1.30 (95% IC da 0.73 a 2.32); effetti collaterali, 6 studi, 291 partecipanti: RR 1.01 (95% IC da 0.93 a 1.10); e craving, 4 studi, 240 partecipanti; RR 0.13 (95% IC da -1.08 a 1.35). Per tutti questi confronti la qualità delle prove era bassa.

I confronti tra singoli farmaci verso placebo o verso altri farmaci erano considerati in pochi studi con pochi partecipanti, limitando la affidabilità dei risultati. Tra questi confronti solo la quetiapina sembrava essere migliore del placebo nel ridurre l’uso di cocaina misurato per grammi/settimana: MD -0.54 (95% IC da -0.92 a -0.16), per US dollari spesi/settimana: MD -53.80 (95% IC da -97.85 a -9.75) e per craving; MD -1.23 (95% IC da -2.19 a -0.27), ma questi risultati provengono da un singolo studio con 60 partecipanti.

Le maggiori limitazioni degli studi erano l’alto tasso (40%) di studi con alte distorsioni legate all’abbandono (presenza di differenze sistematiche nel modo in cui I partecipanti ai gruppi in studio abbandonano il trattamento) e con bassa qualità del reporting, soprattutto per le distorsioni legate alla selezione e alla conduzione degli studi stessi che sono state valutate come poco chiare per il 75% e l’80% degli studi.

Inoltre, la maggior parte degli studi inclusi non riportava dati relativi a esiti importanti come gli effetti collaterali, l’uso di cocaina durante il trattamento e il craving, impedendo così l’inserimento di questi studi nelle sintesi statistiche dei risultati.

Conclusioni degli autori
Attualmente, non vi è alcuna prova a sostegno dell’uso clinico di farmaci antipsicotici nel trattamento della dipendenza da cocaina, sebbene i risultati provengano solo da 14 studi con un campione piccolo e di qualità moderata o bassa.

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