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Infezioni sessualmente trasmesse e HIV: i dati del telefono verde dell’ISS

Pubblicato giovedì 28 luglio 2016

I dati di quasi 30 anni di attività e le iniziative che utilizzano anche i social media per raggiungere la popolazione più giovane.

L’Istituto Superiore di Sanità in occasione dei 29 anni di attività del Telefono Verde AIDS e Infezioni Sessualmente Trasmesse – 800 861061 – fa un bilancio del lavoro svolto nell’ambito della prevenzione delle infezioni  trasmesse per via sessuale tra le quali l’HIV. Si tratta di un Servizio che, istituito nel 1987 dalla Commissione Nazionale per la Lotta contro l’AIDS e co-finanziato dal Ministero della Salute, si colloca all’interno dell’Area Comunicazione dell’Unità Operativa Ricerca psico-socio-comportamentale, Comunicazione, Formazione del Dipartimento di Malattie Infettive, Parassitarie ed Immunomediate.

Qui riportiamo alcuni dati (fino al 20 giugno 2016)

Da giugno 1987 a giugno 2016 gli esperti del Servizio, anonimo e gratuito, attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 13 alle ore 18, hanno risposto a oltre 2 milioni e 50 mila quesiti affrontati all’interno di 758.554 interventi di counselling telefonico.

Il profilo della persona che telefona: dati generali

Le telefonate ricevute in 29 anni di attività sono state effettuate prevalentemente da persone di sesso maschile (75,3%); il numero di telefonate provenienti dalle donne (24,7%) risulta essere nettamente inferiore rispetto a quello dei maschi, tale divario si è ampliato nel corso del tempo, raggiungendo nel periodo giugno 2015-giugno 2016 una percentuale pari a 13,6%.

La fascia di età più rappresentata per entrambi i sessi è quella compresa tra i 20 e i 39 anni (77,3%); circa la metà (46,7%) degli utenti del TV AIDS e IST dichiara di chiamare da regioni del Nord Italia.

Dal 1995, anno a partire dal quale è stata rilevata la nazionalità degli utenti, a oggi sono pervenute 4.516 telefonate da persone straniere, per il 66,5% effettuate da individui di sesso maschile. Anche per gli utenti non italiani la classe di età maggiormente rappresentata è quella che va dai 20 ai 39 anni (82,0%). Le aree geografiche mondiali dalle quali provengono gli stranieri sono nell’ordine: Africa (27,7%), Europa non UE (27,4%), America (23,2%), Unione Europea (13,6%), Asia (8,0%), Oceania (0,2%). Per 8 (0,32%) utenti non è stato possibile individuare la provenienza.

Sul totale delle telefonate pervenute, il gruppo maggiormente rappresentato (55,9%) è costituito da persone che affermano di aver avuto rapporti eterosessuali.

I quesiti e i temi affrontati, pari a oltre 2 milioni e 50 mila, riguardano quattro specifiche aree:

  • modalità di trasmissione delle Infezioni Sessualmente Trasmesse (27,5%)
  • informazioni sugli esami diagnostici e nello specifico sul test HIV, dove effettuarlo, dopo quanto tempo e con quali modalità (25,4%)
  • aspetti psico-sociali che ancora oggi sembrerebbero denotare l’impatto fortemente emotivo che le IST e in particolare l’HIV suscitano nella popolazione (13,6%)
  • dubbi derivanti dalla disinformazione (12,6%).

Analogo andamento è stato rilevato in merito alle telefonate pervenute da persone-utenti che dichiarano di chiamare dalla regione Lazio, Regione che si colloca al 2° posto sul totale delle chiamate provenienti dall’intero territorio nazionale   (Allegato 1, Tabella Lazio 1987-2015, scarica il PDF, 482 KB).

In sintesi, dalla panoramica dei dati sopra mostrati emergono due elementi interessanti riguardanti le donne e i giovani, infatti entrambi i target accedono al Servizio in misura nettamente inferiore rispetto agli utenti di sesso maschile e agli utenti adulti.

A tale proposito alcuni ricercatori del TV AIDS e IST hanno recentemente pubblicato uno Studio sugli Annali dell’Istituto Superiore di Sanità dal titolo “Information needs of young Italians accessing the AIDS/STI Helpline at the Italian National Institute of Health” che ha analizzato i dati riguardanti l’attività di HIV/AIDS/IST counselling telefonico rivolta dal 1987 al 2014 alle utenti e agli utenti di età inferiore a 25 anni. L’obiettivo della ricerca è stato quello di rilevare il livello di consapevolezza e i bisogni informativi, in relazione a potenziali comportamenti a rischio in un target di giovani, identificando come comportamento a rischio i rapporti sessuali (anale, vaginale e orale recettivo) non protetti dal preservativo. Dai 196.043 interventi di counselling telefonico rivolti ai giovani (10 – 24 anni), nel corso del tempo, è emerso che il 26% ha avuto rapporti sessuali non protetti dal preservativo; la distribuzione per sesso mostra che il preservativo non è stato utilizzato dal 72% dei ragazzi e dal 28% delle ragazze.

Ecco l’identikit dei giovani che accedono al TV AIDS e IST

In poco più di 27 anni (1987 – 2014) gli esperti del TV AIDS e IST hanno ricevuto 196.043 telefonate effettuate da giovani tra i 10 e i 24 anni, di questi il 71,4% delle telefonate proveniva da ragazzi, il 28,4% da ragazze, lo 0.2 da transessuali/transgender: quasi i due terzi dei soggetti è, dunque, di sesso maschile, confermando in tal modo quanto emerge anche dall’analisi riguardante tutti gli utenti che accedono al TV AIDS e IST. A tale proposito è possibile ipotizzare che le ragazze abbiano differenti canali informativi e che probabilmente si affidino ad altre figure professionali (quali per esempio quelle presenti nei Consultori Familiari) per informarsi su tematiche riguardanti un’area della salute così complessa e delicata.

Circa un terzo delle telefonate proviene dalle Regioni del Nord Italia; in più della metà delle telefonate (58,5%) gli utenti si dichiarano eterosessuali.

Dallo Studio emerge un ulteriore importante dato riguardante il costante decrescere del numero di telefonate effettuate dai giovani nel corso degli anni. “Questi dati suggeriscono che, in confronto ai decenni passati, le ragazze e i ragazzi che accedono al TV AIDS e IST potrebbero non avere una adeguata percezione del rischio di trasmissione delle IST, a causa di una informazione poco esaustiva da parte della famiglia, della scuola o delle strutture sanitarie. Inoltre, si potrebbe ipotizzare che le Campagne Informative sull’argomento non sempre riescono a raggiungere questo particolare target,” fanno notare gli autori dello Studio; e aggiungono che “negli ultimi anni le persone più giovani, per i loro bisogni informativi, fanno sempre più riferimento a siti internet e a social network, che talvolta, però, erogano contenuti discordanti tra loro e non adeguatamente verificati”. Emerge, quindi, la necessità per il target dei giovani di individuare percorsi di facile accesso a una informazione scientificamente corretta, aggiornata e personalizzata integrando differenti approcci e molteplici linguaggi affinché il messaggio di preservare il “bene salute” possa raggiungere anche la quota dei giovanissimi e dei giovani che inconsapevoli dei rischi continuano ad avere rapporti sessuali non protetti dal preservativo.

È proprio per questo che gli esperti del TV AIDS e IST interagiscono con la popolazione giovanile attraverso il sito Web 2.0 Uniti contro l’AIDS [link www.uniticontrolaids.it], l’account Twitter @UniticontroAIDS, il servizio skype uniticontrolaids e il canale YouTube uniticontrolaids.

Fonti e approfondimenti:
Taglieri FM et al. Information needs of young Italians accessing the AIDS/STI Helpline at the Italian National Institute of Health. Ann Ist Super Sanità 2016 | Vol. 52, No. 2: 289-294. DOI: 10.4415/ANN_16_02_23
Istituto Superiore di Sanità. Compie 29 anni il Telefono Verde AIDS e Infezioni Sessualmente Trasmesse dell’ISS. 20/06/2016.
Istituto Superiore di Sanità. www.uniticontrolaids.it
Locandina Telefono Verde AIDS/IST  (Scarica il PDF, 211 KB)
Rapporto Attività HIV/AIDS/IST Counselling Telefonico – Uniti contro l’AIDS
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Epicentro: Infezioni sessualmente trasmesse. Aspetti epidemiologici
Regione Lazio: HIV e AIDS
Regione Lazio: Dove fare il test
IRCCS Lazzaro Spallanzani Centro di riferimento AIDS  Ambulatorio “stanza 13”
Ministero della Salute: FAQ HIV e AIDS
Salfa MC, Ferri M, Suligoi B e la Rete Sentinella dei Centri Clinici. Le Infezioni Sessualmente Trasmesse: aggiornamento dei dati dei due Sistemi di sorveglianza sentinella attivi in Italia al 31 dicembre 2014. Not Ist Super Sanità 2016;29(2):3-39. (Scarica il PDF, 2,6 KB)

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