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Bifosfonati, ossa e tumore alla mammella

Pubblicato giovedì 15 ottobre 2015

I bifosfonati hanno profondi effetti sulla fisiologia dell’osso e potrebbero modificare il processo di metastatizzazione. I ricercatori dell’Early Breast Cancer Trialists’ Collaborative Group (EBCTCG) hanno condotto una meta-analisi collaborativa per chiarire quali siano i rischi e i benefici del trattamento adiuvante con bifosfonati nel tumore mammario. I risultati più interessanti riguardano il sottogruppo delle donne in postmenopausa, nelle quali il trattamento adiuvante con bifosfonati è stato associato a un tasso inferiore di metastasi ossee e ha migliorato la sopravvivenza.

I bifosfonati riducono il turnover osseo, inibendo la maturazione e la funzione degli osteoclasti, e sono usati nella prevenzione dell’osteoporosi legata all’età e per prevenire le complicazioni delle metastasi ossee, dell’osteopenia e dell’osteoporosi legate alla terapia adiuvante a base di inibitori dell’aromatisi nel tumore della mammella.

Lo studio: sono stati considerati i dati individuali di 18.766 donne arruolate in 26 studi randomizzati controllati che confrontavano l’uso dei bifosfonati nel trattamento adiuvante del tumore alla mammella e un placebo o nessun trattamento. Una analisi di sottogruppo in base allo stato menopausale ha evidenziato che nelle donne in postmenopausa (n=11.767), l’uso adiuvante dei bifosfonati ha ridotto sia il rischio di recidiva ossea (- 28%; p=0·0002) sia quello di  morte dovuta al cancro al seno (-18%; p=0·002). Nelle donne in premenopausa, l’uso dei bifosfonati non ha avuto effetti significativi su nessuno degli esiti della malattia.

Si dovrebbero dunque trattare tutte le donne in postmenopausa con tumore mammario in fase iniziale con bifosfonati? Ne è convinto Robert Coleman, del Sheffield Cancer Center, che ha contribuito allo studio.

“L’azione dei bifosfonati sembra essere ‘ossocentrica’”, puntualizzano Adam Brufskyemail e Aju Mathew (University of Pittsburgh Cancer Institute) nell’editoriale di commento, “in quanto non prevengono le recidive locoregionali o alla mammella controlaterale, o le metastasi in sedi non ossee”, tuttavia “l’evidente successo nell’alterazione della storia naturale del tumore mammario, modificando il microambiente, conferisce una notevole credibilità agli sforzi tesi a comprendere e modificare le interazioni tra tumore e microambiente ospite, sia in questo che in altri tipi di tumore”.

Fonti:
Early Breast Cancer Trialists’ Collaborative Group (EBCTCG). Adjuvant bisphosphonate treatment in early breast cancer: meta-analyses of individual patient data from randomised trials. Lancet 2015; 386 (10001): 1353–1361.
Brufskyemail A, Mathew A. Bisphosphonates, bone, and breast cancer recurrence. Lancet 2015; 386 (10001): 1319–1320.

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