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Interventi farmacologici per persone che hanno commesso crimini e che assumono droghe

Pubblicato giovedì 2 febbraio 2017

Perry AE, Neilson M, Martyn-St James M, Glanville JM, Woodhouse R, Godfrey C, Hewitt C. Pharmacological interventions for drug-using offenders. Cochrane Database of Systematic Reviews 2015, Issue 6. Art. No.: CD010862. DOI: 10.1002/14651858.CD010862.pub2.

Background
Questa revisione fa parte di un gruppo di quattro revisioni che valutano diversi interventi per persone che hanno commesso crimini e che assumono droghe. Questa revisione specifica considera gli interventi farmacologici volti a ridurre l’uso di droghe o le attività criminali, o entrambi, tra le persone che hanno commesso crimini e che assumono droghe.

Obiettivi
Valutare l’efficacia degli interventi farmacologici somministrati a persone che hanno commesso crimini e che assumono droghe nel ridurre l’attività criminale o l’uso di droghe o entrambi.

Strategia di ricerca
Sono stati ricercati quattordici database elettronici fino a naggio 2014 e 5 siti web (tra il 2004 e novembre 2011). Sono stati contattati esperti del settore per ottenere ulteriori informazioni.

Criteri di selezione degli studi
Studi controllati randomizzati che valutavano l’efficacia di qualsiasi intervento farmacologico per ridurre, eliminare o prevenire le ricadute nell’uso di droghe o nell’attività criminosa o entrambe in tossicodipendenti che hanno commesso reati. È stata anche valutata la costo-efficacia degli interventi.

Raccolta ed analisi dei dati
È stata utilizzata la metodologia standard Cochrane.

Risultati principali
14 studi, 2647 partecipanti, hanno soddisfatto i criteri di inclusione. Gli interventi farmacologici studiati erano farmaci agonisti/antagonisti degli oppiacei (buprenorfina, metadone e naltrexone) confrontati con nessun intervento, interventi non farmacologici (ad es. il counselling), altri farmaci. La qualità metodologica degli studi era poco valutabile, per cui la maggior parte è stata valutata a rischio di distorsione poco chiaro. I rischi di distorsione più frequenti erano legati al blinding (sia dei partecipanti sia di coloro deputati a valutare gli esiti) e alla non comparabilità delle perdite al follow-up (attrition bias). Non è stato possibile fare sintesi statistiche dei risultati a causa della troppa differenza tra gli studi. Sono state fatte solo analisi di sottogruppo per tipo di trattamento farmacologico. Nel confronto con interventi non farmacologici, prove di bassa qualità mostravano che i trattamenti con agonisti non erano efficaci nel ridurre l’uso di droghe, esiti valutati obiettivamente (analisi biologiche), 2 studi, 237 partecipanti: RR 0.72 (95% IC da 0.51 a 1.00); esiti valutati soggettivamente (auto riportati), 3 studi, 317 partecipanti: RR 0.72 (95% IC da 0.51 a 1.00), nel ridurre l’attività criminale: arresti, 1 studio, 62 partecipanti: RR 0.60 (95% IC da 0.32 a 1.14) e le re-incarcerazioni, 3 studi, 472 partecipanti: RR 0.77 (95% IC da 0.36 a 1.64). L’unica analisi in favore degli agonisti era relativa all’uso di droghe auto riferito, 3 studi, 510 partecipanti: SMD -0.62 (95% IC da -0.85 a -0.39).

Prove di bassa qualità mostravano che i trattamenti con antagonisti non erano efficaci nel ridurre l’uso di droghe, 1 studio, 63 partecipanti: RR 0.69 (95% IC da 0.28 a 1.70), ma prove di qualità moderata mostravano la loro efficacia nel ridurre significativamente l’attività criminale, 2 studi, 114 partecipanti: RR 0.40 (95% IC da 0.21 a 0.74).

I risultati relativi all’efficacia dei singoli farmaci erano contrastanti. Nel confronto tra metadone e buprenorfina, nessuna differenza per l’uso di droghe auto riportato con esito dicotomico, 2 studi, 370 partecipanti: RR 1.04 (95% IC da 0.69 a 1.55) o continuo, 1 studio, 81 partecipanti: MD 0.70 (95% IC da -5.33 a 6.73) o per l’attività criminale, 1 studio, 116 partecipanti: RR1.25 (95% IC da 0.83 a 1.88). Nel confronto tra metadone e diamorfina, la diamorfina era di poco più efficace per quanto attiene al numero di arresti auto riportato, 1 studio, 825 partecipanti: RR 1.25 (95% IC da 1.03 a 1.51). Nel confronto tra metadone e naltrexone, uno studio, 44 partecipanti, non evidenziava differenze per la re-incarcerazione: RR 1.10 (95% IC da 0.37 a 3.26), l’attività criminale: MD -0.50 (95% IC da -8.04 a 7.04) e l’uso auto riferito di droghe: MD 4.60 (95% IC da -3.54 a 12.74).

Conclusioni degli autori
Se confrontati con nessun trattamento, gli agonisti non sembrano efficaci nel ridurre l’uso di droghe o l’attività criminale. I farmaci antagonisti non sono efficaci nel ridurre l’uso di droghe, ma riducono l’attività criminale. Nel confronto tra i vari farmaci (metadone verso buprenorfina, verso diamorfina e verso naltrexone) non sono state trovate differenze per nessuno degli esiti presi in esame. Questi risultati vanno considerati con cautela poiché provengono da pochi studi e la generalizzabilità dovrebbe essere limitata a maschi adulti che hanno commesso reati. Inoltre molti studi avevano alti rischi di distorsione.

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