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Farmacoterapia e nefropatia: maneggiare con cura

Pubblicato martedì 3 novembre 2015

Le persone anziane con multimorbidità e le persone con malattia renale cronica (CKD) sono a elevato rischio di reazioni avverse da farmaci. Negli ultimi anni la prevalenza di CKD è aumentata e, come sottolineano Maria Antonietta Rizzo (Ospedale di Circolo di Busto Arsizio, Varese) e collaboratori (2015), raggiunge “il 35% nella popolazione con più di 65 anni di età e il 40% nella popolazione con più di 70 anni di età”.

Quali i principali fattori che contribuiscono al rischio di tossicità da farmaci nelle persone anziane nefropatiche?

  • la riduzione della volemia effettiva
  • la malnutrizione con ridotti livelli di albumina sierica che aumenta la frazione libera del farmaco
  • la mancata attenzione da parte della/del caregiver
  • la scarsa disponibilità di studi clinici randomizzati
  • le interazioni tra farmaci

Inoltre merita una particolare attenzione la gestione del dolore, in quanto sono frequenti sia il trattamento insufficiente, sia l’uso inappropriato dei farmaci.

La Società Italiana di Nefrologia (SIN), nell’ambito dell’iniziativa Slow Medicine, nella sua lista di raccomandazioni suggerisce di:

  • Non somministrare agenti stimolanti dell’eritropoiesi (ESA) a pazienti con malattia renale cronica con livelli spontanei di emoglobina tra 10 e 11 g/dL e senza sintomi di anemizzazione. Lo stesso dicasi se non si dispone almeno del dosaggio della ferritinemia e della saturazione transferrinica.
  • Evitare i farmaci antinfiammatori non-steroidei (FANS) in pazienti affetti da ipertensione o insufficienza cardiaca o malattia renale cronica (CKD) da qualsiasi causa, compreso il diabete.

Rizzo et al. formulano infine una serie di messaggi chiave:

  • Non in tutti i pazienti la stima del eGFR basata sul livello plasmatico di creatinina è affidabile. In alcuni casi è preferibile misurare la clearance della creatinina per valutare correttamente la funzione renale.
  • Adeguare la posologia dei farmaci al grado di insufficienza renale, considerando la dose di attacco e di mantenimento.
  • Monitorare l’andamento della funzione renale in caso di assunzione strettamente necessaria di farmaci potenzialmente nefrotossici.
  • Revisionare frequentemente le prescrizioni farmacologiche.
  • Ridurre il numero di compresse da assumere per ridurre i rischi.
  • Eseguire una valutazione del filtrato glomerulare (eGFR) prima di ogni prescrizione, considerando probabile la presenza di CKD nel paziente anziano che giunge alla nostra attenzione.

Fonti:

Rizzo MA, Stucchi A, Cassia MA, Gallieni M. Appropriatezza della farmacoterapia nel paziente anziano nefropatico. Recenti Prog Med 2015;106(10):475-478.
Gallieni M, Cancarini G. Drugs in the elderly with chronic kidney disease: beware of potentially inappropriate medications. Nephrol Dial Transplant 2015; 30: 342-4.

In particolare sulle persone in dialisi:
Kondo N, Nakamura F, Yamazaki S, et al. Prescription of potentially inappropriate medications to elderly hemodialysis patients: prevalence and predictors. Nephrol Dial Transplant 2015; 30: 498-505.

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