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Trattamenti disintossicanti per adolescenti dipendenti da oppiacei

Pubblicato giovedì 19 gennaio 2017

Minozzi S, Amato L, Bellisario C, Davoli M. Detoxification treatments for opiate dependent adolescents. Cochrane Database of Systematic Reviews 2014, Issue 4. Art. No.: CD006749. DOI: 10.1002/14651858.CD006749.pub3.

Background
La letteratura scientifica che ha valutato l’efficacia dei trattamenti per gli adulti dipendenti da oppiacei ha chiaramente indicato che la farmacoterapia è una componente necessaria e accettabile dei trattamenti utili per la dipendenza da oppiacei. Tuttavia, non è stato pubblicato nessuno studio che valuti sistematicamente l’efficacia dei trattamenti farmacologici per la disintossicazione negli adolescenti.

Obiettivi
Valutare l’efficacia di qualsiasi intervento farmacologico mirato alla disintossicazione, da solo o associato ad interventi psicosociali, confrontato con nessun intervento, altri interventi farmacologici o psicosociali rispetto al completamento del trattamento, ridurre l’uso di sostanze illecite e migliorare lo stato fisico e sociale.

Strategia di ricerca
Sono stati ricercati Il registro Cochrane dei trial controllati (2014, Issue 1), PubMed (da gennaio 1966 a gennaio 2014), EMBASE (da gennaio 1980 to gennaio 2014), CINAHL (da gennaio 1982 a gennaio 2014), Web of Science (dal 1991 a gennaio 2014) e le referenze bibliografiche degli articoli reperiti attraverso le strategie di ricerca.

Criteri di selezione degli studi
Studi controllati randomizzati che confrontavano qualsiasi intervento farmacologico da solo o associate a un intervento psicosociale mirato alla disintossicazione verso nessun intervento, placebo, altri interventi farmacologici o psicosociali negli adolescenti (da 13 a 18 anni).

Raccolta e analisi dei dati
È stata utilizzata la metodologia standard Cochrane.

Risultati principali
Due studi, 190 partecipanti, hanno soddisfatto i criteri necessari per essere inclusi nella revisione. Uno studio confrontava la buprenorfina con la clonidina per la disintossicazione. Nessuna differenza tra i due trattamenti per il numero di abbandoni precoci del trattamento: RR 0.45 (95% IC da 0.20 a 1.04) e l’accettabilità del trattamento come punteggio medio dei sintomi astinenziali: MD 3.97 (95% IC da -1.38 a 9.32). Un maggior numero di pazienti nel gruppo trattato con buprenorfina entrava in trattamento con naltrexone: RR 11.00 (95% IC da 1.58 a 76.55), la qualità delle prove era moderata.

L’ altro studio confrontava un trattamento di mantenimento con buprenorfina e naloxone verso un trattamento disintossicante con buprenorfina. Per quanto attiene al numero di persone che abbandonavano precocemente il trattamento, i risultati erano in favore del trattamento di mantenimento: RR 2.67 (95% IC da 1.85 a 3.86), e per i risultati al follow up: RR 1.36 (95% IC da 1.05 a 1.76); nessuna differenza tra i due trattamenti rispetto all’uso di oppiacei, la qualità delle prove era bassa.

Conclusioni degli autori
È difficile trarre delle conclusioni sulla base di soli due studi con pochi partecipanti. Inoltre nessuno dei due studi considerava l’efficacia del metadone, che è il farmaco più comunemente utilizzato per il trattamento della disintossicazione da oppiacei. Una delle possibili spiegazioni per la mancanza di prove, è la difficoltà, per ragioni pratiche ed etiche, di condurre studi su adolescenti.

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