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Comunità terapeutiche per i disturbi da uso di sostanze

Pubblicato giovedì 2 Febbraio 2017

Smith LA, Gates S, Foxcroft D. Therapeutic communities for substance related disorder. Cochrane Database of Systematic Reviews 2006, Issue 1. Art.No.CD005338. DOI: 10.1002/14651858.CD005338.pub2.

Background
Le Comunità Terapeutiche (CT) sono un trattamento popolare per la riabilitazione dei tossicodipendenti negli Stati Uniti e in Europa.

Obiettivi
Determinare l’efficacia delle CT rispetto ad altri trattamenti per le persone dipendenti da sostanze e verificare se l’efficacia è influenzata dalle caratteristiche dei pazienti o dal tipo di trattamento offerto.

Strategia di ricerca
Sono state cercate: Il Registro Centrale Cochrane degli studi controllati (The Cochrane Library Issue 2, 2005); MEDLINE, EMBASE, Psycinfo, CINAHL, SIGLE dal loro inizio fino a marzo 2004. Inoltre sono state ispezionate le referenze degli articoli reperiti attraverso le strategie di ricerca.

Criteri di selezione degli studi
Studi controllati randomizzati che confrontavano CT con altri trattamenti, nessun trattamento, un tipo diverso di CT.

Raccolta ed analisi dei dati
Due autori hanno in modo indipendente letto gli abstract; la qualità metodologica degli studi è stata valutata utilizzando la checklist del Gruppo Cochrane Droghe e Alcol. Se possibile, i dati sono stati sintetizzati statisticamente usando rischi relativi (RR) e differenze tra medie (MD), altrimenti sono stati riportati narrativamente come riferiti negli studi.

Risultati principali
Sono stati inclusi sette studi. Le differenze fra gli studi hanno impedito sintesi statistiche dei risultati, i risultati vengono presentati quindi per singolo studio. CT verso comunità residenziale: nessuna differenza significativa rispetto al completamento del trattamento. Trattamento residenziale verso CT diurna: tassi di abbandoni (prime due settimane), e tassi di astinenti a 6 mesi significativamente più bassi nel gruppo in trattamento residenziale. Standard CT verso CT breve e potenziata: numero di persone con un impiego maggiore nel gruppo standard CT: RR 0.78 (95% IC da 0.63 a 0.96). CT modificata 3 mesi verso 6 mesi, e standard CT 6 mesi verso 12: numero di persone che completavano il trattamento più alto nel programma di 3 mesi e tassi di ritenzione in trattamento (40 giorni) significativamente più alti nelle CT a 12 mesi piuttosto che a 6 mesi.

Due studi valutavano l’intervento CT in prigione: uno studio, confrontandolo con nessun trattamento, riportava nel gruppo CT un numero più basso di re-incarcerazioni a 12 mesi dopo il rilascio: RR 0.68 (95% IC da 0.57 a 0.81). Nell’altro studio, nel confronto con Programmi di Salute Mentale, la CT in prigione, 12 mesi dopo il rilascio, evidenziava un numero più basso di re-incarcerazioni RR 0.28 (95% IC da 0.13 a 0.63), di attività criminali: RR 0.69 (95% CIC da 0.52 a 0.93) e di reati legati all’uso di alcol e droghe: RR 0.62 (95% IC da 0.43 a 0.90).

Conclusioni degli autori
Vi sono deboli prove circa l’efficacia degli interventi di comunità terapeutica confrontati con altri trattamenti residenziali, o di un tipo di comunità terapeutica rispetto a un’altra. L’intervento di CT in prigione può essere più efficace degli interventi di salute mentale nel prevenire l’attività criminale dopo la scarcerazione. In ogni caso i limiti metodologici degli studi possono aver introdotto distorsioni e non si possono trarre delle conclusioni certe a causa delle limitate prove disponibili.

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