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Troppa medicina? Bisogna saper scegliere

Pubblicato mercoledì 1 aprile 2015

Choosing Wisely per l’American Board of Internal Medicine, Too much medicine per il BMJ, Less is more per il JAMA Internal Medicine, infine l’Italia con Slow Medicine e il progetto  Fare di più non significa fare meglio. Tante le iniziative che cercano di conciliare appropriatezza, uso adeguato delle risorse, dialogo con il paziente. Le parole chiave: sovradiagnosi, sovratrattamento, sovrautilizzo, medicalizzazione, disease mongering (commercio di malattie).

Il BMJ ha dedicato proprio alla sovradiagnosi una serie di articoli (Digital theme issue: Overdiagnosis, marzo 2015): “Anche se si è d’accordo sul fatto che troppa medicina è un problema reale e provoca danni, rimangono molte incertezze su come e dove tracciare i confini tra ciò che è appropriato e ciò che non lo è, in ogni caso singolo (…). Oltre a essere contro la troppa medicina, bisogna cercare di individuare alternative basate sulle prove”, si legge nell’editoriale che presenta il numero speciale BMJ. Secondo Stacey Carter (Università di Sydney) e collaboratori, la sfida della sovradiagnosi inizia dalla sua corretta definizione: per fare chiarezza Carter ha inserito nel suo articolo una tabella con parole chiave nell’ambito della “troppa medicina”, con definizioni ed esempi… Sempre sul BMJ una analisi valuta rischi e benefici dei programmi di screening dell’aneurisma dell’aorta addominale offerti in Svezia, Regno Unito e Stati Uniti, mentre Alexandra Barratt (Università di Sydney) cerca di fare un bilancio di 45 anni di screening per il tumore al seno. Qual è il giusto rapporto tra rischi e benefici? Dipende, e l’ultima parola dovrebbe essere del paziente, che però va informato. Ann Van den Bruel (università di Oxford) e colleghi hanno condotto un’indagine online su un campione rappresentativo della popolazione britannica su rischi e benefici dello screening per i tumori del colon, della mammella e della prostata e presentando diversi scenari relativi ai rischi di sovradiagnosi. Si è osservata una ampia varietà di risposte: da persone che non tollererebbero in nessun caso la sovradiagnosi, a quelle che sono disposte a correre i rischi legati al trattamento, e non quelli legati al tumore stesso. Sono tutti dati che più che fornire risposte, evidenziano la difficoltà di fare la cosa più giusta e la complessità dei temi trattati: la consapevolezza è un primo imprescindibile passo.

Fonti:

BMJ: Digital theme issue: Overdiagnosis (marzo 2015)
Godlee F. Too much medicine. BMJ 2015; 350:h1217.
Carter SM, Rogers W, Heath I, Degeling C,Doust J, Barratt A. The challenge of overdiagnosis begins with its definition. BMJ 2015;350:h869.
Johansson M, Hansson A, Brodersen J. Estimating overdiagnosis in screening for abdominal aortic aneurysm: could a change in smoking habits and lowered aortic diameter tip the balance of screening towards harm? BMJ 2015;350:h825.
Barratt A. Overdiagnosis in mammography screening: a 45 year journey from shadowy idea to acknowledged reality. BMJ 2015;350:h867.
Van den Bruel A, Jones C, Yang Y, Oke J, Hewitson P. People’s willingness to accept overdetection in cancer screening: population survey. BMJ 2015;350:h980.

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