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Bisturi sotto esame

Pubblicato lunedì 27 luglio 2015

Prendete quasi 17mila chirurghi, 8 interventi di chirurgia elettiva e le relative 67mila complicazioni su circa 2 milioni di interventi, aggiungete un sito di giornalismo investigativo, condite con un video di lancio d’impatto. Agitate con cura e otterrete una tempesta mediatica fatta di articoli, tweet e post.

È quello che è successo a pochi giorni dall’apertura della banca dati statunitense “Surgeon Scorecard” che permette di ricercare e confrontare, a partire dai dati del programma assicurativo Medicare, le prestazioni dei singoli chirurghi in otto interventi di chirurgica elettiva (protesi del ginocchio e dell’anca, tre tipi di interventi sulla colonna vertebrale, colecistectomia, prostatectomia e resezione della prostata).

Alcuni dati: dalle informazioni raccolte emerge che il 25% delle complicazioni registrate è riconducibile all’11% dei chirurghi. Ci sono 756 chirurghi con almeno 50 interventi a testa senza neanche una complicazione, per altri 1423 se ne è registrata solo una.

Nella presentazione dell’iniziativa i giornalisti investigativi Marshall Allen e Olga Pierce dichiarano di voler sfatare alcuni luoghi comuni, come quello per cui ci sono ospedali “buoni” e “cattivi” e che “sceglierne uno buono possa proteggere i pazienti da errori medici che danneggiano o uccidono centinaia di migliaia di americani ogni anno”. E invece, analizzando i dati, emerge che quando si tratta di interventi chirurgici elettivi, è molto più importante scegliere il chirurgo giusto: ci sono eccellenze in piccoli ospedali di provincia e pessimi chirurghi in ospedali di massimo prestigio.

Le reazioni della comunità scientifica: da un lato viene lodata l’iniziativa di valutare i singoli chirurghi, dall’altro ci sono fortissime riserve sui metodi utilizzati, oltre che sull’impronta sensazionalistica, a cominciare dal video di lancio, per continuare con l’articolo di presentazione, con ripetuti attacchi all’operato di un singolo chirurgo. Una delle critiche più autorevoli viene da Peter Pronovost, direttore dell’Armstrong Institute for Patient Safety and Quality: “Il modello usa una misurazione indiretta delle complicazioni che non considera la variabilità delle motivazioni che portano a una nuovo ricovero”, motivazioni che possono prescindere dall’abilità del chirurgo e che possono derivare, per esempio, dal sostegno sociale al quale può far riferimento il paziente o dalla presenza di unità di osservazione o di cura nei pronto soccorsi. Ci sono stati anche autorevoli giudizi favorevoli, come quelli della North American Spine Society o di Robert Wachter (University of California, San Francisco), che vede nella trasparenza un requisito indispensabile per un sistema sanitario migliore e più sicuro. Su Forbes il chirurgo Benjamin Davies fa alcune osservazioni: dopo aver precisato di essere, secondo la Scorecard, “perfetto”, evidenzia alcune criticità. Partendo dalla sua esperienza in chirurgia prostatica rileva come tra le complicazioni inserite nella banca dati ci sia la stipsi e non l’incontinenza urinaria: “With prostate cancer surgery we aim for the Trifecta: cancer removal, erectile function, and urinary continence. Those are the principal reasons you want a good surgeon to do your surgery. Are these issues measured? No. Would you trade a bad bout of constipation for an erection? I would. Would you trade an ileus for prostate cancer remission? Ditto.”

Meglio dunque nessun dato, piuttosto che dati di cattiva qualità, come scrive John Mandrola (specialista in elettrofisiologia del cuore, Louisville KY)? Oppure è un passo verso una maggiore trasparenza?

Fonti:
Wei S, Pierce O, Allen M. Surgeon Scorecard. ProPublica, 14 July 2015.
Pierce O, Allen M. Making the cut. ProPublica, 13 July 2015.
ProPublica. What experts are saying about Surgeon Scorecard, 14 July 2015.

Alcuni commenti
Davies B. ProPublica’s Surgeon Score Card: Clickbait? Or Serious Data? Forbes, 14 July 2015.
Mandrola J. Do not use the Surgeon Scorecard. Dr John M, July 2015.
Schloss EJ. ProPublica’s Surgeon Scorecard: Call for Peer Review. Left to my own Devices, 20 July 2015.
McCarthy M. Controversial online “scorecard” shows complication rates of 17 000 US surgeons. BMJ 2015;351:h3873

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