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Antibiotico? Sì, grazie!

Pubblicato giovedì 25 ottobre 2018

Uno studio recente conferma ciò che ogni clinico accorto sa già benissimo. Le infezioni del tratto respiratorio sono per lo più di natura virale e raramente giustificano il trattamento con antibiotici. Molti pazienti che cercano assistenza si aspettano però di ricevere un antibiotico. Quando gliene viene prescritto uno, sono più felici che se non avviene.

Lo studio ha considerato pazienti che hanno ricevuto cure per un’infezione del tratto respiratorio in un servizio di telemedicina. È stato quindi valutato il numero di prescrizioni di un antibiotico, la prescrizione di altri farmaci o nessuna prescrizione. La soddisfazione dei pazienti è stata misurata attraverso l’uso di una scala a 5 stelle, dove 5 è il valore di massima soddisfazione.

Tra i 8437 pazienti (incontri completati tra il 1° gennaio 2013 e il 31 agosto 2016) che hanno ricevuto cure per un’infezione del tratto respiratorio da parte di 85 medici, al 66,1% è stato prescritto un antibiotico.

Il tasso aggiustato di prescrizione di antibiotici (per caratteristiche del paziente e del medico) da parte dei medici variava dal 19% al 90% (range 56-77%), dimostrando che queste non erano decisioni basate su dati concreti. E le valutazioni di soddisfazione sono fortemente correlate con i tassi di prescrizione di antibiotici (correlazione di Pearson, 0,41;  p <0,001).

La maggioranza degli incontri (87%) è stato giudicato con il massimo punteggio di soddisfazione. Nessun medico nella metà inferiore dei prescrittori ha superato il 75° percentile riguardo la soddisfazione del paziente. Pochi medici hanno raggiunto il 50° percentile mantenendo bassi tassi di prescrizione di antibiotici. Quasi tutti i medici sopra il 90° percentile avevano un tasso di prescrizione di antibiotici superiore al 75%.

Non è la prima volta che emergono dati di questo tipo. In uno studio precedente, confrontando il caso di antibiotici immediati rispetto a quelli differiti (insieme a un intervento educativo), i pazienti con la prescrizione immediata avevano molte più probabilità di essere soddisfatti delle loro cure, anche se i risultati clinici erano, non sorprendentemente, uguali nei due gruppi.

Jeffrey Linder – che studia la prescrizione appropriata di antibiotici a livello ambulatoriale – ricorda che non tutti gli studi dimostrano questa correlazione tra prescrizione di antibiotici e soddisfazione del paziente. Ma, ciononostante, il suo gruppo ha dimostrato che molte prescrizioni di antibiotici non sono state fatte nel contesto di una visita al paziente, e , tra l’altro, spesso per diagnosi non ancora legate all’infezione.

Qual è il modo più rapido per i medici, soprattutto nell’urgenza e in telemedicina, per ottenere punteggi più alti nella soddisfazione del paziente? Nella nostra società dominata dall’“azione”, premia di più “fare qualcosa” (antibiotici, antidolorifici, ausili per il sonno, risonanza magnetica) piuttosto che “nulla” (osservazione). Ci vuole energia e tempo per spiegare perché l’osservazione è spesso la scelta giusta…

Fonte
Little P et al. Information leaflet and antibiotic prescribing strategies for acute lower respiratory tract infectiona randomized controlled trial. JAMA 2005;293(24):3029-3035.
Martinez KA et al. Association between antibiotic prescribing for respiratory tract infections and patient satisfaction in direct-to-consumer telemedicine. JAMA Intern Med. Published online October 01, 2018.

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