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Inquinamento e morti premature a Roma

Pubblicato giovedì 22 dicembre 2016

Più di mille morti premature nel 2015 e almeno 12mila negli ultimi dieci anni: questi gli effetti più rilevanti dell’inquinamento atmosferico sulla popolazione romana.

Sono i dati contenuti nel rapporto che il Dipartimento di Epidemiologia del servizio sanitario del Lazio (Dep) ha consegnato a Regione e Comune.

“Roma, insieme alle altre grandi città italiane, da molti anni è costretta a considerare i problemi legati all’inquinamento atmosferico a causa di diverse fonti emissive. Questo rapporto esamina i trend storici (1998-2015) della concentrazione dei principali inquinanti come registrati dalle centraline di monitoraggio e stima il contributo dell’inquinamento alla mortalità tra i residenti.”, spiega Carla Ancona, una delle autrici.

L’inquinamento a Roma
Roma è la più grande realtà urbana in Italia con un a popolazione che dai 2.545.860 residenti censiti nel 2001 è arrivata ai 2.864.731 a fine 2015. Insieme ad altre grandi città italiane, da molti anni è costretta a considerare i problemi legati all’inquinamento atmosferico legato a varie fonti emissive: l’aumento delle concentrazioni di inquinanti, in particolare il materiale particolato (PM), è legato principalmente alle emissioni dei veicoli circolanti e, durante i mesi invernali, agli impianti di riscaldamento. È invece più contenuto è il contributo delle emissioni industriali.

I principali dati del rapporto “L’impatto sulla salute dell’inquinamento atmosferico a Roma, 2006-2015
Sono stati esaminati i trend storici, dal 1998, della concentrazione dei principali inquinanti come registrati nelle principali centraline di monitoraggio e si è stimato il contributo dell’inquinamento alla mortalità per cause naturali nella città.

Durante il periodo in studio (1998-2015) si è osservato un decremento delle concentrazioni medie annue per tutti gli inquinanti considerati, in particolare del 33% per il PM10 e del 25% per l’NO2 (1998-2015). Il PM 2.5 è diminuito del 26% dal 2006 al 2015 raggiungendo una concentrazione appena poco inferiore ai 20 μg/m3, ma comunque superiore al valore guida raccomandato dalla Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). La concentrazione di NO2, malgrado il declino progressivo, rimane tuttavia ben al di sopra del valore di legge prescritto dalla legislazione Europea e nazionale e anche raccomandato dall’OMS (40 μg/m3).

L’impatto sanitario
L’impatto sanitario stimato è relativo alla mortalità per cause naturali e la stima è stata effettuata per il decennio 2006-2015. Malgrado l’impatto sia diminuito negli anni, nel 2015 si sono stimati circa 1000 decessi prematuri attribuibili all’inquinamento da PM 2.5

Per il decennio 2006-2015 l’inquinamento atmosferico della città è stato responsabile di circa 12.000 decessi prematuri. I dati, pur in presenza di un a lenta diminuzione delle concentrazioni, sottolineano la rilevanza sanitaria dell’esposizione ambientale a inquinanti.

“Pur in presenza di una lenta diminuzione delle concentrazioni”, conclude Carla Ancona, “i risultati sollecitano l’adozione di interventi strutturali radicali per la riduzione delle emissioni, in particolare dei veicoli diesel, e la conseguente riduzione della esposizione della popolazione e degli effetti sanitari.”

Fonte:
Renzi M, Stafoggia M, Faustini A, Cesaroni G, Ancona C, Forastiere F, Davoli M. L’impatto sulla salute dell’inquinamento atmosferico a Roma, 2006-2015. Dicembre 2016. Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitari o Regionale del Lazio

Visita il sito “Romariasalute”.
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