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Colesterolo LDL: i risultati che non ti aspetti

Pubblicato giovedì 16 giugno 2016

Livelli elevati di colesterolo LDL rappresentano un fattore di rischio per la mortalità nelle persone anziane? Secondo un articolo, già molto criticato, pubblicato su BMJ Open, sembrerebbe di no.

Gli autori dello studio hanno ricercato sulla banca dati PubMed studi di coorte che valutano  il colesterolo LDL come fattore di rischio per la mortalità per tutte le cause e/o cardiovascolare in persone over 60.

Hanno identificato 19 studi su 30 coorti, per un totale di 68094 soggetti. In 16 coorti (in 14 con significatività statistica) è stata individuata un’associazione inversa tra mortalità per tutte le cause e alti livelli di colesterolo. In 2 coorti la mortalità cardiovascolare era più alta nel quartile con il colesterolo LDL più basso e in 7 coorti non è stata rilevata alcuna associazione. “Dal momento che le persone anziane con alti livelli di colesterolo LDL vivono quanto, o più a lungo, di quelle con livelli bassi”, concludono gli autori, “la nostra analisi fornisce motivazioni per mettere in discussione la validità dell’ipotesi ‘colesterolo’ “, e cioè che il colesterolo, in particolare quello LDL, sia aterogenico.

La metodologia dello studio è stata messa in discussione dai ricercatori del  Centre for Evidence Based Medicine. Tra i punti deboli, secondo il CEBM: la mancanza di un protocollo pubblicato, la ricerca di articoli in un sola banca dati bibliografica, l’applicazione non uniforme di criteri di inclusione/esclusione, la mancanza di una valutazione critica del rischio di bias degli studi inclusi, nessuna indicazione sulla qualità o l’incertezza dei dati. Ma la perplessità maggiore è suscitata dalla “mancanza di controllo per elementi confondenti, dovuti agli effetti di eventuali trattamenti ipolipemizzanti” e probabilmente tale omissione è alla base “della maggior parte delle associazioni inverse osservate”. Si fa quindi appello alla massima cautela nell’interpretazione di tali dati, e allo stato attuale “non sarebbe responsabile, o basato sulle evidenze, prendere decisioni a livello di politiche sanitarie, sulla base dei risultati di questo studio”.

Da segnalare anche che molti degli autori dello studio, come fanno notare su Cardiobrief, fanno parte dell’International Network of Cholesterol Skeptics: un gruppo che sostiene che ”non ci siano evidenze scientifiche a sostegno della campagna contro il colesterolo” e che mette in guardia contro i danni provocati dalle statine. Ed ecco come replicano gli autori alle critiche rivolte alla loro ricerca. Malcolm Kendrick riassume i risultati dichiarando: “Nella nostra dettagliata revisione sistematica abbiamo visto che le persone anziane con alti livelli di colesterolo LDL, il cosiddetto colesterolo cattivo, vivono più a lungo e hanno meno malattie cardiache”. Il coautore Sherif Sultan ha aggiunto: “Abbassare il colesterolo con farmaci per la prevenzione cardiovascolare primaria nelle persone over 60 è una totale perdita di tempo e di risorse, mentre modificare il proprio stile di vita è il metodo principale per avere una buona qualità di vita”, e ha aggiunto: “Il colesterolo è una delle molecole più vitali del nostro organismo e, nelle persone anziane, previene le infezioni, le emorragie intracraniche, il cancro, le cataratte premature, i dolori e l’affaticamento muscolari, e va pertanto protetto e nutrito”.

“La nostra review fornisce le basi per ulteriori ricerche sulla causa dell’aterosclerosi e delle malattie cardiovascolari e per una rivalutazione delle linee guida per la prevenzione cardiovascolare, in particolare perché i benefici del trattamento con statine sono stati esagerati”, asseriscono gli autori dell’articolo.

Siamo dunque, di nuovo, in un ambito di incertezza, dove si mettono in discussione meccanismi dati per certi (colesterolo LDL = colesterolo cattivo)? Chiudiamo con la conclusione pubblicata sul sito NHS Choices, che ci sembra equilibrata: “I risultati di questa review e le possibili spiegazioni vanno approfonditi, ma per ora questo studio non fornisce solide evidenze che alti livelli di colesterolo LDL abbiano effetti positivi, o che le statine non servano… e attualmente non c’è una quantità di evidenze tale da contraddire le posizioni ufficiali sul consumo di grassi saturi”.

Fonti:
Ravnskov U et al. Lack of an association or an inverse association between low-density-lipoprotein cholesterol and mortality in the elderly: a systematic review. BMJ Open 2016;6:e010401 doi:10.1136/bmjopen-2015-010401
Nunan D et al. Lack of association between LDL cholesterol and mortality in the elderly systematic review: post publication peer review. Centre for Evidence Based Medicine.
Bazian. Study says there’s no link between cholesterol and heart disease. NHS Choices, 13/06/2016.

Alcuni commenti:
Suzi Gage. Don’t throw away your statins yet – LDL cholesterol is still probably bad for you. The Guardian, 13/06/2016. L’articolo ha avuto già più di trenta commenti da parte dei lettori.
Henry Bodkin. High cholesterol ‘does not cause heart disease’ new research finds, so treating with statins a ‘waste of time’. The Telegraph, 13/06/2016.
Science Fanpage. Colesterolo e problemi cardiaci: ennesimo studio gonfiato dai media, 13/06/2016.
Ansa. Studio riabilita colesterolo in over60, nessun pericolo per il cuore, 14/06/2016.
Larry Husten,Cholesterol Skeptics Launch Another Attack. Cardiobrief, 15/06/2016.

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