BAL Lazio

Notizie

Epatiti: i dati del Lancet

Pubblicato mercoledì 3 agosto 2016

Le epatiti virali provocano almeno tante morti quanto l’AIDS, la tubercolosi e più della malaria. E la mortalità è in aumento, a differenza da quanto avviene per la maggior parte delle altre malattie trasmissibili.

La disponibilità di strumenti efficaci, come i vaccini e trattamenti spesso risolutivi, “suggerisce una importante opportunità per migliorare la salute pubblica”. Lo scrivono sul Lancet Jeffrey Stanaway e colleghi, che hanno utilizzato i dati e l’approccio del Global Burden of Disease Study 2013 per stimare la morbilità e la mortalità da epatite virale acuta, da cirrosi e epatocarcinoma causati da epatite virale, per età, genere, e paese, dal 1990 al 2013.

I principali risultati:

Mortalità: si è passati da 890mila morti legate a epatiti virali nel 1990 a 1.45 milioni nel 2013, con un aumento dunque del 63%.

Morbilità

  • Anni vissuti con disabilità (years lived with disability, YLD): si è passati da 650mila anni vissuti con disabilità nel 1990 a 870mila nel 2013, con una aumento del 34%.
  • Anni di vita persi (Years of Life Lost, YLL): si è passati da 31 milioni a 41,6 milioni.
  • Attesa di vita corretta per disabilità (Disability-adjusted life year, DALY): si è passati da 31,7 milioni a 42,5 milioni.

L’aumento più marcato è stato osservato nell’infezione da epatite C, con un aumento del 43% dei DALY. Tra le persone con epatiti virali, il 96% della mortalità e il 91% dei DALY sono collegati a infezioni da epatite B e C. Per la prima c’è da tempo un vaccino, per la seconda è disponibile in Italia un nuovo farmaco (Sofosvubir) molto efficace, ma molto caro (AIFA: Aggiornamento epatite C).

E ancora: nel 1990 le infezioni acute, la cirrosi e l’epatocarcinoma da epatite virale erano la decima causa di morte, nel 2013 la settima. A differenza dall’HIV, che si registra soprattutto in paesi a basso reddito, il 58% delle morti da epatiti si è registrato in paesi a reddito medio alto e alto.

Lo studio di Stanaway sul peso globale delle epatiti virali ha molte implicazioni e “mostra che tale malattia richiede una risposta più forte, a livello nazionale e internazionale”, si legge nell’editoriale che commenta l’articolo.  Una risposta che comporta una serie di interventi per prevenire le nuove infezioni e per individuare e trattare le persone con epatiti infettive. “Dal momento che la maggior parte del peso dell’epatite grava su paesi a reddito medio alto e alto che non ricevono sostegni allo sviluppo, tali risorse dovranno probabilmente provenire da quelle destinate alla salute delle singole nazioni”, scrivono Stefan Wiktor e Yvan Hutin (OMS) nell’editoriale del Lancet.

Sul BMJ una serie di articoli evidenzia come da un lato la disponibilità di farmaci efficaci contro l’epatite C e dall’altro i loro elevatissimi costi sollevino importanti quesiti sull’accesso ai farmaci salvavita. Ma il punto principale è “Perché le medicine sono così costose?”. Cerca di spiegarlo l’analisi Betting on hepatitis C: how financial speculation in drug development influences access to medicine, dove si illustrano i meccanismi speculativi che hanno fatto lievitare i costi di alcuni farmaci, come quelli per l’epatite C: nonostante il trattamento tempestivo riduca il rischio della progressione e della trasmissione dell’infezione “i prezzi elevati hanno fatto sì che molti sistemi sanitari negli USA e in Europa trattino solo le persone più gravi”, come succede anche in Italia. Andrebbero studiati e verificati nuovi modelli organizzativi e di business, come quello, portato ad esempio, della Neglected Diseases Initiative, una rete di ricerca e sviluppo pubblica-privata che ha sviluppato sei terapie a costi contenuti: “anche se in scala ridotta, il modello di questa iniziativa indica che approcci alternativi alla ricerca e allo sviluppo possono essere efficienti sia dal punto di vista finanziario, sia dal punto di vista sociale (…) quello di cui abbiamo bisogno è una innovazione dell’innovazione. Ignorare le conseguenze della prevalenza di imperativi legati alle organizzazioni, ai sistemi e finanziari avrà dei costi per i pazienti di oggi e di domani”.

Fonti:
Stanaway JD et al. The global burden of viral hepatitis from 1990 to 2013: findings from the Global Burden of Disease Study 2013. The Lancet, Available online 7 July 2016.  doi:10.1016/S0140-6736(16)30579-7
Wiktor SZ, Hutin YJ-F. The global burden of viral hepatitis: better estimates to guide hepatitis elimination efforts. The Lancet, Available online 7 July 2016, doi:10.1016/S0140-6736(16)31018-2.
Roy V, King L, Betting on hepatitis C: how financial speculation in drug development influences access to medicine. BMJ 2016;354:i3718
Mazzucato M, Phillips RM. High cost of new drugs. BMJ 2016;354:i4136

Per approfondire:
Gavino Maciocco. Big Pharma. Una storia che si ripete. Salute Internazionale, 25 luglio 2016.
Gavino Maciocco. Epatite C. Il diritto alla cura. Salute Internazionale, 20 luglio 2016.

Archiviato in

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Una finestra sull’open access

  • BMC Family Practice
  • BMC Medical Education
  • BMC Nursing
  • BMJ Open
  • PLOS Medicine

Reset della password

Per favore inserisci la tua email. Riceverai una nuova password via email.