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Trattamenti sostitutivi orali per dipendenti da oppiacei che assumono eroina per via endovenosa allo scopo di prevenire l’infezione HIV

Pubblicato mercoledì 18 gennaio 2017

Gowing L, Farrell MF, Bornemann R, Sullivan LE, Ali R. Oral substitution treatment of injecting opioid users for prevention of HIV infection. Cochrane Database of Systematic Reviews 2011, Issue 8. Art. No.: CD004145. DOI: 10.1002/14651858.CD004145.pub4.

Background
I tossicodipendenti per via iniettiva sono più vulnerabili a contrarre l’infezione da virus dell’immunodeficienza umana (HIV) e altri virus trasmissibili per via ematica a causa sia dell’uso collettivo del materiale per iniettarsi la droga, sia a causa del comportamento sessuale spesso adottato.

Obiettivi
Valutare l’efficacia dei trattamenti sostitutivi somministrati per via orale per i dipendenti da oppiacei per via iniettiva rispetto ai comportamenti a rischio e ai tassi di infezioni HIV.

Strategia di ricerca
Sono state ricercate le seguenti banche dati elettroniche fino a maggio 2011: Il registro Centrale Cochrane degli studi controllati (CENTRAL), MEDLINE, EMBASE and PsycINFO. Sono stati inoltre ricercati i riferimenti bibliografici degli studi, revisioni e abstract di conferenze.

Criteri di selezione degli studi
Gli studi dovevano considerare l’incidenza di comportamenti a rischio o l’incidenza di infezione HIV correlate ai trattamenti sostitutivi per la dipendenza da oppiacei. Sono stati considerati tutti i disegni di studio. Due autori indipendentemente hanno valutato gli studi per l’inclusione.

Raccolta e analisi dei dati
Due autori hanno indipendentemente estratto i dati dagli studi inclusi. Qualsiasi differenza è stata risolta tramite discussione o sentendo il parere di un terzo autore.

Risultati principali
38 studi, 12.400 partecipanti, hanno soddisfatto tutti i criteri necessari per essere inclusi nella revisione.

Per la maggioranza gli studi inclusi erano studi descrittivi o i processi di randomizzazione non erano correlati con i dati estratti per questa revisione e la maggior parte di essi aveva alti rischi di confondimento.

Gli studi evidenziavano in modo consistente che le persone in trattamento con farmaci sostitutivi, metadone o buprenorfina, riducevano in modo statisticamente significativo l’uso illecito di oppiacei e la loro assunzione per via iniettiva; vi era anche un minore scambio di materiale iniettivo. Inoltre riportavano, rispetto ai controlli, una riduzione del numero di partner sessuali e degli episodi di prostituzione, ma il trattamento ha invece dimostrato poca efficacia rispetto all’uso del condom. Appare chiaro che la diminuzione di comportamenti a rischio correlati all’uso di droghe si traduce in una riduzione dei casi di infezione da HIV in questa popolazione. Tuttavia gli alti rischi di confondimento e la variabilità degli studi ha reso impossibile sintesi quantitative dei risultati.

Conclusioni degli autori
Il trattamento con farmaci sostitutivi somministrati per via orale per la dipendenza da oppiacei è associato a una riduzione dei comportamenti ad alto rischio per l’infezione HIV, ma ha effetti minori sui comportamenti sessuali rischiosi. La mancanza di studi controllati randomizzati limita la forza delle prove presentate in questa revisione.

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