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Le dipendenze nel Lazio nel 2016

Pubblicato martedì 26 settembre 2017

Invecchiamento della popolazione in trattamento, uso problematico di più sostanze, diminuzione dell’assunzione di eroina per via iniettiva e della sua frequenza d’uso. Questi gli elementi principali che emergono dall’ultimo Rapporto sulle Dipendenze Patologiche nel Lazio, che riporta i dati disponibili sulle caratteristiche delle persone che assumono sostanze o hanno un comportamento di gioco d’azzardo patologico, afferenti ai Servizi delle dipendenze nella Regione Lazio.

Il Dipartimento di Epidemiologia del servizio sanitario regionale del Lazio fin dal 1991, attraverso il dal Sistema Informativo Regionale Dipendenze (SIRD), ha analizzato il fenomeno dipendenze nella regione. Le aree di interesse del sistema informativo sono: droghe, alcol, gioco d’azzardo patologico, tecnologie digitali, dipendenze da tabacco, altre dipendenze e problematiche.

Utenti in trattamento presso Servizi pubblici per le dipendenze (SerD) e privato sociale del Lazio: area di intervento droghe

Nel 2016 i servizi del Lazio hanno assistito complessivamente 15.744 persone, di cui 12266 per dipendenza da droghe, 2549 per dipendenza da alcol, 506 per comportamenti di gioco d’azzardo patologico, 421 per altre dipendenze

Dei soggetti dipendenti da droghe , l’86,3% dei pazienti totali sono maschi (con un rapporto di 1 a 6) sia per quanto riguarda i nuovi sia i vecchi utenti.

È stato rilevato il costante aumento dell’età media delle persone in trattamento; nel 2016 i nuovi utenti hanno un’età media 34,6 anni, mentre quelli già in carico hanno un’età media 42 anni. Le persone che accedono per la prima volta ai servizi sono mediamente più giovani di sei anni rispetto ai soggetti già conosciuti. Nel caso delle persone già conosciute ai servizi questo dato costituisce un indicatore di ritenzione in trattamento di persone che di fatto vanno a formare una coorte di soggetti che è possibile seguire nel tempo. Si osserva, però, che anche l’età media dei nuovi utenti aumenta progressivamente nel tempo passando dai 25 anni e mezzo nel 1992 agli oltre 34 anni nel 2016.

L’aumento dell’età media, confrontata con l’età media di primo uso delle sostanza, che invece rimane costante nel tempo (circa 20 anni), “fa riflettere sulla necessità di rinnovare strategie di intervento che favoriscano l’accesso precoce ai servizi”, si legge nel rapporto.

Tra le persone in trattamento per uso di droghe, nel 65% dei casi la principale sostanza primaria d’abuso dichiarata è l’eroina; questa percentuale scende al 29% nel caso dei pazienti entrati in trattamento per la prima volta, mentre si attesta al 74% nel caso di soggetti in carico dagli anni precedenti.

La richiesta di intervento per uso primario di cocaina riguarda il 18% dei pazienti totali. Nel caso di nuovi utenti la cocaina viene indicata come sostanza primaria d’abuso nel 35% dei casi, mentre i gli utenti già conosciuti che utilizzano la cocaina come sostanza primaria sono il 14%.

L’accesso ai servizi per uso primario di cannabis  riguarda il 5% dei pazienti totali: circa il 13% dei nuovi utenti e il 3,5% dei pazienti già in carico ai servizi.

L’uso per via iniettiva della sostanza primaria è praticato dal 14% dei nuovi utenti, mentre tra gli utenti già conosciuti ai servizi tale modalità di assunzione è presente nel 46% dei casi.

Il 50% dei nuovi utenti ed il 55% dei pazienti già conosciuti riferisce di utilizzare la sostanza primaria di abuso una o più volte al giorno, il 18% più di una volta a settimana ed il 7 % una volta o meno a settimana; nel 6 % dei casi le persone dichiarano di non aver assunto sostanze negli ultimi 30 giorni.

Per quanto riguarda l’uso secondario, nel 2016 le sostanze assunte più frequentemente sono la cocaina, i cannabinoidi (17%) e l’alcol (8,3%).

Relativamente alla frequenza di uso delle sostanze, si registra nel tempo una diversa abitudine sia per i “nuovi” che per i “vecchi” utenti. Dal 1992 al 2016 il pattern di consumo di più dosi nella stessa giornata, riportato dal 60% dei nuovi utenti è sceso al 34%, mentre quello degli utenti già conosciuti è sceso dal 68% al 30%.

Accesso ai servizi
La modalità di accesso dei casi incidenti è quella della richiesta diretta al servizio nel 44,4% dei casi; per il 22%, l’intervento è stato attivato in continuità a un percorso iniziato in un altro servizio per le dipendenze (è questo in particolare il caso dei pazienti in trattamento presso il privato sociale avvenuto su invio dei SerD), nell’11,5% dei casi il trattamento è stato attivato nel corso di una carcerazione, mentre per circa il 9% è avvenuto su sollecitazione dei familiari o amici.

Al 31 dicembre 2016 il 71% dei trattamenti intrapresi dai nuovi utenti risulta ancora in corso, il 6,2 % è stato completato, il 6,5% si è concluso con il trasferimento ad altro servizio per le tossicodipendenze, mentre il 14% è stato interrotto. Gli utenti già conosciuti risultano essere ancora in carico nell’82% dei casi, il 5,5% ha completato il proprio percorso terapeutico, mentre il 3% è stato trasferito ad altro servizio. Il 6,4% dei pazienti ha interrotto il trattamento.

Utenti in trattamento presso SerD e privato sociale del Lazio con disturbo da uso di alcol La popolazione in studio per trattamento da uso di alcol è pari a 2549, di cui 810 (31.8%) entrati per la prima volta in carico ai Servizi nel 2016. La popolazione dipendente da alcol differisce da quella dipendente da droghe per la maggior presenza di donne (rapporto femmine/maschi 1:4; gli uomini rappresentano il 75% v/s l’86 dei dipendenti da droghe) e per l’età media più alta (47 anni, DS=±11,0). In particolare la proporzione degli over 50 costituisce un terzo (33.3%, n=270) dei nuovi utenti e il 43.1% (n=749) di quelli già conosciuti.

Utenti in trattamento presso SerD del lazio con disturbo da gioco d’azzardo patologico
Nel 2016, nel Lazio, 506 persone sono state trattate nei SerD per il disturbo da gioco d’azzardo patologico quale principale area di intervento. Gli uomini costituiscono il 81% del totale con un rapporto maschi/femmine di 5:1. L’età media è di circa 47 anni e gli over 50 rappresentano il 40% dei casi incidenti e oltre la metà di quelli già noti ai servizi. Oltre il 96% è cittadino italiano. Gli occupati rappresentano oltre il 63% e i pensionati il 16%. Le persone giungono ai servizi prevalentemente in modo autonomo; diversamente dalle altre dipendenze gioca un ruolo più rilevante la rete familiare e/o affettiva

Conclusioni
Il primo dato che emerge è l’invecchiamento della popolazione in trattamento, sia tra i soggetti incidenti che tra quelli già precedentemente in carico ai servizi. Se per questi ultimi possiamo ritenere l’aumento dell’età una conseguenza della ritenzione in trattamento, per i primi potrebbe essere un indicatore di criticità del sistema, di scarsa attrattiva dei servizi.

Tuttavia l’età media di 34 anni come età di primo ingresso in trattamento è in linea con i dati europei riportati dal Drug Report 2017 (dati 2015), pubblicato da EMCDDA, per quello che riguarda l’ingresso per i trattamenti per eroina e cocaina.

Il Sistema Informativo Regionale Dipendenze consente di monitorare il fenomeno e focalizzare alcuni elementi che caratterizzano i pattern di uso e quindi definire gli interventi più appropriati. Il sistema permette inoltre di confrontare i servizi tra loro e fornisce una base di informazione oggettiva che mediante incontri di audit facilita la condivisione dei percorsi e degli aspetti clinici del trattamento, favorendo l’appropriatezza degli interventi per il trattamento delle dipendenze patologiche.

L’uso problematico di più sostanze conferma che è sempre più necessario un approccio mirato alla poli-dipendenza e non alla dipendenza da una singola sostanza. La stessa modalità di uso nel tempo mostra un cambiamento, che solo in parte è dovuto alle sostanze utilizzate: anche per l’eroina, infatti, sono in diminuzione gli assuntori per via iniettiva, indicando che i consumatori abbiano quindi più consapevolezza dei rischi. Analogamente, anche la diminuzione della frequenza di uso può essere letta come una conseguenza di dosaggi più appropriati delle terapie farmacologiche sostitutive.

Fonti
Pasqualini F, Camposeragna A, Orlando L, Amato L, Davoli M. Relazione 2016 sul fenomeno delle dipendenze nel Lazio. Roma, giugno 2017.

Visita l’area della BAL dedicata alle dipendenze: http://bal.lazio.it/dipendenze/

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