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Screening per i tumori: una questione di intensità, valore, costi e rischi

Pubblicato mercoledì 27 maggio 2015

L’American College of Physicians (ACP) ha pubblicato una serie di articoli sulle strategie per lo screening dei tumori della mammella, della prostata, della cervice uterina, del colon-retto e delle ovaie, focalizzandosi sul concetto di “intensità” dello screening e invitando i clinici e i decisori a utilizzare la lente del “valore” dello screening.

In generale, l’ACP definisce “strategie di screening ad alta intensità” quelle che valutano popolazioni più ampie, con maggior frequenza o con test più sensibili, mentre le le strategie di screening “d’alto valore” sono quelle che “forniscono un livello di benefici che giustifica chiaramente i rischi e i costi collegati”. Per potersi definire di “alto valore”, una strategia deve anche portare a esiti migliori, come per esempio ridurre le morti per cancro. Per alcuni pazienti, una diagnosi precoce non significa necessariamente vivere di più o evitare la morte per cancro.

Le strategie di “basso valore” sono quelle che comportano benefici sproporzionatamente esigui in relazione ai rischi e ai costi. Uno screening di basso valore può essere il risultato sia di strategie con un’intensità troppo bassa, sia di strategie con un’intensità troppo elevata.

Come individuare la giusta “intensità” di screening? “Bisogna trovare un livello medio di intensità che equilibri al meglio i benefici, da una parte, i rischi e i costi dall’altra.”

La task force per la “high value care” propone un cambio di prospettiva: “anziché partire dal presupposto che ogni screening sia espressione di un’assistenza di elevato valore, i clinici dovrebbero avviare una discussione con la consapevolezza che ci sono sempre compromessi tra benefici, rischi e costi, e che alcuni pazienti potrebbero ragionevolmente decidere uno screening meno intenso”.

Da sottolineare che “valore” e “costo” non sono la stessa cosa: nella sintesi per i pazienti si evidenzia che “una strategia con un alto costo può essere di alto valore perché fornisce grandi benefici e comporta pochi rischi. Alcune strategie a basso costo sono di valore inferiore perché non forniscono benefici sufficienti e possono perfino essere dannose”.

Sempre sugli Annals of Internal Medicine sono stati pubblicati altri due articoli, con gli stessi argomenti, riformulati per i pazienti: una loro lettura potrebbe essere utile per una esposizione il più semplice possibile di una materia molto complessa e un aiuto per medico e paziente a valutare quale sia la giusta intensità, caso per caso.

Rimandiamo al testo completo degli articoli, tutti open, per le indicazioni specifiche relative agli screening per i tumori della mammella, della prostata, della cervice uterina, del colon-retto e delle ovaie, tutte pensate per persone con un rischio nella media (senza familiarità o precedenti risultati di test di screening fuori dalla norma) e senza sintomi.

Fonti:
Harris RP, Wilt TJ, Qaseem A, High Value Care Task Force of the American College of Physicians. A Value Framework for Cancer Screening: Advice for High-Value Care From the American College of Physicians. Ann Intern Med 2015;162(10):712-717. doi:10.7326/M14-2327
Wilt TJ, Harris RP, Qaseem A, High Value Care Task Force of the American College of Physicians. Screening for Cancer: Advice for High-Value Care From the American College of Physicians. Ann Intern Med 2015;162(10):718-725. doi:10.7326/M14-2326

Sintesi per i pazienti:
A Value Framework for Cancer Screening. Ann Intern Med 2015;162(10):I-14. doi:10.7326/P15-9023
Screening for Cancer. Ann Intern Med 2015;162(10):I-25-I-26. doi:10.7326/P15-9020

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