BAL Lazio

Notizie

Emicrania pediatrica: prevenire è più difficile che curare

Pubblicato venerdì 6 Settembre 2019

L’emicrania è un disturbo piuttosto comune nei bambini. Le stime indicano che il 3,5-5% sperimenterà mal di testa compatibili con l’emicrania e, come accade negli adulti, nella maggior parte dei casi (circa il 60%) si tratterà di emicrania senza aura. In generale, circa il 18% ha soltanto emicrania con aura, il 13% ha entrambe mentre il 5% ha solo aura.

Nel caso dei bambini la valutazione iniziale si concentra perlopiù sull’esclusione di altre condizioni. Sul fronte della gestione si cerca invece di identificare i fattori scatenanti, di fornire sollievo dal dolore e di considerare la profilassi.

Stando alle nuove linee guida prodotte dall’American Academy of Neurology e dall’American Headache Society pubblicate su Neurology, la maggior parte dei farmaci per la prevenzione dell’emicrania non è migliore del placebo, nonostante il fatto che il trattamento precoce per l’emicrania acuta nei bambini e negli adolescenti sia ampiamente incoraggiato.

I due nuovi documenti approvati dall’American Academy of Pediatrics and the Child Neurology Society forniscono raccomandazioni basate sull’evidenza per il trattamento sintomatico acuto e la prevenzione dell’emicrania dei bambini e degli adolescenti, aggiornando le vecchie linee guida risalenti al 2004.

Oltre agli aspetti positivi: “Abbiamo esaminato tutte le prove disponibili e la buona notizia è che esistono trattamenti basati su prove per bambini e adolescenti che sono efficaci nel trattamento degli attacchi di emicrania quando si verificano”, ha spiegato Maryam Oskoui della McGill University a Montreal, Canada; non mancano, come si accennava sopra, quelli negativi: “Tuttavia, la maggior parte dei farmaci pensati per prevenire attacchi ricorrenti di emicrania nei bambini sono validi soltanto come il placebo e ci sono poche prove a sostegno di un trattamento dei sintomi correlati come la nausea e la sensibilità alla luce”.

Purtroppo, la ricerca bibliografica della linea guida è aggiornata al 2017, quindi è necessario tenere conto che non sono presenti studi più recenti che hanno valutato nuovi trattamenti, come gli antagonisti del recettore del peptide correlato al gene della calcitonina o i dispositivi di neuromodulazione. Senza dimenticare anche che, “il beneficio della terapia cognitivo-comportamentale nella prevenzione dell’emicrania, da sola o in combinazione con altri trattamenti, merita ulteriori studi”, come ha precisato Oskoui.

I nuovi punti fermi
Le nuove linee guida AAN/AHS consigliano innanzitutto di elaborare una storia dettagliata dell’evoluzione dei sintomi e di sottoporsi a esame neurologico, mentre tutti, pazienti e genitori, dovrebbero ricevere consulenza sui fattori legati allo stile di vita che possono influenzare negativamente la frequenza del mal di testa, tra cui mancanza di attività fisica, sovrappeso, eccesso di caffeina, cattive abitudini del sonno e disidratazione.

Le aree trattate nelle linee guida hanno riguardato il trattamento acuto dell’emicrania e la prevenzione dei sintomi.

Per il trattamento in acuto, le raccomandazioni sono queste:

  • Ci sono prove a supporto dell’efficacia dell’utilizzo di ibuprofene, acetaminofene (nei bambini e adolescenti) e triptani (negli adolescenti) per il sollievo dal dolore da emicrania.
  • Elevata certezza nelle prove sul fatto che gli adolescenti che hanno ricevuto sumatriptan orale/naprossene e zolmitriptan (Zomig) spray nasale hanno maggiori probabilità di essere liberi da mal di testa a 2 ore rispetto a quelli che hanno ricevuto placebo
  • Nessun trattamento acuto è efficace per la nausea o il vomito correlati all’emicrania nei pazienti pediatrici, ma alcuni triptani risultano efficaci per la fonofobia e la fotofobia.

Per la prevenzione, il panel ha valutato 15 studi di classe I-III arrivando a questi risultati:

  • Non esistevano prove sufficienti per determinare se i bambini e gli adolescenti trattati con divalproex (Depakote), onabotulinumtoxinA (Botox), amitriptilina, nimodipina (Nimotop) o flunarizina avevano più o meno probabilità di ridurre la frequenza del mal di testa rispetto a quelli trattati con placebo.
  • I pazienti pediatrici che assumevano propranololo avevano verosimilmente una maggiore probabilità rispetto a quelli che assumevano placebo di avere almeno il 50% di riduzione della frequenza del mal di testa.
  • Bambini e adolescenti trattati con topiramato (Topamax) e cinnarizina avevano probabilmente maggiori probabilità di ridurre la frequenza del mal di testa rispetto ai soggetti che avevano ricevuto il placebo.
  • La combinazione di terapia cognitivo-comportamentale e amitriptilina è risultata più vantaggiosa di quella con amitriptilina associata a un percorso educativo nel ridurre la frequenza degli attacchi di emicrania e la disabilità correlata per bambini e adolescenti dai 10 ai 17 anni.
  • “Sebbene il topiramato sia l’unico farmaco approvato dalla FDA per la prevenzione dell’emicrania (in bambini e adolescenti di età compresa tra 12 e 17 anni), non vi è certezza nelle prove disponibili sul fatto che questo trattamento raggiunga risultati clinicamente significativi”. “Non ci sono prove sufficienti per raccomandarlo con sicurezza come intervento preventivo efficace”.

Riassumendo le conclusioni degli autori, la maggior parte dei bambini beneficia di trattamenti per l’emicrania acuta e cambiamenti nello stile di vita e, a oggi, non richiede un trattamento preventivo aggiuntivo.

Fonte
Maryam Oskoui et al. Practice guideline update summary: Pharmacologic treatment for pediatric migraine prevention. Neurology Aug 2019, 10.1212/WNL.0000000000008105; DOI:10.1212/WNL.0000000000008105

Archiviato in , ,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pediatrics ultimo numero

Reset della password

Per favore inserisci la tua email. Riceverai una nuova password via email.