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Antagonisti degli oppiacei per la dipendenza da alcol

Pubblicato lunedì 9 Gennaio 2017

Rösner S, Hackl-Herrwerth A, Leucht S, Vecchi S, Srisurapanont M, Soyka M. Opioid antagonists for alcohol dependence. Cochrane Database of Systematic Reviews 2010, Issue 12. Art. No.: CD001867. DOI: 10.1002/14651858.CD001867.pub3.

 Background
La dipendenza da alcol rappresenta uno dei principali rischi per la salute. Il successo dei programmi psicosociali mirati alla prevenzione delle ricadute è modesto e potrebbe essere migliorato con l’associazione di un trattamento farmacologico con antagonisti degli oppiacei quali il naltrexone e il nalmefene.

Obiettivi
Verificare l’efficacia e la tollerabilità del trattamento con antagonisti degli oppiacei per la dipendenza da alcol.

Strategia di ricerca
Sono state ricercate le seguenti banche dati elettroniche: Il registro specializzato del Gruppo Cochrane Droghe e Alcol (CDAG), PubMed, EMBASE e CINAHL fino a gennaio 2010. Per reperire ulteriori studi sono stati contattati i ricercatori del campo per ottenere informazioni su studi non pubblicati e le case farmaceutiche

Criteri di selezione degli studi
Tutti gli studi controllati randomizzati (RCT) che confrontavano l’efficacia del naltrexone o del nalmefene rispetto al placebo o a un altro principio farmacologico rispetto a esiti legati all’assunzione di alcol.

Raccolta e analisi dei dati
Due autori hanno estratto i dati in modo indipendente. La qualità degli studi è stata valutata da un autore e poi con un controllo incrociato da un secondo autore.

Risultati principali
Basandosi su un totale di 50 studi controllati randomizzati (RCT) che coinvolgevano un totale di 7793 pazienti, rispetto al placebo, il naltrexone riduce dell’83% il rischio di bere pesantemente: RR 0.83 (95% IC da 0.76 a 0.90) e diminuisce di circa il 4% il numero di giorni in cui si assume alcol: MD -3.89 (95% IC da -5.75 a -2.04). Si sono osservati degli effetti statisticamente significativi anche rispetto al numero di giorni in cui si beve pesantemente: MD – 3.25 (95% CI -5.51 to -0.99), alla quantità di alcol assunta: MD – 10.83 (95% IC da -19.69 a -1.97) e ai valori di gamma-glutamintransferasi: MD – 10.37 (95% IC da -18.99 a -1.75), mentre i risultati relativi al ritornare a bere (in qualsiasi quantità) non raggiungono la significatività statistica: RR 0.96 (95% IC da 0.92 a 1.00). Gli effetti collaterali associati all’assunzione di naltrexone erano principalmente problemi gastrointestinali (come ad esempio nausea RD 0.10; 95% IC da 0.07 a 0.13) ed effetti sedativi (come sonnolenza diurna RD 0.09; 95% IC da 0.05 a 0.14). I confronti relativi al naltrexone iniettabile e al nalmefene erano considerati solo in pochi studi, i cui risultati non erano mai statisticamente significativi. I risultati degli studi sponsorizzati dall’Industria non differivano significativamente dagli altri: RR 0.84 (95% IC da 0.77 a 0.91) e il test di regressione lineare non ha indicato rischi di publication bias (P = 0.765).

Conclusioni degli autori
Il naltrexone è sicuro ed efficace per trattare la dipendenza da alcol. Sebbene la grandezza dell’effetto sia modesta, questi risultati, a causa della natura recidivante del disturbo di dipendenza da alcol e delle limitate opzioni terapeutiche oggi disponibili, non vanno sottovalutati.

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