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Revisioni sistematiche a rischio di bias? Ora c’è ROBIS

Pubblicato mercoledì 4 luglio 2018

Le revisioni sistematiche rappresentano probabilmente la fonte di prove più affidabile riguardo a un intervento medico, a un test, a un marker, ecc. Anche le linee guida cliniche di alta qualità metodologica, ad esempio, fanno spesso uso di revisioni sistematiche per orientare i decisori nelle scelte sui percorsi assistenziali, sulle decisioni di coverage, sulle terapie e così via. Ma nelle revisioni sistematiche possono verificarsi distorsioni, in qualsiasi fase del loro processo di sviluppo, e chi ne fa uso deve necessariamente esserne al corrente prima di interpretare i risultati e le conclusioni di una revisione.

Negli ultimi anni gli autori di revisioni hanno lavorato soprattutto sullo sviluppo di metodi per migliorare la qualità metodologica delle revisioni e delle metanalisi e soprattutto per la prevenzione dei potenziali bias.

Tra i diversi sistemi sviluppati, AMSTAR è forse quello più utilizzato, ma si tratta invariabilmente di strumenti adatti alla valutazione critica globale delle revisioni; non ne esistono invece per valutare i rischi di bias nelle revisioni sistematiche.

Lo strumento ROBIS è stato sviluppato, utilizzando una metodologia rigorosa, proprio per colmare questa lacuna.  Al momento la valutazione per mezzo di ROBIS si riferisce a revisioni che riguardano quattro  ambiti dell’assistenza sanitaria: l’effetto degli interventi, la diagnosi, la prognosi e l’eziologia.

Il processo di valutazione prevede tre fasi:

  1. Nella fase 1 (opzionale) viene valutata la rilevanza del quesito di ricerca.
  2. La fase 2 prevede la valutazione di quattro domini che identificano i momenti del processo in cui possono essere introdotti bias: criteri di eleggibilità degli studi, identificazione e selezione degli studi, raccolta dei dati e valutazione degli studi, sintesi e risultati.
  3. Infine, la fase 3 consiste nella valutazione del rischio complessivo di bias nell’interpretazione dei risultati e se l’interpretazione ha tenuto conto degli eventuali limiti identificati in uno dei domini considerati nella fase 2.

Ogni dominio ha diverse domande chiave che aiutano il lettore alla formulazione del giudizio.  Ad ogni domanda chiave si può rispondere con “Sì”, “Probabilmente sì”, “No”, “Probabilmente no” o “Nessuna informazione”, mentre il giudizio globale finale può essere “Alto”, “Basso” or “Non chiaro”.

L’approccio di ROBIS è in linea con i metodi più recenti utilizzati per sviluppare strumenti di valutazione dei rischi di bias, e promette di migliorare il processo di valutazione nelle overview e nelle linee guida. Uno studio recente pubblicato sul Journal of Clinical Epidemiology ha valutato in particolare l’affidabilità inter-rater (IRR) di AMSTAR e ROBIS nel giudicare i domini individuali e la qualità/rischio metodologico generale di bias delle revisioni sistematiche, la validità concomitante degli strumenti e il tempo necessario per applicarli. Dai risultati emerge che AMSTAR e ROBIS hanno IRR sovrapponibili anche se sono evidentemente diversi nella costruzione e nell’applicabilità.

Sul sito della Biblioteca Alessandro Liberati è possibile consultare la versione tradotta in italiano di ROBIS. Qui invece trovi la versione originale dello strumento.

Fonti
Banzi R et al. Quality assessment versus risk of bias in systematic reviews: AMSTAR and ROBIS had similar reliability but differed in their construct and applicability. J Clin Epidemiol 2018;99:24-32.
Whiting P et al. ROBIS: A new tool to assess risk of bias in systematic reviews was developed. J Clin Epidemiol 2016;69:225-34.

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