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Amianto e salute pubblica: sfide nazionali e globali

Pubblicato mercoledì 22 aprile 2015

Quale il ruolo degli scienziati nella difesa dell’integrità della scienza e delle politiche sanitarie in materia di salute pubblica?

Interverrà sull’argomento Kathleen Ruff (International Joint Policy Committee of Societies of Epidemiology, IJPC-SE), il 5 maggio, all’Istituto Superiore di Sanità (Aula Bovet, ore 15,00 – 17,00): l’attivista è stata protagonista di una campagna di advocacy che è riuscita a sconfiggere l’industria dell’amianto in Canada. L’esperta canadese ha lavorato nel campo dei diritti umani per molti anni. Il rapporto che stilò nel 2008 Exporting Harm: How Canada markets asbestos to the developing world portò all’attenzione pubblica il ruolo del Canada nell’esportazione dell’amianto e nel finanziamento della propaganda a favore della sua produzione. Nel 2011 ricevette il Canadian Public Health Association’s National Public Health Hero Award per il suo impegno contro la distorsione da parte dell’industria delle evidenze scientifiche e per porre termine all’esportazione di amianto dal Canada. Nel 2013 il Collegium Ramazzini le ha conferito il premio speciale per il suo impegno nell’eliminazione dell’uso dell’amianto e per promuovere migliori protezioni occupazionali e ambientali in tutto il mondo. I suoi scritti sono stati pubblicati sui principali mezzi di informazione e riviste scientifiche.

Aprirà il seminario Pietro Comba, Istituto Superiore di Sanità (Dipartimento di Epidemiologia ambientale). Le conclusioni saranno affidate a Francesco Forastiere (Centro Operativo Regionale del Lazio, Dipartimento di Epidemiologia S.S.R – Regione Lazio): in occasione del recente incontro “Per una Regione libera dall’amianto” ha illustrato alcuni dati sull’incidenza del mesotelioma maligno (MM) nel Lazio basati sul Registro Regionale dei mesoteliomi maligni attivo dal 2007 e ha condiviso alcune importanti informazioni: la latenza tra l’esposizione e la malattia è di circa 40 anni e stime recenti indicano che il picco di mesoteliomi in Italia avverrà tra il 2015 ed il 2024. Il divieto di produzione e impiego dell’amianto risale al 1992 (Legge 257/92) ma le procedure di dismissione dell’amianto sono ancora molto indietro e sono esse stesse la causa di dispersione di amianto nell’ambiente. Una parte della popolazione è ancora esposta in modo indiretto perché lavora in ambienti in cui era già installato. A cosa serve un registro? “L’attività del registro si conferma fondamentale”, scrive Forastiere, “perché consente di migliorare le conoscenze sull’eziologia e sulla diagnosi del MM il che ha ovviamente importanti implicazioni sulla prevenzione, sul trattamento e sul riconoscimento previdenziale della patologia.”

Raccolta dati, prevenzione, provvedimenti normativi, campagne internazionali: sono tutti interventi che convergono a tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente contro i danni che l’amianto continua a provocare.

Asbestos and public health: national and global challenges
Martedì 5 maggio, ore 15,00 – 17,00.
Roma, Istituto Superiore di Sanità, Aula Bovet, Viale Regina Elena 299
Info: daniela.marsili@iss.it
Locandina: Asbestos and Public Health (PDF 277 KB)

Per approfondire:
Incidenza di mesotelioma nel Lazio, anno 2014. Rapporto sulla incidenza di mesotelioma nel Lazio, anno 2014, curato dal Centro Operativo Regionale (C.O.R.) Lazio – Tumori Professionali.
Tumori professionali e registro mesoteliomi (DEP Lazio) istituito presso il Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale del Lazio (DGR n. 438 del 18/07/2006 e DGR 177 del 27/03/2009).
Per una Regione libera dall’amianto. Verso una nuova legge nel Lazio, 04/02/15 – Consiglio regionale del Lazio. La presentazione di Francesco Forastiere COR LAZIO tumori professionali.
Corfiati M, Scarselli A, Binazzi A et al. Epidemiological patterns of asbestos exposure and spatial clusters of incident cases of malignant mesothelioma from the Italian national registry. BMC Cancer. 2015 Apr 15;15(1):286.

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