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Attacco ischemico transitorio e prevenzione secondaria

Pubblicato giovedì 9 giugno 2016

I benefici a breve termine della somministrazione di aspirina dopo un attacco ischemico transitorio (TIA) o un ictus ischemico di modesta entità potrebbero essere stati sottostimati, secondo uno studio coordinato da Peter Rothwell (Stroke Prevention Research Unit, Nuffield Department of Clinical Neurosciences, University of Oxford, UK) e pubblicato sul Lancet.

Sono stati analizzati i dati provenienti da 12 trial che hanno coinvolto quasi 16 mila pazienti con TIA o ictus ischemico, randomizzati a ricevere aspirina o placebo/niente aspirina. Dopo 12 settimane l’assunzione di aspirina risultava associata con una riduzione del 74% del rischio di ictus ischemico fatale o invalidante, rispetto ai controlli. Nelle prime 2 settimane il rischio era ridotto del 93%.

Vediamo più nel dettaglio i risultati.

L’aspirina riduceva il rischio a 6 settimane di un nuovo ictus ischemico di circa il 60% (84 su 8452 partecipanti del gruppo trattato con aspirina hanno avuto un ictus ischemico, vs 175 dei 7326 del gruppo di controllo; hazard ratio [HR]= 0,42 p<0,0001) e di ictus ischemico fatale o invalidante di circa il 70% (36 su 8452 vs 110 su 7326;HR=0,29, p<0,0001). Il beneficio più ampio si osservava nei soggetti con TIA o ictus di lieve entità (HR=0,35p=0,0001) L’effetto dell’aspirina sul rischio di ictus ischemico ricorrente era dovuto in parte a una riduzione sostanziale della severità. Tali effetti erano indipendenti dalla dose, dalle caratteristiche dei partecipanti e dalla causa del TIA o dell’ictus. Dalla 6a alla 12a settimana si sono avute ulteriori lievi riduzioni del rischio per l’ictus ischemico, ma dopo 12 settimane non c’era nessun ulteriore beneficio.

Invece, il dipiridamolo con l’aggiunta di aspirina in confronto alla sola aspirina non aveva alcun effetto sul rischio o sulla severità di ictus ischemico ricorrente entro le 12 settimane, ma oltre tale periodo riduceva il rischio (OR=0,76, p=0,005), in particolare per ictus invalidante o fatale (OR=0,64,  p=0.0010). Sono infine stati estratti i dati relativi a 40531 partecipanti a 3 trial sull’uso di aspirina nell’ictus acuto maggiore: la riduzione del rischio di ictus ischemico ricorrente a 14 giorni era più evidente in pazienti con deficit neurologici meno severi al basale, ed era sostanziale a partire dal secondo giorno di trattamento (HR=0,37, p<0,0001).

I nostri risultati confermano che il trattamento medico riduce sostanzialmente il rischio di eventi ricorrenti  precoci dopo TIA e ictus minore, e identifica nell’aspirina l’intervento chiave“, concludono gli autori. Inoltre “questi risultati suggeriscono che potremmo aver sottostimato l’effetto dell’aspirina nella prevenzione secondaria dell’ictus ricorrente precoce e dell’infarto del miocardio dopo TIA e ictus ischemico, sovrastimato l’effetto dell’aspirina nella prevenzione a lungo termine dell’ictus, essere stati inconsapevoli dei benefici dell’aspirina nella riduzione della severità dell’ictus ischemico ricorrente precoce, e aver anche sottostimato l’effetto del dipiridamolo nella prevenzione dell’ictus ricorrente a lungo termine.”, scrive nell’editoriale di commento all’articolo Graeme J Hankey (University of Western Australia, Perth), che aggiunge: “L’aspirina è l’antitrombotico di prima linea e dovrebbe essere somministrata immediatamente”. Ma l’aspirina va assunta anche prima di aver escluso un’emorragia intracranica? Secondo Hankey i rischi sono bassi, perché l’emorragia “è una causa rara di sintomi focali neurologici transitori o leggeri, e i pochi trial randomizzati sulla terapia antitrombotica in tali pazienti, o in pazienti con emorragia intracranica, non hanno rilevato effetti avversi”, anche se molte evidenze di tipo osservazionale suggeriscono che la terapia antipiastrinica in caso di emorragia intracranica può aumentare la mortalità. Sono dunque necessarie ulteriori ricerche in questo ambito.

Fonti:
Rothwell PM, Algra A, Chen Z, Diener H-C, Norrving B, Mehta Z. Effects of aspirin on risk and severity of early recurrent stroke after transient ischemic attach and ischaemic stroke: time-course analysis of randomised trials. Lancet Published Online: 18 May 2016. . DOI: http://dx.doi.org/10.1016/S0140-6736(16)30468-8
Hankeyemail GJ. The benefits of aspirin in early secondary stroke prevention. Lancet, Published Online: 18 May 2016. DOI: http://dx.doi.org/10.1016/S0140-6736(16)30511-6
Aspirin’s Benefits Underestimated for Recurrent Stroke Risk, By Kelly Young. NEJM Journal Watch, May 19, 2016

Vedi anche Ministero della Salute: Ictus

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