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Comunicati stampa e articoli scientifici: relazioni pericolose

Pubblicato martedì 16 Dicembre 2014

Le notizie sulla salute pubblicate dai giornali esagerano e in molti casi questo dipende da come sono fatti i comunicati stampa prodotti da università e centri di ricerca.

Se ne parla sul BMJ in un articolo di Petroc Sumner et al. (Cardiff University) e in un editoriale di commento di Ben Goldacre (autore dei volumi Bad Science e Bad Pharma).

Secondo lo studio di Sumner et al., condotto sui comunicati stampa prodotti da 20 università britanniche, su dieci press release, quattro contengono affermazioni eccessive rispetto ai contenuti degli articoli realmente pubblicati sulle riviste scientifiche, articoli che i comunicati stessi dovrebbero promuovere. Più di tre presentano associazioni causali non provate e ancora più spesso (nel 36 per cento dei casi) si lascia intendere che il successo di sperimentazioni condotte su animali possa tradursi di per sé in un vantaggio per l’uomo.

Nell’editoriale di commento, Ben Goldacre chiede che i comunicati stampa siano firmati dagli autori che collaborano alla loro stesura, che quasi sempre coincidono con i responsabili della ricerca stessa. Quella dell’affidabilità delle informazioni contenute dei comuinicati stampa “non è una questione di poco conto”, sottolinea l’editorialista, “le evidenze suggeriscono che la copertura dei media può influire sull’uso che si fa dei trattamenti e dei servizi, e perfino sulle citazioni scientifiche”. Goldacre torna sull’argomento anche sul suo blog Bad Science.

Fonti:
Sumner P, Vivian-Griffiths S, Boivin J, Williams A, Venetis CA, Davies A, Ogden J, Whelan L, Hughes B, Dalton B, Boy F, Chambers CD. The association between exaggeration in health related science news and academic press releases: retrospective observational study. BMJ 2014;349:g7015
Goldacre B. Preventing bad reporting on health research. BMJ, 2014; 349:g7465

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