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Trattare o no con levotiroxina l’ipotiroidismo subclinico?

Pubblicato mercoledì 17 maggio 2017

Uno studio europeo pubblicato sul New Engalnd Journal of Medicine cerca di fare chiarezza.

Il trattamento farmacologico con levotiroxina in caso di ipotiroidismo subclinico, caratterizzato da un’elevata concentrazione sierica di TSH in presenza di normali valori di FT3 e FT4, è controverso. È stato condotto un trial randomizzato in doppio cieco controllato con placebo su una popolazione di 737 soggetti adulti di età pari superiore a 65 anni con ipotiroidismo subclinico persistente (TSH da 4.60 a 19.99 mIU/l; livelli di tiroxina libera nel range di riferimento). L’età media dei soggetti arruolati era di 74.4 anni e 396 (53.7%) erano di sesso femminile.

368 soggetti hanno ricevuto levotiroxina (a una dose iniziale di 50 μg al giorno, o 25 μg se il peso corporeo era inferiore a 50 kg o in presenza di cardiopatia ischemica), calibrando la dose sulla base dei livelli di TSH. 369 hanno ricevuto placebo. Il livello medio di TSH (±SD) era di 6.40±2.01 mIU/l al basale. A 1 anno il livello era sceso a 5.48 mIU/l nel gruppo placebo e a 3.63 mIU/l nel gruppo trattato (P<0.001), con una dose media di 50 μg di levotiroxina.

Ma quali sono stati i benefici clinici del trattamento? Quali gli effetti sul principale sintomo dell’ipotiroidismo conclamato, cioè la stanchezza?

Per fare luce su questo aspetto, è stato distribuito ai soggetti arruolati un questionario sulla qualità di vita in relazione alla funzione tiroidea e sono stati analizzati i punteggi relativi ai sintomi e alla stanchezza: la scala aveva un range da 0 a 100, e i punteggi più elevati indicavano sintomi o stanchezza più intensi (la differenza minima nei punteggi, clinicamente significativa, era di 9 punti). A 1 anno non è stata rilevata alcuna differenza tra il gruppo trattato con levotiroxina e quello trattato con placebo. In particolare, per quanto riguarda i sintomi, i punteggi sono stati 0.2±15.3 nel gruppo placebo e 0.2±14.4 in quello levotiroxina (differenza tra medie MD= 0.0; IC 95% da −2.0 a 2.1). Per quanto riguarda la stanchezza i punteggi sono stati rispettivamente 3.2±17.7 e 3.8±18.4 (MD= 0.4; IC 95%, −2.1 to 2.9).

Da questo trial risulta dunque che il trattamento con levotiroxina non avrebbe effetti sui sintomi legati all’ipotiroidismo, in particolare sulla stanchezza. “Tale risultato era confermato sia negli uomini, sia nelle donne, a prescindere dai livelli di TSH al basale”, scrivono gli autori del TRUST Study Group. Va aggiunto che, già in fase di reclutamento, 3 soggetti su 5 che inizialmente avevano livelli elevati di TSH sono stati esclusi dallo studio in quanto i valori erano tornati spontaneamente nella norma: tali dati sono coerenti con quelli di numerosi altri studi che hanno mostrato un’alta proporzione di partecipanti con livelli elevati di TSH che hanno avuto un ritorno a uno stato di eutirodismo biochimico nel corso del follow-up.

“Questo studio indica che il trattamento con levotiroxina nelle persone anziane con ipotiroidismo subclinico non ha comportato benefici sintomatici” concludono gli autori.

Un nuovo caso di sovratrattamento?
Il farmacologo canadese Scott Gavura, sul blog Science-based Medicine commenta la ricerca e osserva che “il sovratrattamento è un tema importante in medicina, ed è essenziale che ogni terapia sia avviata con un obiettivo specifico. Questo trial ha dimostrato chiaramente che trattare persone anziane con ipotiroidismo subclinico non comporta benefici significativi o manifesti per i soggetti. Di conseguenza, fornisce delle buone evidenze per guidare i dialoghi medico-pazienti e le loro decisioni nella valutazione sulla necessità di un trattamento farmacologico per la tiroide”.

Fonti:
Stott DJ, Rodondi N, Kearney PM, et al. Thyroid Hormone Therapy for Older Adults with Subclinical Hypothyroidism. N Engl J Med. 2017 Apr 3. doi: 10.1056/NEJMoa1603825. (Original) PMID: 28402245

Per approfondire
Javed Z, Sathyapalan T. Levothyroxine treatment of mild subclinical hypothyroidism: a review of potential risks and benefits. Ther Adv Endocrinol Metab 2016;7:12-23

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