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Trattamenti psicosociali associati a trattamenti di mantenimento con agonisti degli oppiacei verso trattamenti di mantenimento con agonisti degli oppiacei da soli per il trattamento della dipendenza da oppiacei

Pubblicato giovedì 19 Gennaio 2017

Amato L, Minozzi S, Davoli M, Vecchi S. Psychosocial combined with agonist maintenance treatments versus agonist maintenance treatments alone for treatment of opioid dependence. Cochrane Database of Systematic Reviews 2011, Issue 10. Art. No.: CD004147. DOI: 10.1002/14651858.CD004147.pub4.

Background
I trattamenti di mantenimento sono efficaci nel mantenere i pazienti in trattamento e nel diminuire l’uso di eroina. Rimane aperta la questione relativa all’efficacia degli interventi psicosociali da associare al trattamento farmacologico.

Obiettivi
Valutare l’efficacia dell’associazione di qualsiasi trattamento psicosociale a qualsiasi trattamento farmacologico nelle terapie di mantenimento per la dipendenza da oppiacei.

Strategia di ricerca
Sono state ricercate le seguenti banche dati: il registro specializzato del Gruppo Cochrane Droghe e Alcol (giugno 2011), CENTRAL (issue 6, 2011), PUBMED (dal 1996 al 2011); EMBASE (da gennaio 1980 fino al 2011); CINAHL (da gennaio 2003 al 2011); PsycINFO (dal 1985 al 2003) e le referenze bibliografiche degli articoli reperiti attraverso le strategie di ricerca.

Criteri di selezione degli studi
Studi controllati randomizzati e studi clinici controllati che confrontavano qualsiasi intervento psicosociale associato a un trattamento di mantenimento con agonisti degli oppiacei verso il trattamento farmacologico da solo per il trattamento della dipendenza da oppiacei.

Raccolta e analisi dei dati
Due autori hanno indipendentemente valutato la qualità degli studi ed estratto i dati.

Risultati principali
35 studi, 4319 partecipanti, sono stati inclusi nella revisione. Questi studi consideravano tredici diversi interventi psicosociali. Confrontando qualsiasi intervento psicosociale associato a qualsiasi intervento farmacologico di mantenimento verso il trattamento di mantenimento da solo, i risultati non mostrano benefici aggiuntivi per quanto attiene alla ritenzione in trattamento, 27 studi, 3124 partecipanti: RR 1.03 (95% IC da 0.98 a 1.07), l’astinenza dall’uso di oppiacei durante il trattamento, 8 studi, 1002 partecipanti: RR 1.12 (95% IC da 0.92 a 1.37), la compliance, 3 studi,: MD 0.43 (95% IC da -0.05 a 0.92), i sintomi psichiatrici, 3 studi: MD 0.02 (95% IC da -0.28 a 0.31), la depressione, 3 studi: MD -1.70 (95% IC da -3.91 a 0.51) e i risultati alla fine del follow up come numero di partecipanti ancora in trattamento, 3 studi, 250 partecipanti: RR 0.90 (95% IC da 0.77 a 1.07) e come partecipanti astinenti da oppiacei, 3 studi, 181 partecipanti: RR 1.15 (95% IC da 0.98 a 1.36). Confrontando tra loro i diversi approcci psicosociali, i risultati non raggiungevano mai la significatività statistica per nessun confronto e nessun esito considerato.

Conclusioni degli autori
Per gli esiti considerati, l’aggiunta di un trattamento psicosociale a un trattamento farmacologico di mantenimento con agonisti degli oppiacei non sembra portare benefici aggiuntivi. Contrariamente alle aspettative questo vale anche per gli approcci di contingency management. La durata degli studi era troppo breve per valutare esiti rilevanti come la mortalità. Va notato che gli interventi di controllo utilizzati negli studi inclusi in questa revisione sono programmi di mantenimento farmacologico che includono di routine sedute di counselling; quindi di fatto  in realtà la revisione non ha valutato se sia necessario qualche tipo di intervento psicosociale da associare alla terapia di mantenimento con metadone, ma la più specifica  questione se un determinato intervento psicosociale più strutturato fornisca qualche beneficio aggiuntivo rispetto ad un supporto psicosociale standard. Questi interventi psicosociali andrebbero probabilmente valutati utilizzando esiti diversi che misurino in modo rigoroso i cambiamenti emotivi, relazionali, professionali, la salute fisica e la qualità della vita dei pazienti.

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