BAL Lazio

Invito alla lettura

Invito alla lettura – 24 settembre 2014

Pubblicato venerdì 19 settembre 2014

La BAL è una biblioteca medica virtuale, ma le sue origini sono di carta: è stato infatti dopo la liquidazione dell’Agenzia di Sanità Pubblica della Regione Lazio, e la chiusura al pubblico della biblioteca Antonio Filocamo, che è nata l’idea di sviluppare una biblioteca virtuale per tutta la Regione, affidandone il compito al Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale in collaborazione con l’area formazione della Regione Lazio.

Che ne è stato del posseduto cartaceo, raccolto fino al 2012? è stato spostato presso la biblioteca scientifica dell’INMI Spallanzani ed è formato da:

  • Circa 3500 pubblicazioni a carattere monografico, tra cui pubblicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, dell’Istituto Superiore di Sanità e dell’Istat; lo schema di classificazione adottato è quello della National Library of Medicine di Bethesda.
  • Periodici italiani e internazionali a carattere scientifico: circa 350 titoli scelti tra i più autorevoli nel campo biomedico.
  • Bollettino Ufficiale della Regione Lazio dal 1994 al 2012.

La biblioteca è attualmente chiusa al pubblico ma il suo personale è disponibile per qualsiasi richiesta di documenti in suo possesso. Le richieste possono essere inoltrate all’indirizzo seguente: bibliotecaalessandroliberati@deplazio.it. Il catalogo è disponibile su ACNP (Archivio Collettivo Nazionale dei Periodici). Per la ricerca delle monografie potete consultare il sito SBN.

La disponibilità dell’archivio cartaceo è una delle iniziative regionali per assistere il personale sanitario nella ricerca bibliografica. L’accesso alle fonti e la capacità di utilizzarle possono avere effetti molto positivi sull’assistenza: lo dimostra per esempio una recente ricerca pubblicata sulla rivista Evidence-Based Medicine da un gruppo di lavoro italo-svizzero. Cosa succede, si sono chiesti i ricercatori, se si ha il sostegno di una ricerca bibliografica ben fatta per rispondere ai quesiti clinici? Quali le ricadute sull’assistenza? Sono stati formulati quesiti clinici relativi a 201 pazienti, di cui 101 facevano parte del gruppo di intervento e 100 del gruppo di controllo: per il gruppo di intervento un medico specializzato in sanità pubblica ha cercato le risposte sulle principali banche dati bibliografiche riformulando i quesiti secondo il modello PICO e le ha inviate ai medici. Il risultato? Una diminuzione dei trasferimenti nelle unità di terapia intensiva per il gruppo di intervento (4%) rispetto al gruppo di controllo (13%) e delle riospedalizzazioni a 30 giorni (5.9% vs 14%).

Avere a disposizione le fonti più aggiornate è fondamentale, ma anche gli archivi hanno molto da raccontare: il BMJ ha dedicato una serie di video a luminari del passato e ad articoli che hanno fatto epoca, sfruttando il suo archivio online con tutti i fascicoli pubblicati fin dal 1840. Nel 2009 la testata britannica lanciò un concorso per premiare l’uso più interessante dell’archivio, vinto da Tom Jefferson ed Eliana Ferroni con un articolo sui contributi pubblicati sul BMJ sull’influenza spagnola, con osservazioni utili anche per il presente (doi:10.1136/bmj.b5313).

Anche il New England Journal of Medicine, per celebrare nel 2012 i suoi due secoli di storia, ha messo online una sezione speciale con articoli storici e video.

Che siano virtuali o di carta, le biblioteche, mediche, nel nostro caso, sono strumenti di lavoro, aggiornamento, informazione, fonti di risposte ai nostri quesiti clinici: e sono tanto più vive quanto più continueremo a interrogarle.

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