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Scompenso cardiaco: attenzione ai FANS

Pubblicato mercoledì 5 ottobre 2016

Alcuni FANS aumenterebbero il rischio di ricovero per scompenso cardiaco, secondo uno studio pubblicato sul BMJ, coordinato dall’Università di Milano-Bicocca, nell’ambito del Safety of Non-Steroidal Anti-Inflammatory Project, un progetto internazionale finanziato dalla Commissione Europea.

 Diversi studi randomizzati controllati hanno mostrato un’associazione tra l’uso di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) e un aumento del rischio di scompenso cardiaco. Non si sa bene, tuttavia, quali siano i rischi e la relazione dose-risposta associati ai singoli FANS.

 Per indagare sulla sicurezza cardiovascolare dei FANS e stimare il rischio di ricoveri ospedalieri per scompenso cardiaco legato a singoli FANS, sono state analizzate le banche dati di quattro paesi europei (Paesi Bassi, Italia, Germania e Regno Unito). Per l’Italia sono state utilizzate due banche dati della Lombardia, il Sistema Informativo Sanitario Regionale (SISR) e l’Osservatorio Interaziendale per la Farmacoepidemiologia e la Farmacoeconomia (OSSIFF), che coprono una popolazione di circa 10 milioni di persone.

Partecipanti allo studio. Dalle banche dati è stata selezionata una coorte di persone che aveva avuto almeno una prescrizione di FANS durante il periodo 2000-2010. Da questa coorte sono stati identificati i casi, cioè persone che avevano avuto uno ospedalizzazione per scompenso cardiaco (n = 92.163), e confrontati con i controlli (n = 8.246.403): è stata analizzata l’associazione tra il rischio di ricovero ospedaliero per scompenso cardiaco e l’uso di 23 FANS tradizionali e 4 inibitori selettivi dell’enzima ciclo-ossigenasi 2 (COX-2).

I principali risultati. L’uso di qualsiasi FANS nei 14 giorni precedenti era associato a un aumento del 19% di ricovero ospedaliero per scompenso cardiaco (adjusted odds ratio 1.19; 95% CI 1.17 to 1.22). Il rischio di ricovero aumenterebbe in relazione a sette FANS tradizionali (diclofenac, ibuprofene, indometacina, ketorolac, naprossene, nimesulide, piroxicam) e due inibitori selettivi della COX-2 (etoricoxib e rofecoxib). Il rischio di scompenso cardiaco raddoppiava con diclofenac, etoricoxib, indometacina, piroxicam, e rofecoxib a dosaggi molto alti. Anche dosaggi medi di indometacina e etoricoxib sarebbero associati a un aumento del rischio. Mentre non ci sarebbero evidenze di un aumento del rischio di ricoveri per scompenso cardiaco associato all’uso di celecoxib alle dosi comunemente somministrate.

“Dato l’uso diffuso dei FANS, anche un piccolo aumento del rischio cardiovascolare desta preoccupazione, a livello di salute pubblica”, fanno notare i cardiologi danesi Gunnar H Gislason e Christian Torp-Pedersen commentando la ricerca. E aggiungono: “Sia l’ European Medicines Agency sia la Food and Drug Administration statunitense hanno pubblicato documenti in cui si avverte sui potenziali effetti pericolosi dei FANS, in particolare del diclofenac. Le stesse preoccupazioni sono state espresse da un recente position paper dell’European Society of Cardiology, dove si sconsiglia l’uso del diclofenac. Tuttavia i FANS sono ancora ampiamente disponibili senza ricetta e senza che siano previsti pareri professionali sul loro uso e sui potenziali effetti avversi. Questo stato di cose”, concludono, “alimenta la comune errata convinzione che i FANS siano farmaci innocui e sicuri per tutti”.

”L’importanza dello studio – sottolinea Giovanni Corrao, coordinatore dello studio e professore di Statistica medica dell’Università di Milano-Bicocca – è che risultati simili sono stati verificati in tutta Europa e dunque questi rischi non dipendono dalle abitudini prescrittive o da comportamenti esterni, ma sono direttamente riferibili ai farmaci!”.

Fonti:
Arfè A, Scotti L, Varas-Lorenzo C, et al. Non-steroidal anti-inflammatory drugs and risk of heart failure in four European countries: nested case-control study. BMJ 2016;354:i4857.
Gislason GH, Torp-Pedersen C.  NSAIDs and the failing heart. BMJ 2016;354:i5163
European Medicine Agency. New safety advice for diclofenac—new measures aim to minimise cardiovascular risks, 2013.
FDA Drug Safety Communication. FDA strengthens warning that non-aspirin nonsteroidal anti-inflammatory drugs (NSAIDs) can cause heart attacks or strokes. 2015.
Antman EM, Bennett JS, Daugherty A, et al. American Heart Association. Use of nonsteroidal antiinflammatory drugs: an update for clinicians: a scientific statement from the American Heart Association. Circulation2007;115:1634-42. doi:10.1161/CIRCULATIONAHA.106.181424
Schmidt M, Lamberts M, Olsen AM, et al. Cardiovascular safety of non-aspirin non-steroidal anti-inflammatory drugs: review and position paper by the working group for Cardiovascular Pharmacotherapy of the European Society of Cardiology. Eur Heart J 2016;37:1015-23. doi:10.1093/eurheartj/ehv505 pmid:26984863.
Il comunicato stampa dell’Università di Milano-Bicocca: Scompenso cardiaco, il rischio aumenta con gli antinfiammatori, 29 settembre 2016.

Per approfondire
Page RL et al. Drugs that may cause or exacerbate heart failure. A scientific statement from the American Heart Association. Published: August 9, 2016  DOI http://dx.doi.org/10.1161/CIR.0000000000000426

 

 

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