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Ridurre il consumo di carne fa bene alla salute e all’ambiente

Pubblicato mercoledì 6 settembre 2017

Il consumo di carne rossa è stato associato a rischi per la salute e la produzione intensiva di bovini è una delle principali fonti di emissione di gas serra dal settore agricolo. Uno studio del Dipartimento di epidemiologia del Servizio sanitario regionale, Regione Lazio (DEP) pubblicato su PLoS One tenta per la prima volta di quantificare quali sarebbero i benefici per la salute (in termini di riduzione della mortalità) e per l’ambiente (in termini di riduzione delle emissioni di gas serra e quindi di mitigazione dei cambiamenti climatici) legati a una riduzione del consumo di carne rossa e lavorata in Italia.

I consumi in Italia. In Italia il consumo di carne è triplicato negli ultimi 50 anni. Per questo studio sono stati considerati gli ultimi dati disponibili dell’Indagine nazionale sui consumi alimentari in Italia a cura dell’INRAN-SCAI che indicano una media di 406 gr/settimana per la carne di manzo e di 245 gr/settimana per le carni lavorate.

 Quali sarebbero i vantaggi per la salute riducendo il consumo ai livelli raccomandati dal modello della piramide mediterranea? Ipotizzando un consumo di 150 grammi di carne di manzo a settimana, lo studio stima una riduzione della mortalità per tumore al colon-retto compresa tre l’1,2% e il 6%, e una riduzione della mortalità per cause cardiovascolari tra l’1,2% e il 5,2%. Riducendo a 50 gr a settimana il consumo di carni lavorate si otterrebbe una riduzione tra il 3,0% e il 7,2% delle morti per tumore del colon retto e tra il 2,7% ed il 9,3% per malattie cardiovascolari.

Uno scenario di consumo di carni rosse secondo i livelli raccomandati determinerebbe inoltre, nelle generazioni future, un aumento medio della speranza di vita alla nascita di 7 mesi.

La riduzione del consumo di carne avrebbe anche un considerevole impatto sulle emissioni di gas serra. Globalmente si stima che il settore agricolo contribuisce per circa un quinto al totale delle emissioni di CO2, di cui circa l’80% sarebbe attribuibile all’allevamento di bestiame, in particolare di bovini. Secondo lo scenario ipotizzato nello studio le emissioni si ridurrebbero di 8000–14000 Gg CO2 eq, con una diminuzione pro capite di 263 KgCO2eq. Tali valori sono in linea con gli obiettivi di riduzione delle GHG dell’Unione Europea che prevedono una riduzione del 40% delle emissioni interne entro il 2030 e dell’80% entro il 2050.

Differenze regionali e di genere. Mentre il consumo di carne lavorata è uniforme in tutta l’Italia, quello di carne di manzo è superiore nelle regioni del Nord-Ovest. Inoltre, in tutte le aree geografiche si registra, tra le donne, una minore percentuale di consumatrici abituali, con un consumo inferiore rispetto agli uomini. Lo studio pubblicato su PLoS One evidenzia come le differenze geografiche e di genere dei consumi si riflettono in potenziali benefici più elevati per gli uomini e per le popolazioni del nord-ovest.

Piccoli cambiamenti, grandi risultati
 “Questo studio fornisce, per la prima volta in Italia, evidenze dei benefici per la salute e per l’ambiente legati ad una riduzione nel consumo di carne rossa verso l’obiettivo fissato dalla dieta mediterranea di 150 gr a settimana pro-capite”, sottolineano le autrici e aggiungono: “Andrebbero migliorate le strategie per motivare la popolazione ad introdurre cambiamenti nella loro dieta, tenendo conto delle differenze di consumi a livello locale. È inoltre necessario migliorare la consapevolezza della popolazione generale sui temi ambientali”. E concludono: “Ora e in futuro la sanità pubblica deve avere un ruolo importante nello stabilire priorità nell’uso delle risorse e nella protezione dei gruppi più vulnerabili, che sono i più colpiti da stili di vita poco sani e dall’ingiustizia ambientale”.

Fonti
Farchi S, De Sario M, Lapucci E, Davoli M, Michelozzi P. Meat consumption reduction in Italian regions: Health co-benefits and decreases in GHG emissions. PLoS ONE Published: August 15, 2017 https://doi.org/10.1371/journal.pone.0182960
Bach-Faig A, Berry EM, Lairon D, Reguant J, Trichopoulou A, Dernini S, et al. Mediterranean Diet Foundation Expert Group. Mediterranean diet pyramid today. Science and cultural updates. Public Health Nutr. 2011;14: 2274–2284. pmid:22166184

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