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Naltrexone a rilascio prolungato per la dipendenza da oppiacei

Pubblicato giovedì 19 gennaio 2017

Lobmaier P, Kornor H, Kunoe N, Bjørndal A. Sustained-release naltrexone for opioid dependence. Cochrane Database of Systematic Reviews 2008, Issue 2. Art. No.: CD006140. DOI: 10.1002/14651858.CD006140.pub2.

Background
Il naltrexone è un antagonista degli oppiacei che blocca in modo efficace gli effetti dell’eroina. Poiché il trattamento con naltrexone per via orale si accompagna ad alti tassi di abbandono del trattamento, si stanno studiando altre modalità quali la somministrazione per via iniettiva e gli impianti a rilascio prolungato. Le formulazioni a rilascio prolungato si sono affermate come efficaci, ma manca una revisione sistematica della letteratura disponibile.

Obiettivi
Valutare l’efficacia del naltrexone a rilascio prolungato per la dipendenza da oppiacei e gli effetti collaterali prodotti in differenti tipi di popolazione.

Strategia di ricerca
Sono stati ricercati i seguenti database fino a marzo 2007: Il Registro Cochrane dei trial controllati, MEDLINE, EMBASE, CINAHL, LILACS, PsycINFO, ISI Web of Science. Per reperire ulteriori studi sono stati ricercati i riferimenti bibliografici degli articoli, web site rilevanti, il registro dei trial http://www.clinicaltrials.gov, atti di Convegni, (Annual Meetings of the College on Problems of Drug Dependence (CPDD), Annual Meetings of the American Academy of Addiction Psychiatry (AAAP). Sono stati inoltre ricercati i riferimenti bibliografici degli studi, le revisioni pubblicate, i siti web rilevanti. Le case farmaceutiche e gli autori degli studi sono stati contattati per ottenere eventuali trial non pubblicati.

Criteri di selezione degli studi
Per valutare l’efficacia sono stati inclusi solo RCT. Per valutare la sicurezza sono stati valutati tutti gli studi clinici. La condizione di trattamento è stata estesa per includere anche persone dipendenti da alcol e volontari sani.

Raccolta e analisi dei dati
Gli autori indipendentemente hanno valutato gli studi per l’inclusione e la loro qualità metodologica ed estratto i dati. Sono state fatte analisi separate pei i dipendenti da oppiacei, i dipendenti da alcol ed i soggetti sani.

Risultati principali
Per l’efficacia dell’intervento solo uno studio ha soddisfatto i criteri di inclusione. In questo studio due dosaggi di naltrexone depot (192 e 384 mg) erano confrontati col placebo. Le alte dosi miglioravano significativamente i giorni in trattamento se paragonate col placebo: WMD 21.00 (95% IC da 10.68 a 31.32, p<0.0001). Anche le alte dosi confrontate con le basse dosi miglioravano significativamente i giorni in trattamento: WMD 12.00 (95% IC da 1.69 a 22.31, p=0.02). Per gli effetti collaterali, 17 studi sono stati inclusi, di questi 6 erano RCT.  In generale gli eventi avversi erano più frequenti nei gruppi trattati con naltrexone depot rispetto a quelli trattati con placebo. Nei pazienti alcolisti, gli eventi avversi erano più frequenti nei gruppi trattati con bassi dosaggi di naltrexone depot rispetto al placebo: RR 1.18 (95% IC da 1.02 a 1.36, p=0.02). Nei pazienti dipendenti da oppiacei, le differenze tra i gruppi non erano statisticamente significative.  In generale, comunque, i dati sugli effetti collaterali erano scarsi ed eterogenei.

Conclusioni degli autori
Le evidenze disponibili sono insufficienti per valutare l’efficacia del naltrexone a rilascio prolungato nel trattamento della dipendenza da oppiacei. Per quanto attiene la somministrazione di naltrexone per via iniettiva, sono stati osservati effetti avversi nella sede dell’iniezione, ma essi sembrano poco frequenti e di breve durata. Per una valutazione rischi-benefici degli impianti di naltrexone a rilascio prolungato, sono necessari nuovi studi che forniscano dati sugli effetti collaterali avversi.

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