BAL Lazio

Aree tematiche

Pacchetti di sigarette no logo: una nuova arma contro il fumo?

Pubblicato martedì 9 maggio 2017

Dopo i nuovi divieti introdotti nel 2016, l’ultima arma, in ordine di tempo, per contrastare l’abitudine al fumo potrebbe consistere nel divieto di vendita di pacchetti con il logo dell’azienda produttrice. In Australia fin dal 2012 i pacchetti di sigarette non possono riportare il logo, devono avere un colore standard e il nome della marca ha carattere, dimensione e colore prestabiliti. Lo stesso provvedimento sarà in vigore da quest’anno (2017) anche in Francia, Regno Unito e Irlanda.

È stata l’Organizzazione Mondiale della Sanità a raccomandare, nel 2008, l’adozione di pacchetti neutri con gli articoli 11 e 13 delle linee guida della Framework Convention on Tobacco Control (FCTC) sulla base di studi che hanno esaminato l’impatto del cambiamento delle confezioni sugli atteggiamenti, le convinzioni e i comportamenti di chi fuma.

Per valutare l’effetto dell’introduzione dei cosiddetti “pacchetti neutri” sull’uso, la riduzione e la cessazione del fumo è stata condotta una revisione Cochrane. Tra i lavori presi in esame segnaliamo:

  • uno studio osservazionale che ha valutato i dati relativi a 700.000 persone, dal quale è risultata una diminuzione dello 0,5% della prevalenza del fumo. (Diethelm, 2015)
  • uno studio su fumatori e fumatrici adulti (5441 partecipanti) che ha evidenziato che i tentativi di smettere aumentavano dal 20,2% prima dell’introduzione dei nuovi pacchetti al 26,6% dopo 1 anno. Durkin, 2015)  Uno  studio sulle chiamate ai telefoni verdi contro il fumo fornisce una conferma indiretta di tale risultato, con un aumento del 78% dopo l’introduzione dei nuovi pacchetti. (Young, 2014

Sembra inoltre che, con i pacchetti neutri, lo sguardo sia più attirato dalle avvertenze sanitarie, rispetto a quanto avviene con quelli con il logo dell’azienda (Hughes 2016). Secondo altri studi, il tabacco di pacchetti neutri era percepito come meno gradevole e di qualità inferiore, rispetto a quello proveniente da pacchetti con logo.

Secondo l’autrice principale della review, Ann McNeill del King’s College di Londra, “è difficile valutare l’impatto dei pacchetti neutri sui comportamenti legati al fumo; ma le evidenze disponibili, anche se ancora limitate, indicherebbero che questo provvedimento potrebbe ridurre la prevalenza del fumo. Tali risultati sono sostenuti dalle evidenze provenienti da molteplici studi, che hanno mostrato che la confezione neutra riduce il fascino esercitato dai pacchetti, in linea con gli obiettivi stabiliti dagli organismi regolatori”. La coautrice, Jamie Hartmann-Boyce, del Cochrane Tobacco Addiction Group di Oxford, UK, aggiunge: “Le nostre evidenze suggeriscono che i pacchetti neutri possono cambiare gli atteggiamenti e le convinzioni sul fumo, ridurre la prevalenza e aumentare i tentativi di smettere. Non abbiamo trovato studi che ci dicano se il cambiamento dei pacchetti influisca sul numero di giovani che iniziano a fumare, per cui abbiamo bisogno di ulteriori ricerche su tale argomento”.

Intanto, l’introduzione dei pacchetti neutri ha superato il cosiddetto “scream test”: “Tanto più l’industria protesta, tanto maggiore è l’impatto che avrà un provvedimento”, e in Australia l’industria ha “protestato”, anzi, “urlato” molto, attraverso gli organi di stampa, come raccontano Mike Daube e Simon Chapman sul Medical Journal of Australia. Segno che l’azione contro il tabagismo ha fatto un ulteriore, seppur piccolo, passo?

La situazione in Italia
Secondo un’indagine Doxa-ISS, in Italia ci sono 11,5 milioni di fumatori (22% della popolazione), di cui 6,9 milioni sono uomini (27,3%) e 4,6 milioni donne (17,2%). Sono invece 7,1 milioni (13,5%) le persone che hanno smesso di fumare (4,3 milioni di uomini e 2,8 milioni di donne). L’abitudine al fumo risulta più diffusa tra gli uomini e nella fascia di età 25-44 anni. Inoltre si stima che in Italia siano attribuibili al fumo di tabacco dalle 70 mila alle 83 mila morti l’anno. Oltre il 25% di questi decessi è compreso tra i 35 e i 65 anni di età e oltre un milione sono gli anni di vita in buona salute persi. Questi dati fanno del fumo di tabacco la principale causa prevenibile di mortalità anche nel nostro Paese, come nel resto del mondo occidentale.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità chiede ai singoli stati di dare priorità al “problema fumo” ed accelerare gli sforzi di controllo del fenomeno, in funzione dei termini stabiliti dalla Sustainable Development Agenda 2030 (Agenda per lo sviluppo sostenibile). In occasione della Giornata Mondiale Senza Tabacco (WNTD), 31 maggio, l’OMS mette in evidenza tutti quei rischi per la salute pubblica connessi con l’uso del tabacco, sostenendo al tempo stesso delle politiche globali per ridurne il consumo. Quest’anno l’argomento scelto dall’OMS è:”Tabacco – una minaccia per lo sviluppo”. Il 31 maggio 2017 si terrà presso l’Istituto Superiore di Sanità il convegno annuale dedicato alla Giornata Mondiale senza tabacco.

Fonti e approfondimenti
McNeill A, Gravely S, Hitchman SC, Bauld L, Hammond D, Hartmann-Boyce J. Tobacco packaging design for reducing tobacco use. Cochrane Database of Systematic Reviews 2017, Issue 4. Art. No: CD011244. DOI:10.1002/14651858.CD011244.
New evidence finds standardized cigarette packaging may reduce the number of people who smoke. (comunicato stampa del 27 aprile 2017)
Diethelm PA, Farley TM. Refuting tobacco-industry funded research: empirical data shows decline in smoking prevalence following introduction of plain packaging in Australia. Tobacco Prevention & Cessation 2015 November
Durkin S et al. Short-term changes in quitting-related cognitions and behaviours after the implementation of plain packaging with larger health warnings: findings from a national cohort study with Australian adult smokers. Tobacco Control 2015;24:II26-32.
Hughes N et al. Perceptions and impact of plain packaging of tobacco products in low and middle income countries, middle to upper income countries and low-income settings in high-income countries: a systematic review of the literature. BMJ Open 2016;6:e010391 doi:10.1136/bmjopen-2015-010391
Epicentro: Fumo: Aspetti epidemiologici in Italia | 9 giugno 2016.
Osservatorio Fumo, Alcol e Droga: World No Tobacco Day 2017

GBD 2015 Tobacco Collaborators. Smoking prevalence and attributable disease burden in 195 countries and territories, 1990–2015: a systematic analysis from the Global Burden of Disease Study 2015. DOI: http://dx.doi.org/10.1016/S0140-6736(17)30819-X. Published: 05 April 2017
Lancet: Daily smoking patterns for both sexes, all ages (infografica)

065D17 – XIX CONVEGNO NAZIONALE TABAGISMO E SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE | 31 maggio 2017
Scadenza iscrizione: 30 maggio 2017
Crediti ECM: non previsti
Contatti: Antonella Bacosi (osservatorio.fad@iss.it)
Telefono: 0649903653 Fax: 0649902016
Sede: Roma, Istituto Superiore di Sanità, Aula Pocchiari, Viale Regina Elena 299
Quota d’iscrizione: Gratuita
Programma http://www.iss.it/binary/cong/cong/Programma_31_MAGGIO_2017.pdf

Visita l’area della BAL dedicata alle dipendenze: http://bal.lazio.it/dipendenze/

Leggi le notizie BAL:
Fumo: i divieti funzionano?, 10 febbraio 2016.
Fumo: nuove norme e ultimi dati sul fumo in Italia, 9 giugno 2014

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Una finestra sull’open access

  • BMC Family Practice
  • BMC Medical Education
  • BMC Nursing
  • BMJ Open
  • PLOS Medicine

Reset della password

Per favore inserisci la tua email. Riceverai una nuova password via email.