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Artroplastica dell’anca: volume di interventi chirurgici e complicazioni

Pubblicato venerdì 20 giugno 2014

Secondo uno studio canadese pubblicato sul BMJ ci sono meno probabilità di complicazioni nell’artroplastica dell’anca se chi opera pratica almeno 35 interventi all’anno.

Per arrivare a queste conclusioni il gruppo guidato da Bheeshma Ravi (Università of Toronto) ha seguito, per almeno 2 anni, attraverso i sistemi informativi sanitari, quasi 40mila persone sottoposte ad artroplastica dell’anca; 350 i chirurghi coinvolti. Lo studio propone una metodologia per lo studio della relazione tra volume di interventi chirurgici da parte dei medici e esiti sanitari negativi (come rischio di complicazioni a 90 giorni dall’intervento) che permette di individuare soglie di volume (cut off) che possono essere predittive di rischi per il paziente.

I risultati: non è stata rilevata nessuna evidente correlazione tra il volume degli interventi praticati dal chirurgo e alcune complicazioni come infezioni, fratture periprostesiche, tromboembolismo venoso o la mortalità. Si è invece riscontrato un aumento del rischio di dislocazioni e revisioni dell’impianto entro 2 anni dall’intervento per un volume di attività del chirurgo inferiore a 35 interventi/anno. I pazienti trattati da chirurghi con più di 35 interventi/anno “avevano una riduzione di circa il 30% del rischio di dislocazioni o revisioni in confronto a pazienti trattati da chirurghi al di sotto di questa soglia di interventi. L’analisi suggerisce”, si legge nell’editoriale dedicato all’articolo, “che si potrebbe evitare una dislocazione o revisione ogni circa 100 pazienti, passando da un chirurgo con un basso volume di interventi a uno che ne pratica molti”. Non è poco, considerando che tale intervento è stato definito “l’intervento del secolo”, si calcola che se ne eseguono circa un milione l’anno: quindi “evitare anche una piccola percentuale di complicazioni riduce sia le sofferenze a livello individuale, sia i costi dell’assistenza”.

La relazione tra volume di attività ospedaliera e esiti sanitari è stata anche l’oggetto di una monografia a cura del Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale, pubblicata su Epidemiologia e Prevenzione, che ha preso in esame numerosi interventi, tra cui anche l’artroplastica dell’anca.

Per approfandire: nell’ambito del Programma Nazionale Valutazione degli Esiti Sanitari, il Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale per conto della Regione Lazio porta avanti il Programma regionale di valutazione degli esiti degli interventi sanitari del Lazio (P.Re.Val.E.)

Fonti:
Michaëlsson K. Surgeon volume and early complications after primary total hip arthroplasty. BMJ 2014;348:g3433.
Ravi B et al.Relation between surgeon volume and risk of complications after total hip arthroplasty: propensity score matched cohort study. BMJ 2014;348:g3433
Amato L, Colais P, Davoli M, Ferroni E, Fusco D, Minozzi S, Moirano F, Sciattella P, Vecchi S, Ventura M, Perucci CA. Volumi di attività ed esiti delle cure: prove scientifiche dalla letteratura e dalle valutazioni empiriche in Italia. Epidemiol Prev. 2013 Marzo-Giugno;37(2-3 Suppl 2):1-100

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