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Scompenso cardiaco: le novità del NICE

Pubblicato lunedì 1 ottobre 2018

L’invecchiamento della popolazione e il miglioramento nella sopravvivenza delle malattie croniche che provocano lo scompenso cardiaco sono alla base del costante aumento della sua prevalenza: una patologia che interessa oggi oltre 15 milioni di cittadini europei, di cui circa 600.000 italiani.

Le raccomandazioni NICE si basano su revisioni sistematiche delle migliori prove disponibili e sulla considerazione esplicita del rapporto costo/efficacia. Quando sono disponibili prove minime, le raccomandazioni attingono alle opinioni degli esperti che forniscono informazioni su ciò che costituisce una buona pratica.

L’ultimo aggiornamento NICE sull’insufficienza cardiaca cronica risaliva al 2010. Da allora inevitabilmente sono emerse ulteriori prove e pubblicate nuove ricerche. Le novità principali riguardano gli antagonisti dei recettori mineralcorticoidi (MRA), il processo diagnostico e alcuni aspetti salienti della cura, dal monitoraggio alla riabilitazione, alla composizione del team multidisciplinare.

Proviamo a riassumere i punti salienti delle nuove linee guida NICE:

  • Le persone con sospetto scompenso cardiaco e peptide natriuretico N-terminale pro-tipo B (NT-proBNP) superiore a 2000 ng/l, vanno inviate con urgenza alla vautazione specialistica e all’ecografia toracica entro 2 settimane.
  • Le persone con sospetto scompenso cardiaco e NT-proBNP con valori compresi tra 400 ng/l e 2000 ng/l vanno inviate alla valutazione specialistica e all’ecocardiografia transtoracica entro 6 settimane.
  • Effettuare una ecocardiografia transtoracica per escludere patologie valvolari, valutare la funzione sistolica e diastolica del ventricolo sinistro, e individuare shunt intracardiaci.
  • Ace-inibitori e betabloccanti rappresentano il trattamento di prima linea per lo scompenso cardiaco con ridotta frazione di eiezione. Nel caso in cui i sintomi persistano, si può aggiungere un antagonista del recettore dei mineralcorticoidi (MRA).
  • Alle persone con scompenso cardiaco stabile va offerta una terapia riabilitativa cardiaca basata sull’esercizio fisico che risponda alle loro esigenze.
  • Se la malattia è stabile, la gestione passa alle cure primarie con la consulenza dei team specialistici per lo scompenso cardiaco.
  • La limitazione del consumo di sodio o di liquidi in linea di massima non è utile.
  • In tema di gestione dell’assistenza il NICE pone più enfasi sul lavoro multidisciplinare, le decisioni condivise, la pianificazione, gli interventi sullo stile di vita, le co-morbilità e le cure di fine vita.

 

Fonte
National Institute for Health and Care Excellence. Chronic heart failure in adults: diagnosis and management (NICE guideline NG106) 2018.

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