Logo
Invito alla lettura
Invito alla lettura - Open access in primo piano

In occasione della open access week che ricorre ogni ottobre è stata pubblicata una piccola guida, tradotta anche in italiano, HowOpenIsIt?, per rispondere alla domanda “in che misura questa rivista è ad accesso aperto?”. La Public Library of Science a ottobre ha celebrato i 10 anni della sua rivista ammiraglia, PLoS Medicine: alla sua nascita, si ricorda nell’editoriale scritto in occasione dell’anniversario, le principali riviste generaliste avevano almeno settanta anni di storia. In poche stagioni PLoS Medicine con un impact factor di 14 punti (anche se proprio PLoS mette in discussione tale strumento per valutare l’impatto di una rivista) ha raggiunto la sesta posizione, ma non era questo l’obiettivo al quale mirava, voleva piuttosto dimostrare che era possibile cambiare le regole del gioco dell’editoria medica, non accogliendo la pubblicità delle industrie farmaceutiche, e aderendo a quelli che vengono definiti due imperativi etici, assicurare sia l’affidabilità della ricerca pubblicata, sia l’accesso e la possibilità di riutilizzo universali.

Per ripercorrere questo decennio il blog Speaking of medicine ha pubblicato 8 post con una selezione di 7 articoli e una serie, Big Food, per “sottolineare l’ampiezza di argomenti trattati e l’influenza di PLoS Medicine, dall’etica della pubblicazione, alle politiche di salute pubblica, ai progressi nella medicina traslazionale”. Qui ci soffermiamo sull’ultimo post, I’ve Got a (lot of) Little (check)lists, a cura della direttrice editoriale, Virginia Barbour, sulla pubblicazione delle linee guida per la redazione CONSORT (per i trial clinici) e PRISMA (per le revisioni sistematiche e le metanalisi) e sull’importanza di tali checklist: per quanto possa essere noioso seguirle, bisogna ricordare che “se si danno ai pazienti trattamenti che scaturiscono da studi descritti in modo inadeguato, si rischia di assisterli in modo subottimale, nella migliore delle ipotesi, di danneggiarli o ucciderli, nella peggiore”.

Sul blog di BioMed Central viene presentato il nuovissimo open access button, ovvero la versione del terzo millennio della magica formula “apriti sesamo”: basta scaricarlo e ogni volta che si incontra un articolo a pagamento si “spinge il bottone”, avviando così una ricerca per una versione accessibile; se non si trova una versione open, il magico bottone invierà una email all’autore, alla ricerca di ulteriori informazioni. Nella serie di post dedicati alla settimana dell’open access si possono leggere le testimonianze dei direttori di cinque delle riviste targate BioMed Central che fanno il bilancio di 10 anni di pubblicazioni; trovano spazio anche altre voci, come quella di due giovani ricercatrici e di una docente; nella serie Generation Open un giro del mondo attraverso le interviste a studenti di tutte le latitudini.

Dalla pagina Open Access Week 2014 del BMJ si può accedere a una selezione di articoli open delle riviste del gruppo editoriale britannico. Ricordiamo che sono open tutti gli articoli di ricerca della principale rivista del gruppo, The BMJ.

La Cochrane Library si definisce un provider open access, ma “in che misura è ad accesso aperto”?: molte revisioni sono liberamente accessibili al momento della pubblicazione (gold open access), le revisioni pubblicate a partire dal  2013 lo sono dopo 12 mesi. Ma l’impegno della Cochrane Library nell’open access si declina anche nella sua recente collaborazione con Wikipedia, nell’ambito del Wiki Project Med Foundation.

Proprio in questi giorni il New York Times ha dedicato un articolo al ruolo di Wikipedia nella diffusione di informazioni mediche autorevoli: la voce “Ebola Virus Disease” è stata visitata 17 milioni di volte ed è tradotta in un gran numero di lingue. Dalla collaborazione di Wikipedia con la rivista canadese Open Medicine è nata infine la voce Dengue Fever: James Maskalyk, uno degli editor della rivista, racconta questo esperimento.

Avvertenze per l’uso: open access non significa automaticamente ricerca corretta; non tutte le riviste open (e neanche tutte le riviste a pagamento, naturalmente) hanno il rigore metodologico della PLoS. Proprio un anno fa si è saputo che un giornalista scientifico aveva inviato a più di duecento riviste diverse versioni di un articolo fasullo, e che l’articolo era stato accettato dalla maggior parte delle testate. Su Science e Le Scienze il racconto dlel’intera storia.

Avete già visitato il sito della BAL Lazio?

Tra i contenuti:
notizie con segnalazioni di articoli di particolare interesse interdisciplinare
un glossario con circa 300 voci
link alle più prestigiose risorse internazionali
schede delle principali riviste biomediche
check list per la valutazione critica della letteratura scientifica
un motore di ricerca per le linee guida.

Potete ora iniziare a esplorare il sito; per altre informazioni sul progetto vi indirizziamo alla pagina Chi siamo e alle FAQ.

Logo Regione Lazio Logo DEP Lazio
Copyright © 2014 Biblioteca Alessandro Liberati del SSR Lazio  |  Powered by Think2it