BAL Lazio

Aree tematiche

Trattamenti farmacologici per la depressione in dipendenti da oppiacei in trattamento con agonisti degli oppiacei

Pubblicato giovedì 19 gennaio 2017

Pani PP, Vacca R, Trogu E, Amato L, Davoli M. Pharmacological treatment for depression during opioid agonist treatment for opioid dependence. Cochrane Database of Systematic Reviews 2010, Issue 9. Art. No.: CD008373. DOI: 10.1002/14651858.CD008373.pub2.

Background
La prevalenza di depressione in soggetti con dipendenza da oppiacei è più alta rispetto alla popolazione generale (44-54% contro 16%) e rappresenta un fattore di rischio per la morbilità e la mortalità. Nei pazienti in trattamento con agonisti degli oppiacei, gli attuali tassi di prevalenza della depressione variano tra il 10 e il 30%, influenzando negativamente l’esito del trattamento.

Obiettivi
Valutare l’efficacia e l’accettabilità degli antidepressivi per il trattamento di dipendenti da oppiacei depressi trattati con agonisti degli oppiacei

Strategia di ricerca
Sono state ricercate le seguenti banche dati fino ad ottobre 2009: Pubmed, EMBASE, CINAHL, CENTRAL (The Cochrane Library e il registro specializzato del Gruppo Cochrane Droghe e Alcol, issue 4, 2009), le principali fonti di studi in corso e le referenze bibliografiche degli articoli reperiti attraverso le strategie di ricerca.

Criteri di selezione degli studi
Studi controllati randomizzati che valutavano l’efficacia di qualsiasi farmaco antidepressivo per trattare perone dipendenti da oppiacei depresse e in trattamento con agonisti degli oppiacei.

Raccolta e analisi dei dati
Due autori hanno indipendentemente selezionato ed estratto i dati dagli studi.

Risultati principali
7 studi, 482 partecipanti, hanno soddisfatto i criteri per l’inclusione nella revisione.

Nel confronto tra antidepressivi e placebo, nessuna differenza rispetto al numero di persone che abbandonavano precocemente il trattamento. Se si selezionavano solo gli studi con basso rischio di distorsione,325 partecipanti, i risultati erano favorevoli al placebo: RR1.40 (95% IC da 1.00 a 1.96). I due studi, 183 partecipanti, che valutavano la severità della depressione davano risultati contrastanti, in uno, che utilizzava la Clinical Global Impression Scale, i risultati erano in favore degli antidepressivi: RR 1.92 (95% IC da 1.26 a 2.94), mentre nell’altro, 95 partecipanti, che utilizzava la Hamilton Depression Rating Scale, non si osservavano differenze statisticamente significative: R 0.96 (95% IC da 0.54 a 1.71). I risultati erano in favore del placebo, 4 studi, 311 partecipanti, per quanto attiene agli effetti collaterali: RR 2.90 (95% IC da 1.23 a 6.86). Infine non è stato possibile cumulare i dati elativi all’uso di droghe poiché nei tre studi, 211 partecipanti, che consideravano questo esito, le misure utilizzate erano troppo diverse tra loro. Comunque i risultati dei singoli studi non mostravano differenze statisticamente significative.

Nel confronto tra differenti classi di antidepressivi e placebo, i risultati erano in favore dei triciclici per la severità della depressione, 2 studi, 183 partecipanti: RR 1.92 (95% IC da 1.26 a 2.94) e in favore del placebo per gli effetti collaterali, 2 studi, 172 partecipanti: RR 3.11 (95% IC da 1.06 a 9.12).

Conclusioni degli autori
Al momento non vi sono prove sufficienti per promuovere l’uso clinico di antidepressivi per trattare la depressione in pazienti dipendenti da oppiacei in trattamento con agonisti. Vi è bisogno di studi sperimentali di maggiori dimensioni, ben condotti, che considerino esiti rilevanti e che riportino i risultati in modo tale da permettere il confronto tra più studi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Accedi agli articoli

Adjuvant chemotherapy guided by a 21-gene expression assay in breast cancer
Sparano AJ et al.
The New England Journal of Medicine

Prophylactic vaccination against human papillomaviruses to prevent cervical cancer and its precursors
Arbyn M et al.
Cochrane Database of Systematic Reviews

Population-based cohort study on comparative effectiveness and safety of biologics in inflammatory bowel disease
Di Domenicantonio et al.
Clinical Epidemiology

Aspirin or Rivaroxaban for VTE prophylaxis after hip or knee arthroplasty
Anderson DR et al.
The New England Journal of Medicine

Incremental effects of antihypertensive drugs: instrumental variable analysis
Markovitz AA et al.
BMJ

Upright versus lying down position in second stage of labour in nulliparous women with low dose epidural: BUMPES randomised controlled trial
The Epidural and Position Trial Collaborative Group
BMJ

What evidence affects clinical practice? An analysis of Evidence-Based Medicine commentaries
Coombs C et al.
Evidence-Based Medicine

Gastric microbial community profiling reveals a dysbiotic cancer-associated microbiota
Ferreira RM et al.
Gut

Hormone Therapy for the Primary Prevention of Chronic Conditions in Postmenopausal WomenUS Preventive Services Task Force Recommendation Statement
US Preventive Services Task Force
JAMA

Effect of treatment delay on the effectiveness and safety of antifibrinolytics in acute severe haemorrhage: a meta-analysis of individual patient-level data from 40 138 bleeding patients.
Antifibrinolytic Trials Collaboration
Lancet

Prevalence of asthma-like symptoms with ageing
Jarvis D et al.
Thorax

Una finestra sull’open access

  • BMC Family Practice
  • BMC Medical Education
  • BMC Nursing
  • BMJ Open
  • PLOS Medicine

Reset della password

Per favore inserisci la tua email. Riceverai una nuova password via email.