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Farmacoterapie per l’astinenza da cannabinoidi

Pubblicato lunedì 16 gennaio 2017

Marshall K, Gowing L, Ali R, Le Foll B. Pharmacotherapies for cannabis dependence. Cochrane Database of Systematic Reviews 2014, Issue 12. Art. No.: CD008940. DOI: 10.1002/14651858.CD008940.pub2.

Background
La cannabis è la sostanza illecita più diffusa in tutto il mondo. La domanda di trattamento per i disturbi associati all’uso di cannabis è in aumento. Attualmente non ci sono terapie farmacologiche approvate per il trattamento dei disturbi da uso di cannabis.

Obiettivi
Valutare l’efficacia e la sicurezza delle terapie farmacologiche tra di loro, verso il placebo o la terapia di supporto per ridurre i sintomi di astinenza e promuovere la cessazione o la riduzione del consumo di cannabis.

Strategia di ricerca
Sono stati ricercati il Registro Centrale Cochrane degli Studi Controllati (CENTRAL) (fino al 4 marzo 2014), MEDLINE (fino a febbraio 2014), EMBASE (fino a marzo 2014) e PsycINFO (fino a febbraio 2014). Inoltre sono state ispezionate le referenze bibliografiche degli studi reperiti attraverso le strategie di ricerca, le fonti elettroniche di studi in corso, gli atti dei congressi e sono stati contattati i ricercatori del campo.

Criteri di selezione degli studi
Studi controllati randomizzati e quasi randomizzati che valutavano l’uso di farmaci per ridurre i segni e i sintomi dell’astinenza da cannabis e per promuovere la cessazione o la riduzione dell’uso di cannabis confrontandoli tra loro, col placebo o con nessun farmaco (terapia di supporto) in persone diagnosticate come dipendenti da cannabinoidi o che erano suscettibili di diventarne dipendenti.

Raccolta e analisi dei dati
È stata utilizzata la metodologia standard Cochrane. Due autori hanno valutato gli studi per l’inclusione ed estratto i dati. Tutti gli autori hanno confermato le decisioni relative all’inclusione e il processo globale.

Risultati principali
Sono stati inclusi 14 studi randomizzati, che includevano 958 partecipanti. Per 10 studi l’età media era di 33 anni; due studi includevano solo giovani; l’età non era riportata negli altri due studi. Circa l’80% dei partecipanti era di genere maschile. Gli studi erano a basso rischio di distorsione per quanto attiene ai rischi legati alla selezione, alla conduzione, alla comparabilità delle osservazioni, e al modo in cui sono stati riportati i vari esiti. Tre studi erano ad alto rischio per quanto attiene alla non comparabilità delle perdite al follow up.

Tutti gli studi confrontavano farmaci con placebo. I farmaci includevano preparazioni con tetraidrocannabinolo (THC) (2 studi), antidepressivi inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) (2 studi), antidepressivi ad azione mista (3 studi), anticonvulsivanti e stabilizzatori dell’umore (3 studi), un antidepressivo atipico (2 studi), un ansiolitico (1 studio), un inibitore della ricaptazione della noradrenalina (1 studio) e un modulatore del glutammato (1 studio). Uno studio valutava più di un farmaco. Le diversità tra i farmaci studiati e fra gli esiti considerati hanno limitato la possibilità di sintetizzare statisticamente i risultati. Non vi erano dati sufficienti per valutare l’utilità della maggior parte dei farmaci nel promuovere l’astinenza da cannabinoidi alla fine del trattamento.

Prove di qualità moderata evidenziavano che nelle persone trattate con THC rispetto al placebo il completamento del trattamento era più alto, 2 studi, 207 partecipanti: RR 1.29 (95% IC da 1.08 a 1.55, P = 0.006), inoltre vi era una riduzione dei sintomi astinenziali e del craving ma non è stato possibile quantificare i risultati rispetto a questi ultimi due esiti.

Gli antidepressivi ad azione mista verso il placebo, 2 studi, 179 partecipanti, aumentavano la probabilità di essere astinenti alla fine del follow-up: RR 0.82 (95% IC da 0.12 a 5.41), prove di qualità molto bassa e la probabilità di completare il trattamento: RR 0.93 (95% IC da 0.71 a 1.21), prove di qualità moderata. Per lo stesso esito, prove di qualità molto bassa, sono state trovate per gli antidepressivi SSRI, 2 studi, 122 partecipanti: RR 0.82 (95% IC da 0.44 a 1.53), gli anticonvulsivanti e stabilizzatori dell’umore, 2 studi, 75 partecipanti: RR 0.78 (95% IC da 0.42 a 1.46) e l’antidepressivo atipico bupropione, 2 studi, 92 partecipanti: RR 1.06 (95% IC da 0.67 a 1.67). Le prove disponibili relativamente al gabapentin (un anticonvulsivo) e alla N-acetilcisteina (modulatore glutaminergico) erano insufficienti per poter fare sintesi statistiche, e questi farmaci possono essere oggetto di nuovi studi.

Conclusioni degli autori
Vi sono prove incomplete per tutte le farmacoterapie studiate, e per molti esiti la qualità è stata abbassata a causa dei campioni di partecipanti troppo poco numerosi, dell’inconsistenza statistica dei risultati e delle distorsioni legate alla non comparabilità delle perdite al follow-up. Le analisi quantitative, effettuate dove era possibile, e i risultati riportati negli studi inclusi indicano che gli antidepressivi SSRI, quelli ad azione mista e gli atipici (bupropione), gli ansiolitici (buspirone) e gli inibitori della ricaptazione della noradrenalina (atomexetina) sono probabilmente di scarso valore nel trattamento della dipendenza da cannabis.

Le preparazioni contenenti THC sono di potenziale valore ma, date le prove limitate, l’utilizzo del THC dovrebbe ancora essere limitato alla sperimentazione. Futuri studi dovrebbero confrontare differenti preparazioni di THC, dosi e durata del trattamento, farmaci e terapie eventualmente associati. Le prove di efficacia disponibili per l’anticonvulsivante gabapentin e per il modulatore del glutammato N-acetilcisteina sono deboli, ma vale la pena investigare ulteriormente anche questi famaci.

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