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Diabete: la rivincita della terza età

Pubblicato mercoledì 16 dicembre 2015

Nella popolazione anziana, che continua a crescere, si registra un’alta percentuale di casi di diabete di tipo 2. I pazienti più anziani hanno più probabilità di avere complicanze cardiovascolari e comorbilità, ciò nonostante sono sistematicamente esclusi dai trial clinici e c’è anche una mancanza di dati affidabili sulla risposta ai trattamenti farmacologici in questo gruppo.

Secondo uno studio spagnolo, condotto in un contesto di assistenza di base, i pazienti di età superiore a 65 anni avevano un controllo migliore dei target glicemici e dei fattori di rischio cardiovascolare rispetto ai pazienti più giovani, anche se avevano una maggiore prevalenza di complicazioni croniche. Inoltre, questo gruppo di pazienti era trattato in modo meno intensivo con farmaci ipoglicemizzanti e ipolipemizzanti.

Lo studio. Sono stati raccolti i dati relativi a 318.020 pazienti di età pari o superiore a 30 anni con diagnosi di diabete di tipo 2 trattati nel 2011 nei servizi di assistenza di base in Catalogna. Sono state eseguite analisi comparative e descrittive stratificate per genere e sottogruppi di età.

I principali risultati:

  • Sia uomini, sia donne di età superiore a 65 anni avevano una durata più lunga di diabete rispetto ai più giovani (8.0 vs. 5.6 anni negli uomini e 8.4 vs. 6.9 nelle donne; p < 0.001), tuttavia avevano un migliore controllo glicemico (emoglobina glicata media 7.1 vs. 7.7 negli uomini e 7.1 vs. 7.4 nelle donne; p < 0.001), e un migliore controllo dei diversi fattori di rischio cardiovascolare.
  • I pazienti più anziani riuscivano meglio a raggiungere i target glicemici, a prescindere dalla presenza o meno di malattie cardiovascolari.
  • Con l’aumentare dell’età, diminuiva l’uso di antidiabetici orali, e la monoterapia a base di insulina era prescritta più frequentemente nei pazienti nei sottogruppi d’età superiore.
  • Le complicazioni legate al diabete erano più frequenti negli uomini di tutti i gruppi d’età.
  • Un dato inaspettato è stato il diminuire della retinopatia diabetica nei pazienti over 85.

Secondo gli autori dello studio, i dati relativi all’età e al genere dovrebbero essere presi in considerazione per adattare i trattamenti antidiabetici agli individui nelle fasce di età superiori, per ottenere migliori benefici e rischi minori in tutte le fasi della malattia.

Il fattore età nel diabete di tipo 2 è stato al centro anche di uno studio svedese pubblicato sul New England Journal of Medicine. Sono stati analizzati i dati relativi alla mortalità di 435.369 pazienti con diabete e confrontati con quelli di una popolazione di controllo composta di soggetti della stessa età, genere e e zona di provenienza. Lo studio ha evidenziato che nei soggetti al di sotto dei 55 anni, in quelli con un peggiore controllo glicemico e in quelli con complicazioni renali severe, il rischio di morte per tutte le cause e la morte da evento cardiovascolare erano superiori. Lo studio ha inoltre mostrato che nei pazienti adulti con diabete di tipo 2, in Svezia, si aveva un eccesso di rischio di decesso del 15%, molto vicino cioè a quello della popolazione generale: un risultato “storicamente basso”.

Fonti:
de la Puente JB et al. Older type 2 diabetic patients are more likely to achieve glycaemic and cardiovascular risk factors targets than younger patients: analysis of a primary care database. Int J Clin Practice 2015; 69:1486-95.
Tancredi M, Rosengren A, Svensson AM, et al. Excess mortality among persons with Type 2 diabetes. N Engl J Med 2015; 373(18):1720-32.

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