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Glucocorticoidi e rischio di infezioni

Pubblicato giovedì 26 maggio 2016

Si calcola che circa l’1 per cento della popolazione statunitense e inglese sia stato trattato nel corso della vita con glucocorticoidi sistemici per patologie infiammatorie o autoimmuni, per la terapia del cancro e per evitare il rigetto in caso di trapianto. Si sa che questi farmaci sono molto efficaci in tali patologie, ma sono anche associati a seri effetti collaterali, tra i quali le infezioni.

Per quantificare tale rischio, sono stati confrontati i dati delle prescrizioni farmaceutiche relativi a 275.072 persone adulte trattate con glucocorticoidi per via orale per una durata ≥15 giorni con quelli di soggetti con le stesse patologie, ma non esposti a questo tipo di farmaci. I dati sono stati estratti dalla banca dati di medicina di base, The Health Improvement Network (THIN) britannica, che include anche informazioni sulle diagnosi e i sintomi. 167,626 (60.9%) soggetti ricevevano glucocorticoidi per una delle seguenti patologie: asma, BPCO, artrite reumatoide, malattia infiammatoria intestinale, polimialgia reumatica/arterite a cellule giganti, cancro, malattia dei tessuti connettivi.

Il rischio per le infezioni era significativamente più alto nella popolazione esposta a glucocorticoidi, con hazard ratio da 2.01 (95% CI 1.83–2.19; p < 0.001) per la cellulite a 5.84 (95% CI 5.61–6.08; p < 0.001) per le infezioni del tratto respiratorio inferiore. Non c’erano differenze nel rischio di scabbia, dermatofitosi e varicella. L’aumento relativo del rischio era stabile rispettivamente al tempo di esposizione, a eccezione delle infezioni del tratto respiratorio inferiore e delle candidiasi locali, per le quali era molto più alto durante la prime settimane di esposizione. Il rischio di infezione, inoltre, aumentava con l’età, era superiore nei soggetti con diabete, in quelli ai quali erano state prescritte dosi superiori di glucocorticoidi e in quelli con livelli albumina plasmatica inferiori.

Quali le implicazioni per la pratica clinica? “Questi risultati indicano la necessità di un più attento follow-up nel corso della terapia come anche di vaccinazioni appropriate (per esempio contro l’influenza o lo pneumococco)”, scrivono Lionel Rostaing e Paolo Malvezzi (Clinica universitaria di Nefrologia. A Tronche, Francia). “In secondo luogo”, aggiungono, “chi prescrive glucocorticoidi dovrebbe esaminare attentamente la pelle e le mucose per individuare eventuali micosi (al piede) o candidiasi (bocca). Infine, i soggetti con ipoalbuminemia, così come quelli con diabete, hanno un rischio molto superiore di infezioni se trattati con glucocorticoidi orali e dovrebbero, quindi, esserne informati ed essere attentamente seguiti da chi li ha in cura”.

Fonti:
Fardet L, Petersen I, Nazareth I (2016) Common Infections in Patients Prescribed Systemic Glucocorticoids in Primary Care: A Population-Based Cohort Study. PLoS Med 13(5): e1002024. doi:10.1371/journal.pmed.1002024
Rostaing L, Malvezzi P (2016) Steroid-Based Therapy and Risk of Infectious Complications. PLoS Med 13(5): e1002025. doi:10.1371/journal.pmed.1002025

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