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Diagnostica per immagini in cardiologia: alla ricerca dell’appropriatezza

Pubblicato mercoledì 2 aprile 2014

Sulla rivista Recenti Progressi in Medicina un invito alla consapevolezza dei rischi associati all’esposizione a radiazioni ionizzanti e a evitare il ricorso a procedure inappropriate.

Le specialiste e gli specialisti in cardiologia prescrivono o eseguono direttamente oltre il 50% di tutti i test di imaging, e sono quindi responsabili dei due terzi della dose effettiva totale data ai pazienti. La dose di radiazioni dovuta ai comuni esami cardiologici di imaging può essere significativa: 500 radiografie del torace per una scintigrafia da stress con sestamibi, 750 radiografie del torace per una TC multistrato, 1000 per una coronarografia con applicazione di stent. Una conseguenza della mancata conoscenza della dose di radiazioni cui sono esposte le persone durante gli esami radiologici è che l’utilizzo improprio degli esami è inaccettabilmente alto in cardiologia, anche per procedure con alto carico radiante. Dosi maggiori corrispondono a maggiore rischio di cancro a lungo termine; non ci sono dosi sicure e tutte le dosi si sommano nel determinare il rischio cumulativo nel corso della vita. I medici dovrebbero adottare ogni possibile strategia per prescrivere al paziente il test più appropriato, al momento giusto e, se ionizzante, con la giusta dose di esposizione.

“Il miglioramento della consapevolezza radiologica porterà una riduzione degli esami inutili e della spesa sanitaria e migliorerà la qualità del sistema sanitario”, dichiara l’autrice dell’articolo, Clara Carpeggiani (CNR).  “Le informazioni diagnostiche e prognostiche fornite dalle procedure di imaging quando appropriate sono immense e salvano molte vite. Al contrario, l’imaging non appropriato porta costi sempre più esorbitanti con benefici sempre più marginali e rischi potenziali fino all’errore medico”, conclude la ricercatrice.

Fonte:
Carpeggiani C. L’eccesso di imaging diagnostico in cardiologia. Recenti Prog Med 2014;105(3):93-99.

L’articolo è completato da un decalogo (PDF) tratto dal “Sillabario di radioprotezione per cardiologi” di Eugenio Picano.

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