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Utilizzo dell’alcol come intervento di riduzione del danno in alcolisti gravi

Pubblicato mercoledì 11 gennaio 2017

Muckle W, Muckle J, Welch V, Tugwell P. Managed alcohol as a harm reduction intervention for alcohol addiction in populations at high risk for substance abuse. Cochrane Database of Systematic Reviews 2012, Issue 12. Art. No.: CD006747. DOI: 10.1002/14651858.CD006747.pub2.37.

Background
I programmi che utilizzano l’alcol (MAP) per trattare gli alcolisti gravi rappresentano una strategia di riduzione del danno per ridurre al minimo i danni personali e gli effetti sociali negativi che la dipendenza da alcol può portare, fornendo un’alternativa agli approcci a tolleranza zero. Questi programmi si pongono obiettivi (astinenza o diminuzione della quantità di alcol assunta) che sono compatibili con le esigenze dei singoli, e promuovono l’accesso ai servizi, offrendo alternative a bassa soglia. Ciò consente ai clienti di accedere ai servizi, nonostante continuino ad assumere alcol; inoltre hanno lo scopo di aiutare i pazienti a capire i rischi legati ai loro comportamenti e a prendere decisioni circa i propri personali obiettivi di trattamento.

Obiettivi
Valutare l’efficacia dell’utilizzo dei trattamenti MAP (offrire limitate quantità di alcol giornalmente) da soli o nel confronto con procedure di auto-controllo, interventi brevi, interventi tradizionali mirati all’astinenza (programmi di Alcolisti Anonimi [AA] o dei 12 passi) o nessun intervento.

Strategia di ricerca
Sono state ricercate le seguenti banche dati elettroniche fino a marzo 2012: CENTRAL, MEDLINE, EMBASE, CINAHL e PsycINFO. Inoltre sono stati cercati studi in corso attraverso ClinicalTrials.gov, ISRCTNregistry, e European Clinical Trials Database. Per reperire ulteriori studi sono stati contattati i ricercatori del campo, ricercati i riferimenti bibliografici degli articoli reperiti attraverso le strategie di ricerca e il registro di studi in corso o non ancora pubblicati National Research Register e IFPMA Clinical Trials Database (che includeClinicalTrials.gov, Centerwatch, Current Controlled Trials, ClinicalStudyResults.gov, e l’Osservatorio Nazionale sulla Sperimentazione Clinica dei Medicinali).

Criteri di selezione degli studi
Studi controllati randomizzati (RCT), studi clinici controllati (CCT), studi di serie temporali interrotte e studi prima-dopo che includevano adulti (18 anni o più) ad alto rischio di abuso di alcol in trattamento con MAP, definito come un programma strutturato che offre ai clienti limitate quantità quotidiane di alcol confrontato con nessun intervento, un’assunzione moderata di alcol, interventi brevi o varianti degli interventi dei 12 passi.

Raccolta e analisi dei dati
Tutte le citazioni reperite sono state raccolte in un unico database. Due autori hanno valutato in modo indipendente gli studi per l’inclusione nella revisione. Eventuali divergenze sono state risolte da un terzo autore.

Risultati principali
La ricerca in letteratura ha portato all’identificazione di 22 studi. Di questi, nessuno ha soddisfatto tutti i criteri necessari per essere inclusi nella revisione. La maggioranza degli studi è stata esclusa perché non consideravano il MAP né come intervento né come controllo, inoltre uno studio è stato escluso perché includeva persone di età inferiore ai 18 anni. Quattro studi (Aalto 2001; Baker 2010; Bertholet 2005; Tracy 2007) consideravano la riduzione dell’uso di alcol un esito di interesse, mentre quattro consideravano interventi somministrati in regime di ricovero o mirati solo a specifiche popolazioni vulnerabili (Baker 2010; Bradford 2005; Lapham 1993; McGlynn 1993); solo uno studio (Kidd 2011) faceva una valutazione quantitativa di un partecipante cui era stato offerto il MAP, ma non riportava analisi relative all’intervento.

Questi risultati riflettono con precisione l’uso del MAP nella pratica corrente, dove viene utilizzato solo in un numero limitato di progetti pilota con persone con dipendenza da alcol grave.

Conclusioni degli autori
La mancanza di prove non permette di giungere a conclusioni circa l’efficacia del MAP sia da solo che nel confronto con interventi brevi, bere moderato o programmi dei 12 passi. È opinione degli autori che questo tipo di intervento sia oggettivamente meglio che non offrire alcun tipo di aiuto per ridurre gli effetti della dipendenza da alcol.

Se ci si pone l’obiettivo di ridurre i comportamenti dannosi o antisociali in individui vulnerabili attraverso la regolamentazione dell’assunzione giornaliera di alcol, piuttosto che ridurre l’assunzione di alcol nel corso del tempo, si hanno notevoli difficoltà a sviluppare studi con misure di esito che riescano a monitorare l’efficacia a lungo termine o a stabilire un nesso causale tra l’ammissione nel programma e una riduzione dei comportamenti di abuso. Ciò è dovuto principalmente al fatto che la partecipazione prolungata nel programma può di per sé indicare una volontà dell’individuo a modificare i propri modelli di comportamento. Sono necessari ulteriori sforzi per sviluppare misure di reporting, nonché metodologie, in grado di affrontare queste sfide specifiche.

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