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Protossido d’azoto per il trattamento dell’astinenza da alcol

Pubblicato lunedì 9 gennaio 2017

Gillman MA, Lichtigfeld F, Young T. Psychotropic analgesic nitrous oxide for alcoholic withdrawal states. Cochrane Database of Systematic Reviews 2007, Issue 2. Art. No.: CD005190. DOI: 10.1002/14651858.CD005190.pub2.

Background
L’alcolismo è un problema globale con il 5-10% della popolazione mondiale che accusa malattie correlate all’uso di alcol. Una delle più gravi conseguenze della dipendenza da alcol è rappresentata dalla sindrome astinenziale, per cui le benzodiazepine rappresentano la prima linea di trattamento. Un metodo alternativo alle benzodiazepine utilizza il protossido di azoto (PAN).

Obiettivi
Valutare l’efficacia del protossido di azoto (PAN) nel trattare l’astinenza da alcol.

Strategia di ricerca
Sono state ricercate le seguenti banche dati elettroniche fino a maggio 2005: CENTRAL, MEDLINE, EMBASE, CINAHL. Per reperire ulteriori studi sono stati ricercati siti Internet, riferimenti bibliografici degli articoli reperiti attraverso le strategie di ricerca, abstract delle Conferenze sull’alcolismo e contatti con i ricercatori delle industrie farmaceutiche per individuare eventuali studi non pubblicati.

Criteri di selezione degli studi
Studi controllati randomizzati (RCT) che includevano partecipanti volontari con problemi di dipendenza da alcol. Il PAN veniva confrontato con l’ossigeno e/o le benzodiazepine.

Raccolta ed analisi dei dati
Due autori hanno in modo indipendente estratto i dati e valutato la qualità degli studi.

Risultati principali
Cinque studi, 212 partecipanti, hanno soddisfatto tutti i criteri necessari per essere inclusi nella revisione.

I risultati, di singoli studi, indicano che il trattamento con PAN può essere un trattamento rapidamente efficace per il miglioramento dei sintomi astinenziali: RR 1,35 (95% IC da 1,01 a 1,79), e della funzionalità psicomotoria: WMD -8,71 (95% IC da -13,71 a -3,71). Ad un’ora dall’intervento non si sono osservate differenze statisticamente significative per quanto attiene alla depressione: WMD -2,40 (95% IC da -8,70 a +3,89), e l’ansia: WMD -3,70 (95% IC da -10,53 a +3,12). Nessuno degli studi inclusi riportava eventi avversi gravi per nessuno dei trattamenti in studio.

Conclusioni degli autori
I risultati indicano che PAN può essere un trattamento efficace per le sindromi astinenziali leggere o moderate. La velocità dell’effetto terapeutico del protossido d’azoto, associato al fatto che richiede una sedazione minima, può favorire un ingresso più rapido dei pazienti nei trattamenti psicosociali rispetto ai trattamenti a base di sedativi. A causa dei pochi studi disponibili, la revisione non fornisce prove solide né in favore né contro l’utilizzo del protossido d’azoto rispetto ai sedativi. I clinici che desiderassero utilizzare il protossido d’azoto dovrebbero iniziare a usarlo all’interno di studi sperimentali.

Andrebbero sviluppati studi di buona qualità e con alto numero di partecipanti in grado di confermare questi risultati e di fare una valutazione costo-efficacia del trattamento.

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