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Trattamento con agonisti degli oppiacei per persone dipendenti da oppiacei assunti come farmaco

Pubblicato giovedì 19 gennaio 2017

Nielsen S, Larance B, Degenhardt L, Gowing L, Kehler C, Lintzeris N. Opioid agonist treatment for pharmaceutical opioid dependent people. Cochrane Database of Systematic Reviews 2016, Issue 5. Art. No.: CD011117. DOI: 10.1002/14651858.CD011117.pub2.

Background
Ci sono crescenti preoccupazioni per quanto riguarda i danni degli oppiacei assunti come farmaci, tra cui l’overdose e la dipendenza, con un associato aumento della domanda di trattamento. Le persone dipendenti da oppiacei assunti come farmaci sembrano differire in modo importante dalle persone che fanno uso di eroina, ma la ricerca sui trattamenti con agonisti degli oppiacei è stata condotta principalmente sulle persone che fanno uso di eroina.

Obiettivi
Valutare gli effetti della farmacoterapia con agonisti degli oppiacei per il trattamento della dipendenza indotta da un uso farmacologico degli oppiacei stessi.

Strategia di ricerca
Sono stati ricercati il registro specializzato del Gruppo Cochrane Droghe e Alcol, il registro Cochrane dei trial controllati (CENTRAL 2015, Issue 5), PubMed (da gennaio 1966 a maggio 2015); EMBASE (Ovid) (da gennaio 1974 a maggio 2015); CINAHL (EBSCOhost) (dal 1982 a maggio 2015); ISI Web of Science (fino a maggio 2014); and PsycINFO (Ovid) (dal 1806 a maggio 2014).

Criteri di selezione degli studi
Studi controllati randomizzati sui trattamenti di mantenimento con agonisti degli oppiacei con i seguenti confronti:

  1. agonisti totali degli oppiacei (metadone, morfina, oxycodone, levo-alpha-acetylmethadol – LAAM – , o codeina) verso altri agonisti totali degli oppiacei o verso agonisti parziali (buprenorfina) utilizzati come terapia di mantenimento;
  2. agonisti totali o parziali degli oppiacei utilizzati come terapia di mantenimento verso placebo, trattamenti disintossicanti o trattamenti psicologici (senza trattamenti con agonisti degli oppiacei).

Raccolta e analisi dei dati
È stata utilizzata la metodologia standard Cochrane.

Risultati principali
Sei studi randomizzati controllati (607 partecipanti) hanno soddisfatto i criteri per l’inclusione.

Prove di qualità moderata provenienti da due studi non hanno evidenziato differenze tra il metadone e la buprenorfina per quanto attiene all’uso auto riportato di eroina: RR 0.37 (95% IC da 0.08 a 1.63) o ai test dell’urina positivi per gli oppiacei: RR 0.81 (95% IC da 0.56 a 1.18).

Prove di bassa qualità provenienti da tre studi non hanno evidenziato differenze tra la buprenorfina e il metadone entrambi a mantenimento per quanto attiene alla ritenzione in trattamento: RR 0.69 (95% IC da 0.39 a 1.22).

Prove di qualità moderata provenienti da due studi non hanno evidenziato differenze tra il metadone e la buprenorfina per quanto attiene agli eventi avversi: RR 1.10 (95% IC da 0.64 a 1.91).

Prove di bassa qualità provenienti da tre studi erano in favore del trattamento di mantenimento con buprenorfina rispetto al trattamento disintossicante o al trattamento psicologico rispetto a test delle urine positivi per gli oppiacei: RR 0.63 (95% IC da 0.43 a 0.91) e uso auto riportato di eroina negli ultimi 30 giorni: RR 0.54 (95% IC da 0.31 a 0.93). Nessuna differenza rispetto ai giorni di consumo di oppiacei non autorizzato: SMD -0.31 (95% IC da -0.66 a 0.04). Prove di qualità moderata erano in favore del trattamento di mantenimento con buprenorfina rispetto al trattamento disintossicante o al trattamento psicologico rispetto alla ritenzione in trattamento. RR 0.33 (95% IC da 0.23 a 0.47). Prove di qualità moderata erano in favore del trattamento di mantenimento con buprenorfina rispetto al trattamento disintossicante o al trattamento psicologico rispetto agli eventi avversi: RR 0.19 (95% IC da 0.06 a 0.57).

La causa principale della bassa o moderata qualità delle prove è da attribuire al fatto che gli studi erano non erano in cieco.

Conclusioni degli autori
Prove di bassa o moderata qualità supportano l’utilizzo di trattamenti farmacologici con agonisti degli oppiacei per la dipendenza indotta da oppiacei assunti per scopi terapeutici. Il metadone e la buprenorfina risultano egualmente efficaci. Il trattamento di mantenimento con buprenorfina sembra essere più efficace di quelli disintossicanti o dei trattamenti psicologici.

A causa della complessiva bassa o moderata qualità delle prove e dei campioni di piccole dimensioni, vi è la possibilità che ulteriori ricerche possano modificare questi risultati.

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