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Interventi digitali personalizzati per ridurre consumo di alcol dannoso e a rischio in popolazioni residenti

Pubblicato venerdì 3 agosto 2018

Kaner EFS, Beyer FR, Garnett C, Crane D, Brown J, Muirhead C, Redmore J, O’Donnell A, Newham JJ, de Vocht F, Hickman M, Brown H, Maniatopoulos G, Michie S. Personalised digital interventions for reducing hazardous and harmful alcohol consumption in community-dwelling populations. Cochrane Database of Systematic Reviews 2017, Issue 9. Art. No.: CD011479. DOI: 10.1002/14651858.CD011479.pub2. 

Background
L’uso eccessivo di alcol contribuisce in modo significativo all’insorgenza di malattie fisiche e psicologiche, lesioni e morte e a una vasta gamma di danni sociali per tutte le fasce d’età. Una strategia collaudata per ridurre i livelli eccessivi di consumo di alcol è offrire un intervento breve basato sul colloquio in contesti sanitari, ma le più recenti innovazioni tecnologiche consentono alle persone di interagire direttamente con interventi digitali progettati per affrontare il consumo problematico di alcol, tramite computer, dispositivo mobile o smartphone.

Obiettivi
Valutare l’efficacia e la costo-efficacia di interventi digitali per ridurre un consumo di alcol rischioso e dannoso, problemi legati all’alcol, o entrambi, in persone residenti in un territorio, in particolare: (i) Gli interventi digitali sono più efficaci e hanno una migliore costo-efficacia rispetto a nessun intervento di controllo (o input minimo)? (ii) Gli interventi digitali sono almeno altrettanto efficaci degli interventi brevi vis a vis sull’alcol? (iii) Quali sono le Componenti Tecniche efficaci per un cambiamento del Comportamento (BCT) di tali interventi e i loro meccanismi di azione? (iv) Quali teorie o modelli sono stati usati nello sviluppo e/o nella valutazione dell’intervento? Obiettivi Secondari: (i) valutare se gli esiti differiscono tra i trial in cui l’intervento digitale si rivolge ai partecipanti che frequentano contesti rivolti alla salute, all’assistenza sociale, alla formazione scolastica o altre contesti territoriali e quelli in cui viene offerto a distanza tramite piattaforme su Internet o telefono cellulare; (ii) specificare gli interventi in base alla loro modalità di fruizione (ad esempio funzionalità) e valutare l’impatto delle modalità di fruizione sui risultati.

Strategia di ricerca
Gli studi sono stati cercati nelle banche dati CENTRAL, MEDLINE, PsycINFO, CINAHL, ERIC, HTA e Web of Knowledge; nei Registri dei trial ClinicalTrials.com e quello dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (ICTRP) e siti web rilevanti fino ad Aprile 2017.

Criteri di selezione degli studi
Sono stati inclusi gli studi controllati randomizzati che valutassero l’efficacia degli interventi digitali rispetto a nessun intervento o a interventi vis a vis per ridurre il consumo rischioso o dannoso di alcol nelle persone che vivono in un territorio, riportando contestualmente gli indicatori di consumo di alcol.

Raccolta ed analisi dei dati
È stata utilizzata la metodologia standard prevista dalla collaborazione Cochrane.

Risultati principali
Sono stati inclusi 57 studi con randomizzazione per un totale di 34.390 partecipanti. Le principali cause di bias sono state lo non comparabilità dei persi al follow-up (bias da attrito) e di allocazione in cieco (rispettivamente il 36% e il 21% degli studi, alto rischio di bias). Quarantuno studi (42 confronti, 19.241 partecipanti) hanno fornito i dati per la meta-analisi primaria, la quale ha dimostrato che i partecipanti che utilizzano un intervento digitale hanno consumato circa 23 g di alcol in meno alla settimana (IC al 95% da 15 a 30) (circa 3 unità alcoliche britanniche) rispetto ai partecipanti che hanno ricevuto interventi minimi o nessun intervento alla fine del follow-up (prove di qualità moderata).

Quindici studi (16 confronti, 10.862 partecipanti) hanno dimostrato che i partecipanti che hanno utilizzato gli interventi digitali riportavano meno di un giorno al mese di consumo di alcol, che era minore rispetto al gruppo di controllo con nessun intervento (evidenza di qualità moderata); 15 studi (3587 partecipanti) hanno mostrato ha mostrato circa un evento di binge drinking in meno al mese nel gruppo di sperimentale rispetto a quello di controllo con nessun intervento (prove di qualità moderata), e in 15 studi (9791 partecipanti) i partecipanti all’intervento hanno bevuto un unità alcolica per occasione di consumo in meno rispetto ai controlli, i quali non avevano ricevuto alcun intervento (prove di qualità moderata).

Solo cinque studi di piccole dimensioni (390 partecipanti) hanno confrontato gli interventi digitali con quelli vis a vis. Non è stata riscontrata una differenza nel consumo di alcol alla fine del follow-up (MD 0,52 g/ settimana, 95% CI -24,59 a 25,63, prove di qualità bassa). Pertanto, gli interventi digitali sul consumo di alcol hanno prodotto risultati generalmente simili negli studi considerati. Nessuno studio ha riportato se gli interventi avessero prodotto degli effetti avversi.

Una mediana di nove interventi (in un intervallo compreso tra 1 e 22) di BCT è stata utilizzata nei bracci sperimentali. ‘B’ è una stima dell’effetto (MD in quantità di consumo di alcol, espresso in gr a settimana) per unità di aumento nelle BCT, ed è stato un modo per segnalare se le BCT individuali abbiano una relazione con l’effetto del intervento. Le BCT mirate al darsi degli obiettivi (B -43.94, 95% CI -78.59 a -9.30), a trovare soluzioni a problemi (B -48.03, 95% CI -77.79 a -18.27), a raccogliere informazioni sugli antecedenti (B -74.20, 95% CI -117.72 -30.68), a mettere in atto comportamenti sostitutivi (B -123.71, 95% CI -184.63 a -62.80) e avere una fonte credibile (B-39,89, 95% CI -72,66 a -7,11) sono risultate essere significativamente associate al consumo ridotto di alcol nel modello grezzo. Nel modello multivariato che include le BCT con B> 23 del modello grezzo, le BCT relative al mettere in atto comportamenti sostitutivi (B -95.12, 95% CI -162.90 a -27.34), a trovare soluzioni a problemi (B -45.92, 95% CI -90.97 a -0.87) e una fonte credibile (B-32.09, IC 95%: – 60,64 a -3,55) sono stati associate a un consumo ridotto di alcol.

Le teorie o i modelli citati più frequentemente negli studi inclusi sono stati la teoria del colloquio motivazionale (7/20), il modello transteorico (6/20) e la teoria delle norme sociali (6/20). Oltre la metà degli interventi (n = 21, 51%) non ha citato teorie di riferimento. Solo due studi hanno utilizzato la teoria per selezionare i partecipanti o personalizzare gli interventi. Non sono state trovate evidenti associazioni tra impiego di una teoria di riferimento ed efficacia dell’intervento.

Conclusioni degli autori
È stata riscontrata un evidenza di qualità moderata che gli interventi digitali possano ridurre il consumo di alcol, con una riduzione media fino a tre unità britanniche di bevande alcoliche standard a settimana da parte dei partecipanti rispetto al gruppi di controllo. Una sostanziale eterogeneità degli studi e rischi di performance e bias di pubblicazione potrebbero implicare che vi sia una riduzione meno incisiva. Prove di scarsa qualità provenienti un numero minore di studi suggeriscono che potrebbe esserci poca o nessuna differenza nell’impatto del il consumo di alcol tra gli interventi digitali e quelli vis a vis.

Le BCT relative al mettere in atto comportamenti sostitutivi, trovare soluzioni ai problemi e una fonte credibile sono associate all’efficacia degli interventi digitali per ridurre il consumo di alcol, anche se andrebbero garantite ulteriori indagini in un contesto sperimentale.

I riferimenti all’impiego di teorie sono stati molto limitati e sovente, quando presenti, non chiari. Oltre la metà degli interventi non ha fatto alcun riferimento a teorie. I riferimenti limitati alle teorie non sono collegati all’eterogeneità nell’efficacia dell’intervento.

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