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Morfina a rilascio prolungato come trattamento di mantenimento per la dipendenza da oppiacei

Pubblicato giovedì 19 gennaio 2017

Ferri M, Minozzi S, Bo A, Amato L. Slow-release oral morphine as maintenance therapy for opioid dependence. Cochrane Database of Systematic Reviews 2013, Issue 6. Art. No.: CD009879. DOI: 10.1002/14651858.CD009879.pub2

Background
I trattamenti sostitutivi degli oppiacei sono efficaci nel trattenere le persone in trattamento e reprimere l’uso di eroina. Una questione aperta rimane se la morfina assunta per via orale e a rilascio lento (SROM) possa rappresentare una possibile alternativa per le persone dipendenti da oppiacei che rispondono poco agli altri trattamenti di mantenimento disponibili.

Obiettivi
Valutare l’efficacia della SROM come farmacoterapia di mantenimento alternativa per il trattamento della dipendenza da oppiacei.

Strategia di ricerca
Sono stati ricercati il registro specializzato del Gruppo Cochrane Droghe e Alcol, il registro Cochrane dei trial controllati (CENTRAL – The Cochrane Library Issue 3, 2013), MEDLINE (da gennaio 1966 ad aprile 2013), EMBASE (da gennaio 1980 ad aprile 2013) e le referenze bibliografiche degli studi reperiti attraverso le strategie di ricerca.

Criteri di selezione degli studi
Studi controllati randomizzati (RCT) e quasi randomizzati che valutavano l’efficacia di SROM confrontandola con altri trattamenti di mantenimento o con nessun trattamento.

Raccolta e analisi dei dati
Due autori hanno indipendentemente selezionato gli articoli per l’inclusione, hanno estratto i dati e valutato i rischi di distorsione degli studi inclusi.

Risultati principali
Tre studi, 195 partecipanti, sono stati inclusi nella revisione. Due avevano un disegno cross-over e uno parallelo. La ritenzione in trattamento era superiore all’80% in tutti e tre gli studi (senza differenze significative rispetto ai controlli). Va comunque sottolineato che gli studi avevano durate differenti. Uno durava sei mesi, e gli altri due sei e sette settimane.

L’uso di oppiacei durante l’assunzione di SROM variava da inferiore a non statisticamente o clinicamente differente rispetto ai confronti, mentre non si osservavano differenze rispetto all’uso di altre sostanze.

SROM sembra avere lo stesso effetto dei controlli per quanto attiene alla severità della dipendenza, al funzionamento psichico e sociale, ma si è osservata una tendenza ad avere sintomi astinenziali meno severi rispetto al trattamento con metadone (punteggio 2.2 verso 4.8, valore di P = 0.06).

La morfina era generalmente meglio tollerata e preferita dai partecipanti (sette su nove pazienti in uno studio). La morfina sembra ridurre il craving, i sintomi depressivi (misurati con il Beck Depression Inventory; valore di P < 0.001), i disturbi fisici (misurati con il Beschwerde-Liste,BL; valore di P < 0.001) e sintomi di ansia (valore di P = 0.008). La qualità della vita nelle persone trattate con SROM non era differente o era peggiore rispetto a quelle trattate con metadone e buprenorfina.

Altre misure di esito come il funzionamento sociale, le finanze, la famiglia e la soddisfazione generale, hanno dato punteggi migliori nelle persone in terapia di mantenimento di controllo rispetto a quelle trattate con SROM. In particolare, le persone in terapia con metadone rispetto a quelle trattate con SROM avevano punteggi migliori per tempo libero (5.4 vs 3.7, valore di P < 0.001), alloggiamento (6.1 vs 4.7, valore di P < 0.023), capacità di collaborare con altri (5.7 vs 4.2, valore di P = 0.034), amici e conoscenti (5.6 vs 4.4, valore di P = 0.003), salute mentale (5.0 vs 3.4, valore di P = 0.002) e autostima (8.2 vs 5.7, valore di P = 0.002).

Gli eventi avversi medici erano molto più gravi nelle persone in SROM rispetto ai gruppi di controllo. Nessuno degli studi includeva persone con documentata cattiva risposta ad altri trattamenti di mantenimento.

Conclusioni degli autori
Questa revisione non ha trovato prove sufficienti per valutare l’efficacia clinica del trattamento di mantenimento con SROM poiché solo tre studi hanno soddisfatto i criteri necessari per l’inclusione. Due studi suggeriscono una possibile riduzione dell’assunzione di oppiacei illegali nelle persone trattate con SROM. In un altro studio le persone trattate con SROM avevano meno sintomi depressivi. La ritenzione in trattamento non differiva tra I gruppi di trattamento e quelli di controllo mentre gli eventi avversi erano più frequenti nelle persone trattate con SROM.

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